L'ideale sarebbe stata la convergenza dei due format. Un Temptation Island dal Ninfeo, su Rai 3. E gli scrittori che mettono alla prova i loro matrimoni, su Canale 5. In fondo, se un matrimonio sopravvive alla stesura di un romanzo, può affrontare anche tre settimane in cui i mariti vengono separati dalle mogli e messi a vivere con una dozzina di signorine piacenti (e le mogli con dei manzi da esposizione). In fondo, se hai tempra da reality ne avrai anche per bere quel liquore giallo e chiedere voti a letterati sudati.
"Vivo alla giornata ma sono in cerca della stabilità", "È importante raccontare la propria verità di uomo", "Credo fermamente che il mio aspetto non rispecchi la mia anima": se non eravate davanti alla tv ieri, non saprete indovinare cos'abbiano detto i romanzieri finalisti allo Strega su Rai 3, e cosa i concorrenti di Temptation Island.
Certo, su Canale 5 erano più professionali. Più preparati. Con più accurati tempi televisivi. Su Rai 3 avevano preparato alcune imperdibili clip in cui a leggere brani era gente con lavori veri (quei lavori veri che sarebbe bene si trovassero certi autori televisivi), e certo non si potevano tagliare: quindi, facevano finta che lo scrutinio non fosse terminato.
Mezz'ora dopo i primi tweet che annunciavano la vittoria di Piccolo per cinque voti, Gerardo Greco ancora fingeva stessero scrutinando, mandava clip di reading goffi, faceva interviste ai finalisti (a quel punto ex finalisti) altrettanto goffe: "Lei è ingegnere, no?". "No. Sono architetto". "Ha scritto un libro sulla burocrazia"."La burocrazia sarà lo zero virgola cinque per cento del libro" - eccetera.
Su Canale 5, invece, c'era materiale umano da reality, che capisce il mezzo meglio di giornalisti, scrittori, e autori di programmi. E quindi, uno dei ragazzi che dovevano indurre in tentazione una delle cinque concorrenti ha spiegato, con sapienza narrativa, che lui sapeva che cosa fare davanti alle telecamere, e per cosa aspettare la fine delle riprese: "Ti trombo il cervello qua dentro e poi ti trombo fuori, se dev'essere" è stata, di gran lunga, la frase più da storia della letteratura dell'intera serata.
Twitter:@lasoncini
"Vivo alla giornata ma sono in cerca della stabilità", "È importante raccontare la propria verità di uomo", "Credo fermamente che il mio aspetto non rispecchi la mia anima": se non eravate davanti alla tv ieri, non saprete indovinare cos'abbiano detto i romanzieri finalisti allo Strega su Rai 3, e cosa i concorrenti di Temptation Island.
Certo, su Canale 5 erano più professionali. Più preparati. Con più accurati tempi televisivi. Su Rai 3 avevano preparato alcune imperdibili clip in cui a leggere brani era gente con lavori veri (quei lavori veri che sarebbe bene si trovassero certi autori televisivi), e certo non si potevano tagliare: quindi, facevano finta che lo scrutinio non fosse terminato.
Mezz'ora dopo i primi tweet che annunciavano la vittoria di Piccolo per cinque voti, Gerardo Greco ancora fingeva stessero scrutinando, mandava clip di reading goffi, faceva interviste ai finalisti (a quel punto ex finalisti) altrettanto goffe: "Lei è ingegnere, no?". "No. Sono architetto". "Ha scritto un libro sulla burocrazia"."La burocrazia sarà lo zero virgola cinque per cento del libro" - eccetera.
Su Canale 5, invece, c'era materiale umano da reality, che capisce il mezzo meglio di giornalisti, scrittori, e autori di programmi. E quindi, uno dei ragazzi che dovevano indurre in tentazione una delle cinque concorrenti ha spiegato, con sapienza narrativa, che lui sapeva che cosa fare davanti alle telecamere, e per cosa aspettare la fine delle riprese: "Ti trombo il cervello qua dentro e poi ti trombo fuori, se dev'essere" è stata, di gran lunga, la frase più da storia della letteratura dell'intera serata.
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