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Sogni e desideri? Su Impossible.com

di ELENA STANCANELLI
1 minuti di lettura
"Vorrei che più persone possibile abbandonassero Facebook, come una diaspora. Sarebbe un bel passo avanti per la privacy e il controllo dei nostri dati".

"Ho moltissime piantine di aneto, menta, melissa e pomodoro, vorrei dividerle con qualcuno".

"Vorrei sapere come comportarmi. Voglio un segnale chiaro: cosa devo fare di questo amore? È  finito, è ancora lì? Mi sento così avvilito, e arrabbiato".

L'INDICE DI PARLA CON LEI

Uno invece attraverserà il Portogallo in bicicletta e vorrebbe raccogliere fondi per un'organizzazione che aiuta i bambini malati di cancro. Un altro vorrebbe insegnare come si puliscono i tappeti, come si pratica il massaggio svedese, come si costruiscono modellini di eserciti o eventualmente di zombie.

Tutti questi e molti altri, per realizzare i loro desideri, si sono iscritti a una web community che si chiama impossible.com. La solita bacheca dove chiunque può appendere il suo post…
"Vorrei che più persone possibile abbandonassero Facebook, come una diaspora. Sarebbe un bel passo avanti per la privacy e il controllo dei nostri dati".

"Ho moltissime piantine di aneto, menta, melissa e pomodoro, vorrei dividerle con qualcuno".

"Vorrei sapere come comportarmi. Voglio un segnale chiaro: cosa devo fare di questo amore? È  finito, è ancora lì? Mi sento così avvilito, e arrabbiato".

L'INDICE DI PARLA CON LEI

Uno invece attraverserà il Portogallo in bicicletta e vorrebbe raccogliere fondi per un'organizzazione che aiuta i bambini malati di cancro. Un altro vorrebbe insegnare come si puliscono i tappeti, come si pratica il massaggio svedese, come si costruiscono modellini di eserciti o eventualmente di zombie.

Tutti questi e molti altri, per realizzare i loro desideri, si sono iscritti a una web community che si chiama impossible.com. La solita bacheca dove chiunque può appendere il suo post it e aspettare, per scoprire se da qualche parte nel mondo qualcuno è il calco nel quale si può accoccolare la forma della sua pazzia.

Così è la vita, tutti cerchiamo quella roba lì. Pochi la trovano. Qualcuno la cerca in rete, probabilmente sempre più persone la cercheranno in rete.

Dice Marino Sinibaldi in Un millimetro più in là (intervista sulla cultura a cura di Giorgio Zanchini, Laterza), che un tempo c'era un ragazzino appassionato di manga in un paesino tipo Sovereto. E si sentiva un super-sfigato, visto che al bar tutti parlavano di calcio e lui non sapeva nulla di calcio, ma tutto sui manga. Adesso, con internet, quel ragazzino potrebbe essere un'autorità, una star tra tutti gli appassionati di manga che si incontrano sul web.

È più felice adesso quel ragazzino? Boh.

È meno solo? Boh.

Stiamo sempre lì a domandarci troppe cose. Internet è come la bicicletta: serve ad andare da qui a lì, ma mica è colpa della bici se cadi e ti rompi una gamba.

Non è già abbastanza bello che ci sia un posto dove puoi esprimere il tuo desiderio più pazzo? Non è già questa la felicità?
Twitter: @elenastanka