Parla con lei

Un gelato per Maryam che sogna la libertà

di FRANCESCA CAFERRI

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Il suo sorriso è di quelli che spiazzano. Ha poco più di vent'anni, ama la moda, le risate e una buona cena con gli amici. Legge molto e comunica via social network. La rivista Usa Foreign Policy l'ha soprannominata "l'attivista riluttante" e in effetti per lei la politica è una specie di eredità di famiglia, di mantello da indossare per destino.  

Il 30 agosto l'attivista per i diritti umani Maryam al Khawaja è stata arrestata al suo arrivo a Manama, in Bahrein. Maryam, che vive in esilio in Danimarca, è tornata nel suo Paese per provare a incontrare suo padre, l'attivista Abdulhadi al Khawaja, uno dei leader della comunità sciita, che è in sciopero della fame dal 26 agosto e in carcere dal 2011 con una condanna all'ergastolo.

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Maryam, 26 anni, è stata arrestata all'aeroporto con l'accusa di aver aggredito un poliziotto. Una scusa come un'altra: da tempo ad aspettarla nel suo Paese c'era un mandato d'arresto per aver condotto una campagna in cui denunciava l'uso di tortura nelle carceri e per aver "insultato il re", un'accusa che può portare alla condanna fino a sette anni di carcere. Maryam lo sapeva bene eppure ha scelto di rientrare in Bahrein: doppia cittadinanza - ha anche quella danese - ha ereditato la presidenza del Centro del Golfo per i diritti umani (Gchr) dal padre, in prigione, e dalla sorella Zainab, anche lei a lungo incarcerata per aver partecipato alle proteste del 2011 contro le autorità dello stato governato dai sunniti. Da padre e sorella, Maryam, come dimostra il suo arresto, ha preso anche il coraggio.

La scorsa settimana le Nazioni Unite hanno chiesto la sua scarcerazione, finora inutilmente. Quando l'avevo conosciuta, due anni fa, Maryam era consapevole del fatto che prima o poi in carcere sarebbe finita anche lei. "Ma questo non può fermarmi", aveva detto, lanciandosi poi in un'analisi politica dei risultati della Primavera araba degna di un intellettuale maturo. Qualche secondo dopo aveva sfoderato uno dei suoi sorrisi spiazzanti ed era tornata la ventenne che, nonostante tutto, prova a godersi la vita. "Adesso mi accompagni a prendere un gelato?", mi aveva detto, esausta. In queste ore si può solo sperare di tornare presto a vedere il suo sorriso.
Twitter: @francescacaferr