DONNE sull’orlo della crisi di nervi. Mai come quest’anno il cinema francese racconta storie di ribellioni, fughe, improvvisi smarrimenti di madri, mogli, talvolta nonne. Elle s’en va, “Lei se ne va”, s’intitola il road movie con Catherine Deneuve che abbandona un amante poco amorevole e la gestione del ristorantino per incamminarsi verso l’ignoto, e magari una vita migliore, perché non c’è età per smettere di sognare. Donne che hanno il coraggio di mandare all’aria tutto, uscire dai binari dell’orologio biologico, rovesciare il tavolo anche quando l’anagrafe consiglierebbe prudenza.
Isabelle Huppert si è cimentata con un ruolo da casalinga disperata che si ribella in La Ritournelle: è la moglie di un fattore che decide di scappare in città, costringendo il marito a cercarla nella giungla urbana e a riscoprire così il senso del loro rapporto.
Sono anche giovani mamme che non ce la fanno, per cui non è possibile “avere tutto”, come vorrebbe l’ideologia superdonnista. Succede in Lulu femme nue, una donna che scappa di casa, lasciando compagno e figli, dopo un colloquio di lavoro andato male. In Arrête ou je continue,“smetti oppure continuo”, una bravissima Emmanuelle Devos rifiuta di seguire il marito (un altrettanto bravo Matthieu Amalric) durante un trekking e si rifugia in una foresta.
Un ritorno alle origini, la natura contro la civiltà che opprime. Ritratti di donne non più addomesticate, che si fermano in mezzo al cammino delle loro vite per ripensare, dubitare, tornare un po’ bambine nel lasciare andare libera la loro fantasia, per cercare qualcun altro o soltanto se stesse. Per fare, insomma, quello che un tempo era permesso solo agli uomini: anche se sbandare e uscire di strada può far male, è l’unico modo di incontrare nuovi mondi.
Twitter: @anaisginori
Isabelle Huppert si è cimentata con un ruolo da casalinga disperata che si ribella in La Ritournelle: è la moglie di un fattore che decide di scappare in città, costringendo il marito a cercarla nella giungla urbana e a riscoprire così il senso del loro rapporto.
Sono anche giovani mamme che non ce la fanno, per cui non è possibile “avere tutto”, come vorrebbe l’ideologia superdonnista. Succede in Lulu femme nue, una donna che scappa di casa, lasciando compagno e figli, dopo un colloquio di lavoro andato male. In Arrête ou je continue,“smetti oppure continuo”, una bravissima Emmanuelle Devos rifiuta di seguire il marito (un altrettanto bravo Matthieu Amalric) durante un trekking e si rifugia in una foresta.
Un ritorno alle origini, la natura contro la civiltà che opprime. Ritratti di donne non più addomesticate, che si fermano in mezzo al cammino delle loro vite per ripensare, dubitare, tornare un po’ bambine nel lasciare andare libera la loro fantasia, per cercare qualcun altro o soltanto se stesse. Per fare, insomma, quello che un tempo era permesso solo agli uomini: anche se sbandare e uscire di strada può far male, è l’unico modo di incontrare nuovi mondi.
Twitter: @anaisginori