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Caro Renzi, la parità si fa per legge

 di ANAIS GINORI

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Nell'ultima classifica del Gender Gap, l'Italia è ancora nelle ultime posizioni, al 69°posto, guadagnando due posizioni rispetto all'anno scorso, soprattutto per l'arrivo di più donne ministre e parlamentari. La Francia ha invece guadagnato ben 29 posizioni rispetto al 2013, conquistando il 16° posto. È successo soprattutto grazie alla legge per "l'eguaglianza reale'' approvata il 4 agosto. Un imponente arsenale legislativo che prevede, tra l'altro, la promozione della "parità nelle aziende, la sensibilizzazione e la lotta agli stereotipi sessisti e per l'eguaglianza professionale''. "Non vogliamo dare lezioni ma il nostro governo ha fatto scelte politiche precise e su molti punti siamo in posizione di leadership", ha commentato Pascale Boistard, sottosegretario ai Diritti delle Donne.

In un incontro all'ambasciata francese a Roma qualche settimana fa, Boistard ha evidenziato anche l'impegno per favorire le pari opportunità e combattere gli stereotipi sessisti nel mondo della tv, dei media e della pubblicità. Il Consiglio superiore delll'audiovisivo (Csa) è stato incaricato proprio di questo tema e in futuro potrà sanzionare chi non rispetta l'eguaglianza di genere. "Ma la lotta non è ancora finita - ha avvertito la ministra - bisogna restare in guardia, continuare a combattere, perché soprattutto in periodi di crisi c'è sempre un ritorno reazionario, una tendenza a ripiegarsi su se stessi".

Rispetto alla Francia, il governo Renzi non ha un ministro delle Pari Opportunità. All'incontro di Roma con Boistard c'era Giovanna Martelli, consigliera per queste tematiche della Presidenza del Consiglio dei ministri. "L'importante non sono gli incarichi ma gli obiettivi", ha ribadito Boistard, sostenendo che anche in Europa c'è il rischio di arretrare sulla parità. L'ex vicepresidente della Commissione, Viviane Reding, ha fatto passare una direttiva per obbligare i board delle aziende quotate ad avere un terzo di consigliere donne: oggi la media europea è dell'11%. E sembra difficile che i Paesi membri riescano tutti a raggiungere l'obiettivo della direttiva che fissa il termine all'anno prossimo. Ma il caso francese, con un governo socialista fortemente concentrato sulle tematiche femminili - dal Welfare alla lotta alla prostituzione - rappresenta una lodevole eccezione nel Vecchio Continente. E forse potrebbe ispirare anche il governo Renzi: ben venga una legge per "l'eguaglianza reale" anche in Italia.
 
Twitter: @anaisginori