La tv italiana è nelle mani di Carlo Freccero. Che, non facendola concretamente da dodici anni (quando smise di dirigere Rai 2), ha moltissimo tempo libero. E lo usa per chiacchierare, essendo un uomo cui piace moltissimo ascoltarsi. Poiché una delle cose che Carlo Freccero dice più spesso a quelli che lo ascoltano ascoltarsi è che la tv va presidiata, ora tutti i conduttori che lo ascoltano ascoltarsi vogliono fare la striscia quotidiana. Se non sei in onda tutti i giorni non esisti: l'ha detto Freccero.
Parla con lei su RSera
Quindi, la Rai ha fatto la pochissimo dignitosa figura di arrivare, mercoledì sera, alla presentazione dei palinsesti della prossima stagione senza essere in grado di dire chi avrebbe condotto la nuova edizione di Ballarò. Perché Giovanni Floris oltre alla prima serata voleva anche la striscia, perché se non gliela davano loro magari gliela dava qualcun altro (è la mozione Antonio Ricci della ricattabilità televisiva: ogni dominio si fonda su eterni "Altrimenti me ne vado" cui pare che nessun dirigente tv abbia mai la prontezza di rispondere "E chi altro ti si piglia?").
La sera prima, alla striscia quotidiana di La7, Otto e mezzo, era ospite proprio Freccero: si ascoltava mentre spiegava il nuovissimo fenomeno dei negozi di abbigliamento on line a noialtre, che lo guardavamo come guarderemmo le nostre bisnonne spiegarci l'utilizzo della chat.
Per sembrare ancor più la nostra bisnonna, Freccero chiamava la rete "il net"; e a ogni intervento, col tono con cui i politici nei talk riferiscono cos'ha detto il tassista, riportava l'entusiasmo da shopping "della mia compagna" - giacché, si sa, gli uomini non comprano vestiti.
Il proprietario di Yoox, anch'egli ospite della trasmissione, lo guardava deliziato come davanti alla gabbia dei fenicotteri allo zoo. Quando sono arrivati a parlare della diffidenza popolare per gli acquisti on line, come fossimo nel 1995, ho pensato che in tv c'è giusto bisogno di un'altra striscia quotidiana, di più interviste, di più talk-show: non possiamo certo rischiare che finiscano i pezzi di palinsesto in cui Carlo Freccero può ascoltare il suono della propria voce.
Twitter: @lasoncini
Parla con lei su RSera
Quindi, la Rai ha fatto la pochissimo dignitosa figura di arrivare, mercoledì sera, alla presentazione dei palinsesti della prossima stagione senza essere in grado di dire chi avrebbe condotto la nuova edizione di Ballarò. Perché Giovanni Floris oltre alla prima serata voleva anche la striscia, perché se non gliela davano loro magari gliela dava qualcun altro (è la mozione Antonio Ricci della ricattabilità televisiva: ogni dominio si fonda su eterni "Altrimenti me ne vado" cui pare che nessun dirigente tv abbia mai la prontezza di rispondere "E chi altro ti si piglia?").
La sera prima, alla striscia quotidiana di La7, Otto e mezzo, era ospite proprio Freccero: si ascoltava mentre spiegava il nuovissimo fenomeno dei negozi di abbigliamento on line a noialtre, che lo guardavamo come guarderemmo le nostre bisnonne spiegarci l'utilizzo della chat.
Per sembrare ancor più la nostra bisnonna, Freccero chiamava la rete "il net"; e a ogni intervento, col tono con cui i politici nei talk riferiscono cos'ha detto il tassista, riportava l'entusiasmo da shopping "della mia compagna" - giacché, si sa, gli uomini non comprano vestiti.
Il proprietario di Yoox, anch'egli ospite della trasmissione, lo guardava deliziato come davanti alla gabbia dei fenicotteri allo zoo. Quando sono arrivati a parlare della diffidenza popolare per gli acquisti on line, come fossimo nel 1995, ho pensato che in tv c'è giusto bisogno di un'altra striscia quotidiana, di più interviste, di più talk-show: non possiamo certo rischiare che finiscano i pezzi di palinsesto in cui Carlo Freccero può ascoltare il suono della propria voce.
Twitter: @lasoncini