Una storia per credere all'impossibile
Elena Stancanellidi ELENA STANCANELLI
Catherine McGilvray è una regista italiana, nata in Australia. Ha fatto documentari e film, tra i quali un adattamento de L'iguana di Anna Maria Ortese, del quale ho già parlato in questa rubrica. Adesso ha girato un documentario che si intitola Il cuore dell'assassino che, dopo la solita rocambolesca uscita clandestina, diventa un dvd più libro pubblicato da Intento.
È una storia incredibile e meravigliosa, che la regista è andata a pescare in India: Samundar, un uomo poverissimo e ignorante, plagiato da un gruppo di zamindar (nobili possidenti e sfruttatori dei contadini) uccide una donna. Una suora. La segue su un autobus e la sgozza, convinto che i cristiani stiano rubando l'India agli indiani. Lo arrestano, i suoi istigatori lo mollanno e viene condannato all'ergastolo. Ma la famiglia della suora decide di perdonarlo. E la sorella stringe al polso di Samundar il rakhi, un cordoncino sacro che crea un legame indissolubile. Dopo dieci anni l'uomo …
È una storia incredibile e meravigliosa, che la regista è andata a pescare in India: Samundar, un uomo poverissimo e ignorante, plagiato da un gruppo di zamindar (nobili possidenti e sfruttatori dei contadini) uccide una donna. Una suora. La segue su un autobus e la sgozza, convinto che i cristiani stiano rubando l'India agli indiani. Lo arrestano, i suoi istigatori lo mollanno e viene condannato all'ergastolo. Ma la famiglia della suora decide di perdonarlo. E la sorella stringe al polso di Samundar il rakhi, un cordoncino sacro che crea un legame indissolubile. Dopo dieci anni l'uomo …
Catherine McGilvray è una regista italiana, nata in Australia. Ha fatto documentari e film, tra i quali un adattamento de L'iguana di Anna Maria Ortese, del quale ho già parlato in questa rubrica. Adesso ha girato un documentario che si intitola Il cuore dell'assassino che, dopo la solita rocambolesca uscita clandestina, diventa un dvd più libro pubblicato da Intento.
È una storia incredibile e meravigliosa, che la regista è andata a pescare in India: Samundar, un uomo poverissimo e ignorante, plagiato da un gruppo di zamindar (nobili possidenti e sfruttatori dei contadini) uccide una donna. Una suora. La segue su un autobus e la sgozza, convinto che i cristiani stiano rubando l'India agli indiani. Lo arrestano, i suoi istigatori lo mollanno e viene condannato all'ergastolo. Ma la famiglia della suora decide di perdonarlo. E la sorella stringe al polso di Samundar il rakhi, un cordoncino sacro che crea un legame indissolubile. Dopo dieci anni l'uomo viene graziato, esce di prigione e dedica la sua vita alla famiglia della suora, che da quel momento lo tratta come un figlio.
L'indice di Parla con lei su RSera
Il documentario di Catherine McGilvray (accompagnato da un diario di Renato Spaventa, coproduttore del film e reduce a sua volta da un'esperienza di redenzione) è semplice. Segue la storia con umiltà, filma il secondo incontro tra l'assassino e la madre della vittima, fatto di lacrime, abbracci, una tavola condivisa. Ci mostra il sorriso del sacerdote che ha preparato la riconciliazione. Sembra quasi che ci accompagni, chiedendo fiducia alla nostra incredulità.
Ci sono opere che scavano come topi nella nostra spazzatura, altre che sono degli attraversamenti. Quello che credevi uno specchio, e rifletteva sempre la tua miseria, nascondeva di là un altro mondo. Che c'è, anche se è inconcepibile da qua. Fanno bene queste lezioni di impossibile, fanno benissimo.
Twitter: @elenastanka
È una storia incredibile e meravigliosa, che la regista è andata a pescare in India: Samundar, un uomo poverissimo e ignorante, plagiato da un gruppo di zamindar (nobili possidenti e sfruttatori dei contadini) uccide una donna. Una suora. La segue su un autobus e la sgozza, convinto che i cristiani stiano rubando l'India agli indiani. Lo arrestano, i suoi istigatori lo mollanno e viene condannato all'ergastolo. Ma la famiglia della suora decide di perdonarlo. E la sorella stringe al polso di Samundar il rakhi, un cordoncino sacro che crea un legame indissolubile. Dopo dieci anni l'uomo viene graziato, esce di prigione e dedica la sua vita alla famiglia della suora, che da quel momento lo tratta come un figlio.
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Il documentario di Catherine McGilvray (accompagnato da un diario di Renato Spaventa, coproduttore del film e reduce a sua volta da un'esperienza di redenzione) è semplice. Segue la storia con umiltà, filma il secondo incontro tra l'assassino e la madre della vittima, fatto di lacrime, abbracci, una tavola condivisa. Ci mostra il sorriso del sacerdote che ha preparato la riconciliazione. Sembra quasi che ci accompagni, chiedendo fiducia alla nostra incredulità.
Ci sono opere che scavano come topi nella nostra spazzatura, altre che sono degli attraversamenti. Quello che credevi uno specchio, e rifletteva sempre la tua miseria, nascondeva di là un altro mondo. Che c'è, anche se è inconcepibile da qua. Fanno bene queste lezioni di impossibile, fanno benissimo.
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