Cose di Napoli cui il telefilm Gomorra non dà, inspiegabilmente, il giusto risalto.
La freschezza delle mozzarelle. Il sole. Il mare. Gli incassi di Alessandro Siani. L’eredità di Totò e Peppino. Gli aneddoti su Maradona. Genny la car... No, mi sono confusa.
Siccome siamo un paese bislacco, ci lamentiamo in continuazione della tv che abbiamo. Non cambiamo canale, ma ci lamentiamo: rispetto alla tv che vorremmo, diciamo quasi più bugie che nei sondaggi elettorali. Dovremmo produrre una tv moderna, predichiamo. Mica ‘ste fiction su Papi morti e industriali stramorti, Luigi Tenco e Fausto Coppi. Sappiamo fare solo santini, e mai un Breaking Bad che provi a raccontare il presente.
Poi, però, quando le grandi serie americane vanno in onda in Italia, fanno ascolti così ridicoli che si farebbe prima a pagare un aereo a tutti quelli che vogliono andare a guardarle alla tv americana. E non è solo perché sono troppo sofisticate. Anche quelle più a forma di sceneggiato, come Scandal o Downton Abbey, non funzionano. Troppa trama, troppa velocità di battute: vuoi mettere il Medico in famiglia, con quei bei dialoghi rassicuranti che paiono scritti nel 1951.
Poi qualcuno ci prova, a fare una cosa contemporanea. E ieri, sul Corriere della Sera, si prende il predicozzo. Perché Gomorra, una serie sulla criminalità è - com’è potuto succedere - troppo piena di criminali. Non ci sono i buoni. Tutti indiani e niente cowboy. Vorrete mica lasciarci senza redenzione. Senza messaggio. Senza riscatto. Non ci state educando, santo cielo. Cosa credete di fare? Intrattenerci? Siete impazziti?
A un certo punto dell’articolo, prima di rimpiangere quei bei commissari della tv d’una volta (La piovra: indicami un paese i cui opinionisti sospirino sulla tv di trent’anni prima, e io t’indicherò un paese che non è pronto per il cinema sonoro), l’editorialista lamentava che Gomorra non metta mai in scena la Napoli «che fa la coda per vedere una serigrafia di Andy Warhol». Sarebbe una bellissima battuta per una fiction. Ma probabilmente il produttore la casserebbe: è un umorismo troppo sofisticato, il pubblico non è pronto.
Twitter: @lasoncini
La freschezza delle mozzarelle. Il sole. Il mare. Gli incassi di Alessandro Siani. L’eredità di Totò e Peppino. Gli aneddoti su Maradona. Genny la car... No, mi sono confusa.
Siccome siamo un paese bislacco, ci lamentiamo in continuazione della tv che abbiamo. Non cambiamo canale, ma ci lamentiamo: rispetto alla tv che vorremmo, diciamo quasi più bugie che nei sondaggi elettorali. Dovremmo produrre una tv moderna, predichiamo. Mica ‘ste fiction su Papi morti e industriali stramorti, Luigi Tenco e Fausto Coppi. Sappiamo fare solo santini, e mai un Breaking Bad che provi a raccontare il presente.
Poi, però, quando le grandi serie americane vanno in onda in Italia, fanno ascolti così ridicoli che si farebbe prima a pagare un aereo a tutti quelli che vogliono andare a guardarle alla tv americana. E non è solo perché sono troppo sofisticate. Anche quelle più a forma di sceneggiato, come Scandal o Downton Abbey, non funzionano. Troppa trama, troppa velocità di battute: vuoi mettere il Medico in famiglia, con quei bei dialoghi rassicuranti che paiono scritti nel 1951.
Poi qualcuno ci prova, a fare una cosa contemporanea. E ieri, sul Corriere della Sera, si prende il predicozzo. Perché Gomorra, una serie sulla criminalità è - com’è potuto succedere - troppo piena di criminali. Non ci sono i buoni. Tutti indiani e niente cowboy. Vorrete mica lasciarci senza redenzione. Senza messaggio. Senza riscatto. Non ci state educando, santo cielo. Cosa credete di fare? Intrattenerci? Siete impazziti?
A un certo punto dell’articolo, prima di rimpiangere quei bei commissari della tv d’una volta (La piovra: indicami un paese i cui opinionisti sospirino sulla tv di trent’anni prima, e io t’indicherò un paese che non è pronto per il cinema sonoro), l’editorialista lamentava che Gomorra non metta mai in scena la Napoli «che fa la coda per vedere una serigrafia di Andy Warhol». Sarebbe una bellissima battuta per una fiction. Ma probabilmente il produttore la casserebbe: è un umorismo troppo sofisticato, il pubblico non è pronto.
Twitter: @lasoncini