Il bel passo indietro delle donne spagnole
di ANAIS GINORI
"È una buona notizia per la Spagna ma anche per i paesi vicini". Isabel Serrano è la portavoce del movimento "Decidir nos hace libre", che da mesi combatte contro il progetto di legge del governo spagnolo per limitare il diritto all'aborto. La riforma di Madrid ha provocato proteste in Spagna ma non solo. Molte associazioni femministe, anche in Italia, hanno colto nel caso spagnolo la prova che una regressione è possibile. Non è vero che i diritti sono per sempre. Non è vero che le conquiste delle donne, spesso frutto di lunghe e faticose lotte, sono intoccabili.
Il disegno di legge voluto da Alberto-Ruiz Gallardón, approvato in prima lettura il 20 dicembre scorso dal consiglio dei ministri, cancellava di fatto la legge varata nel 2010 dal governo Zapatero, che ha fissato a 14 settimane il termine legale per abortire e consente la libera scelta anche alle minori di 16 e 17 anni, senza il consenso dei genitori. L'aspetto pi&…
Il disegno di legge voluto da Alberto-Ruiz Gallardón, approvato in prima lettura il 20 dicembre scorso dal consiglio dei ministri, cancellava di fatto la legge varata nel 2010 dal governo Zapatero, che ha fissato a 14 settimane il termine legale per abortire e consente la libera scelta anche alle minori di 16 e 17 anni, senza il consenso dei genitori. L'aspetto pi&…
"È una buona notizia per la Spagna ma anche per i paesi vicini". Isabel Serrano è la portavoce del movimento "Decidir nos hace libre", che da mesi combatte contro il progetto di legge del governo spagnolo per limitare il diritto all'aborto. La riforma di Madrid ha provocato proteste in Spagna ma non solo. Molte associazioni femministe, anche in Italia, hanno colto nel caso spagnolo la prova che una regressione è possibile. Non è vero che i diritti sono per sempre. Non è vero che le conquiste delle donne, spesso frutto di lunghe e faticose lotte, sono intoccabili.
Il disegno di legge voluto da Alberto-Ruiz Gallardón, approvato in prima lettura il 20 dicembre scorso dal consiglio dei ministri, cancellava di fatto la legge varata nel 2010 dal governo Zapatero, che ha fissato a 14 settimane il termine legale per abortire e consente la libera scelta anche alle minori di 16 e 17 anni, senza il consenso dei genitori. L'aspetto più criticato della "controriforma" era sui limiti imposti all'aborto anche in caso di malformazione del feto, in virtù della "difesa dei diritti dei non nati". Il premier Mariano Rajoy ha annunciato che la legge sarà ritirata nei suoi aspetti più controversi. Rimarrà probabilmente l'obbligo per le minorenni di avere il consenso dei genitori.
Anche se la decisione è frutto di un calcolo elettorale (le elezioni municipali nella prossima primavera) e delle divisioni del partito popolare (Gallardón ha annunciato le dimissioni), è una straordinaria vittoria della società civile, che si è mobilitata in questi mesi, e di un pressing di media e associazioni di altri Paesi europei. "Per fortuna - ha commentato la portavoce di "Decidir nos hace libre" - torniamo all'interno di un contesto europeo in cui si rispetta la decisione della donna e soprattutto in cui l'interruzione di gravidanza si fa in condizioni sicure e di parità".
A volte fare un passo indietro, significa avanzare.
Twitter: @anaisginori
Il disegno di legge voluto da Alberto-Ruiz Gallardón, approvato in prima lettura il 20 dicembre scorso dal consiglio dei ministri, cancellava di fatto la legge varata nel 2010 dal governo Zapatero, che ha fissato a 14 settimane il termine legale per abortire e consente la libera scelta anche alle minori di 16 e 17 anni, senza il consenso dei genitori. L'aspetto più criticato della "controriforma" era sui limiti imposti all'aborto anche in caso di malformazione del feto, in virtù della "difesa dei diritti dei non nati". Il premier Mariano Rajoy ha annunciato che la legge sarà ritirata nei suoi aspetti più controversi. Rimarrà probabilmente l'obbligo per le minorenni di avere il consenso dei genitori.
Anche se la decisione è frutto di un calcolo elettorale (le elezioni municipali nella prossima primavera) e delle divisioni del partito popolare (Gallardón ha annunciato le dimissioni), è una straordinaria vittoria della società civile, che si è mobilitata in questi mesi, e di un pressing di media e associazioni di altri Paesi europei. "Per fortuna - ha commentato la portavoce di "Decidir nos hace libre" - torniamo all'interno di un contesto europeo in cui si rispetta la decisione della donna e soprattutto in cui l'interruzione di gravidanza si fa in condizioni sicure e di parità".
A volte fare un passo indietro, significa avanzare.
Twitter: @anaisginori