Sulla copertina c'è una ragazza armata di telecamera che punta il suo obiettivo contro un militare il quale, a sua volta, le tiene fisso addosso il fucile.
Il messaggio, tratto da un graffito spuntato sui muri del Cairo, è chiarissimo: potete spararci addosso, lo racconteremo al mondo senza paura. È il racconto di una rivolta nella rivolta, il saggio Le donne nei media arabi curato dalla professoressa Renata Pepicelli ed edito in queste settimane da Carocci. Un viaggio all'interno di tre paesi del mondo arabo, la Tunisia, l'Egitto e il Marocco, che tocca molti altri paesi per raccontare come, al di là dell'orientalismo che continua a prevalere da questa parte del Mediterraneo, si sia evoluta la figura della donna nei media arabi.
Il libro racconta di universi troppo spesso sconosciuti all'Occidente: ci porta a scoprire come gli sceneggiati turchi siano diventati un'ispirazione verso la libertà per migliaia di donne, da Gaza a Ryad, il successo delle trasmissioni "islamicamente corrette" dedicate alle donne, dall'Egitto al Marocco, l'affermarsi di presentatrici velate e predicatrici religiose anche all'indomani di rivoluzioni che noi avevamo letto come laiche e filo-occidentali. Ed infine l'ascesa delle blogger e delle autrici di vignette e graffiti.
Ma sopratutto racconta come all'interno di quel grande mondo che noi chiamiamo troppo semplicemente islamico, modelli diversi e contrapposti convivano l'uno accanto all'altro. Al di là dei nostri stereotipi.
Twitter: @francescacaferr
Il messaggio, tratto da un graffito spuntato sui muri del Cairo, è chiarissimo: potete spararci addosso, lo racconteremo al mondo senza paura. È il racconto di una rivolta nella rivolta, il saggio Le donne nei media arabi curato dalla professoressa Renata Pepicelli ed edito in queste settimane da Carocci. Un viaggio all'interno di tre paesi del mondo arabo, la Tunisia, l'Egitto e il Marocco, che tocca molti altri paesi per raccontare come, al di là dell'orientalismo che continua a prevalere da questa parte del Mediterraneo, si sia evoluta la figura della donna nei media arabi.
Il libro racconta di universi troppo spesso sconosciuti all'Occidente: ci porta a scoprire come gli sceneggiati turchi siano diventati un'ispirazione verso la libertà per migliaia di donne, da Gaza a Ryad, il successo delle trasmissioni "islamicamente corrette" dedicate alle donne, dall'Egitto al Marocco, l'affermarsi di presentatrici velate e predicatrici religiose anche all'indomani di rivoluzioni che noi avevamo letto come laiche e filo-occidentali. Ed infine l'ascesa delle blogger e delle autrici di vignette e graffiti.
Ma sopratutto racconta come all'interno di quel grande mondo che noi chiamiamo troppo semplicemente islamico, modelli diversi e contrapposti convivano l'uno accanto all'altro. Al di là dei nostri stereotipi.
Twitter: @francescacaferr