Parla con lei

Una donna come Mister

di ANAIS GINORI

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"Capisco la sorpresa, ma siamo nel 2014. Non guardatemi come una donna: sono un allenatore normale". La portoghese Helena Costa, 36 anni, comincerà tra pochi giorni ad allenare il Clermont Ferrand. È la prima donna a fare la coach di una squadra maschile del campionato francese (Ligue 2, serie B) e tra le poche al mondo ad avere questo ruolo in un qualsiasi sport. Soprannominata "Mourinho in gonnella", già allenatrice delle giovanili del Benfica e poi della nazionale femminile dell'Iran, Costa è stata chiamata a sorpresa dal presidente del club. I cronisti sportivi hanno raccontato lo stupore dei giocatori quando hanno scoperto dai giornali che sarebbero stati allenati da una donna. Battute grevi ma anche qualche occhiata di paura, quasi fosse una sciagura.

Sempre questo mese debutterà la nuova coach Amélie Mauresmo. L'ex tennista francese, 34 anni, è stata scelta dallo scozzese Andy Murray, diventando così il primo tecnico donna di un top ten del ranking Atp. "È una pagina di storia tutta da scrivere", ha commentato lei a proposito di questa novità che sconvolge abitudini sportive vecchie di decenni. Tra qualche giorno, per esempio, non potrà entrare negli spogliatoi maschili di Wimbledon per discutere con il suo giocatore. "Ma avremo modo di parlare altrove", ha tagliato corto Murray. E la Costa come sarà chiamata dai giocatori? Mister? Con Miss invece sembra di essere in un concorso di bellezza.
Sono dettagli, certo, ma raccontano quale sia il disorientamento. Mentre le squadre femminili sono state spesso allenate da uomini, il contrario stupisce, interroga. Anche nello sport ci sono barriere di genere, forse solo per abitudini ancora difficili da cambiare.

Le due nuove coach Costa e Mauresmo potranno dimostrare se e quanto effettivamente esista una differenza. E magari presto le donne s'impadroniranno anche di altri ruoli sportivi. La calciatrice brasiliana Marta Vieira da Silva, 28 anni, eletta per cinque volte migliore giocatrice del mondo tra il 2006 e il 2010, chiede alla Fifa di nominare degli arbitri femminili. E anche su questo ci sarà parità: l'arbitro donna sarà attaccata e criticata quanto un uomo. 
Twitter: @anaisginori