Parla con lei

Ultim'ora

È morta la produttrice Silvia d’Amico, aveva 85 anni

Le colazioni di Camilla

di ELENA STANCANELLI

1 minuti di lettura
#camillapsychedelicbreakfast. Sono tre mesi che ogni mattina seguo questo hashtag. È una specie di album delle figurine del mondo, impersonate tutte dalla stessa donna. Camilla Filippi. Un'attrice bella e brava. Nella sua bio, su wikipedia, c'è scritto che Era sposata con il regista Lucio Pellegrini. È così buffa questa correzione, sembra fatta con la penna su un foglio, che sospetto l'abbia fatta lei stessa.

Camilla si fotografa mentre fa colazione, vestita e truccata come un personaggio ogni giorno diverso. Einstein, Uma Thurman in Pulp Fiction, Johnny Depp in Paura e delirio a Las Vegas, Drugo, Hitler, Yoko Ono... Tra i miei preferiti c'è Lenin con le uova (Non si può fare una frittata senza rompere le uova...) e il guerriero di carta igienica (se viene testa vuol dire che basta...). Ogni immagine è infatti accompagnata da una didascalia.

Ne posta una al giorno, su twitter e su instagram. Sono immagini molto curate, è un lavoro minuscolo ma potente. Cosa sta facendo?

È una performance, un diario, un gioco di società (individuare le icone dei nostri anni), una sfida ai social usati per quello che sono - spazi di voyeurismo, zone grigie tra pubblico e privato - ma piegati finalmente a un senso. Nel diluvio di niente #camillapsychedelicbreakfast mette dei sassetti, per arrivare da qualche parte, segna un percorso. Verso cosa?

Volevo chiamarla perché me lo spiegasse, ma ho cambiato idea. Preferisco aspettare il prossimo breakfast. Se avesse voluto spiegarlo, lo avrebbe fatto lei stessa.
Diciamocosì: #camillapsychedelicbreakfast sta tra quello che Lacan definirebbe il culto realistico della Cosa (Das Ding) e il gioco dei mimi, un esercizio di body art quotidiana perfetto per cominciare la giornata.
Twitter: @elenastanka