"Cosa pensi del fatto che per questo documentario abbia deciso di raccogliere le testimonianze di tutti voi, dando a tutte lo stesso peso?"
"Non mi piace. L'arte non è una questione di punti di vista, o sentimenti, o reazioni alle situazioni. L'arte ha il compito di ricercare la verità".
L'INDICE DELLA RUBRICA
Già, la verità... Sarah Polley è stata una bravissima attrice e si è trasformata in una regista migliore. È suo quel meraviglioso film, Away from Her, tratto dal racconto di Alice Munro, in cui la protagonista, interpretata da una Julie Christie spettacolare, si ammala di Alzheimer. Stories We Tell è il titolo del documentario che la regista canadese ha girato per raccontare sua madre (morta di cancro quando lei aveva pochi anni) e un segreto. Intervistando uno a uno i componenti della sua famiglia e gli amici più intimi. È stato presentato a Venezia nel 2012, è uscito male e poco, torna quest'estate in qualche arena. Cercatelo.
Al centro della storia c'è un racconto, scritto dal padre Michael. Che lui stesso legge, mentre la figlia in regia lo dirige, gli fa ripetere le frasi venute male, lo guarda. Poi ci sono appunto le interviste, in cui parlano fratelli e sorelle, zie, cognate e Harry Gulkin. Chi è Harry Gulkin? Quello che dice a Sarah la faccenda dell'arte e della verità. Ma chi sia davvero non ve lo posso dire, mi dispiace. Il tutto è intervellato da filmati, apparentemente materiale casalingo, riprese strampalate e senza sonoro dei pranzi di famiglia, le vacanze, i primi passi dei figli.
Ma non è vero. Come molte altre cose in questa vicenda narrata con grazia e leggerezza strepitose, non si capisce mai bene quale sia la verità e se una verità ci sia. Come in una novella di Pirandello, Polley fa parlare tutti, crede a tutti, sorride a tutti e poi, con calma ti spiega che era tutta una bugia.
E mi raccomando, guardatelo fino alla fine, fino all'ultima, geniale, battuta. Con buona pace della verità.
Twitter: @elenastanka
"Non mi piace. L'arte non è una questione di punti di vista, o sentimenti, o reazioni alle situazioni. L'arte ha il compito di ricercare la verità".
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Già, la verità... Sarah Polley è stata una bravissima attrice e si è trasformata in una regista migliore. È suo quel meraviglioso film, Away from Her, tratto dal racconto di Alice Munro, in cui la protagonista, interpretata da una Julie Christie spettacolare, si ammala di Alzheimer. Stories We Tell è il titolo del documentario che la regista canadese ha girato per raccontare sua madre (morta di cancro quando lei aveva pochi anni) e un segreto. Intervistando uno a uno i componenti della sua famiglia e gli amici più intimi. È stato presentato a Venezia nel 2012, è uscito male e poco, torna quest'estate in qualche arena. Cercatelo.
Al centro della storia c'è un racconto, scritto dal padre Michael. Che lui stesso legge, mentre la figlia in regia lo dirige, gli fa ripetere le frasi venute male, lo guarda. Poi ci sono appunto le interviste, in cui parlano fratelli e sorelle, zie, cognate e Harry Gulkin. Chi è Harry Gulkin? Quello che dice a Sarah la faccenda dell'arte e della verità. Ma chi sia davvero non ve lo posso dire, mi dispiace. Il tutto è intervellato da filmati, apparentemente materiale casalingo, riprese strampalate e senza sonoro dei pranzi di famiglia, le vacanze, i primi passi dei figli.
Ma non è vero. Come molte altre cose in questa vicenda narrata con grazia e leggerezza strepitose, non si capisce mai bene quale sia la verità e se una verità ci sia. Come in una novella di Pirandello, Polley fa parlare tutti, crede a tutti, sorride a tutti e poi, con calma ti spiega che era tutta una bugia.
E mi raccomando, guardatelo fino alla fine, fino all'ultima, geniale, battuta. Con buona pace della verità.
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