Parla con lei

Insultiamoci pure ma senza sessismo

di ANAIS GINORI

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Gli insulti e le parolacce sono per tradizione sessisti e omofobi. Può sembrare l'ultimo dei problemi ma secondo il collettivo francese "Georgette Sand" il fatto di paragonare qualsiasi donna a una prostituta appena si crea un conflitto o un'antipatia oppure di scambiare per omosessuale un signore che ci tampona la macchina contribuisce a mantenere una cultura discriminatoria. Juliette Melba, membro del collettivo, dice: "L'insulto condiziona il nostro inconscio perché è destinato a umiliare, a sottolineare l'inferiorità di qualcuno, è la traduzione di una gerarchia sociale e rappresenta le disuguaglianze di una società".

È così che l'associazione ha lanciato un piccolo sondaggio online per trovare imprecazioni politicamente corrette. I concorrenti si sono fotografati con proposte scritte su un cartello e poi hanno postato l'immagine su un Tumblr molto frequentato. La tradizione che usa donne e gay per insultare è in qualche modo universale, ricorda il collettivo: sono stati catalogate oltre 500 parolacce in lingue straniere che girano intorno a questo tipo di offesa. I risultati del concorso sono stati un po' deludenti. Il sociologo Pierre Merle, che ha scritto un dizionario degli insulti, nuovi e antichi, sostiene che depurare gli insulti da una componente discriminatoria, trasgressiva, li rende quasi neutri e quindi poco efficaci. L'associazione "Georgette Sand", intitolata in onore della famosa romanziera che si finse uomo, sono però soddisfatte della loro iniziativa: ha avviato un dibattito e qualche curiosa proposta. "Almeno se ne sta parlando - concludono - e forse prima di dare della puttana a una donna qualcuno cercherà di fare uno sforzo di fantasia".

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