"Sono tornata", punto esclamativo. Ma anche "È una rinascita". Ma anche "C'è chi mi ha scritto "bentornata"", che se uno legge distrattamente pensa che non abbia fatto X Factor ma qualche malattia esantematica dalla quale s'è per fortuna ripresa.
Vi vedo, che quasi non vorreste partire per le vacanze, per paura di distrarvi e mancare a settembre l'attimo, il gran ritorno, il momento da raccontare ai nipoti: Simona Ventura a Miss Italia. Miss Italia che, ricordiamolo, è la serata televisiva che tutti attendiamo per tutto l'anno, impazienti prima e soddisfattissimi poi.
Mica un antiquato concorso di bellezza che non ha più ragion d'essere e l'anno scorso ha totalizzato novecentomila spettatori, numeri da bancarotta per un varietà in prima serata. Roba che Lilli Gruber fa di meglio parlando della legge elettorale e Mentana fa di meglio commentando uno streaming dal suo tinello. Roba che persino Gad Lerner, parlandone da televisivamente vivo, faceva di meglio.
Simona Ventura che, d'altra parte, non è affatto una che ha detto per tre anni che Sky era il futuro, la novità, la sperimentazione, finalmente esperienze fresche, e quant'è bollita la tv generalista. Simona Ventura che mica aspettava solo che una qualunque generalista si ricordasse il suo numero di telefono e le chiedesse di condurre una cosa a caso; pure la tv più piccina, pure per annunciare chi è miss In Gambissima, pure per dire "Signore e signori buonasera" ma su una rete che possa vedere anche la bisnonna senza satellite, e pazienza se sarà un format con minor prestigio critico rispetto ai talent postmoderni.
Dice Simona Ventura - sempre nella stessa intervista, su un Chi che leggo con colpevole ritardo, di qualche settimana precedente a quello sul quale Ilary Blasi spiega che quelle che si fanno i selfie sono colpevoli della disoccupazione dei fotografi e della fine del divismo e fors'anche di queste piogge continue - che non andrà in vacanza. Resta al lavoro. A studiare per tutta l'estate la domanda di cultura generale da fare a miss Molise, e quella sul conflitto israelopalestinese che sembra vieppiù appropriata per miss Veneto.
Twitter: @lasoncini
INDICE DELLA RUBRICA
Vi vedo, che quasi non vorreste partire per le vacanze, per paura di distrarvi e mancare a settembre l'attimo, il gran ritorno, il momento da raccontare ai nipoti: Simona Ventura a Miss Italia. Miss Italia che, ricordiamolo, è la serata televisiva che tutti attendiamo per tutto l'anno, impazienti prima e soddisfattissimi poi.
Mica un antiquato concorso di bellezza che non ha più ragion d'essere e l'anno scorso ha totalizzato novecentomila spettatori, numeri da bancarotta per un varietà in prima serata. Roba che Lilli Gruber fa di meglio parlando della legge elettorale e Mentana fa di meglio commentando uno streaming dal suo tinello. Roba che persino Gad Lerner, parlandone da televisivamente vivo, faceva di meglio.
Simona Ventura che, d'altra parte, non è affatto una che ha detto per tre anni che Sky era il futuro, la novità, la sperimentazione, finalmente esperienze fresche, e quant'è bollita la tv generalista. Simona Ventura che mica aspettava solo che una qualunque generalista si ricordasse il suo numero di telefono e le chiedesse di condurre una cosa a caso; pure la tv più piccina, pure per annunciare chi è miss In Gambissima, pure per dire "Signore e signori buonasera" ma su una rete che possa vedere anche la bisnonna senza satellite, e pazienza se sarà un format con minor prestigio critico rispetto ai talent postmoderni.
Dice Simona Ventura - sempre nella stessa intervista, su un Chi che leggo con colpevole ritardo, di qualche settimana precedente a quello sul quale Ilary Blasi spiega che quelle che si fanno i selfie sono colpevoli della disoccupazione dei fotografi e della fine del divismo e fors'anche di queste piogge continue - che non andrà in vacanza. Resta al lavoro. A studiare per tutta l'estate la domanda di cultura generale da fare a miss Molise, e quella sul conflitto israelopalestinese che sembra vieppiù appropriata per miss Veneto.
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