Parla con lei

Tugce l'eroina dell'altra Germania

di FRANCESCA CAFERRI

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Una Germania nuova si è fermata mercoledì per dire addio a Tugce Albayrak, la giovane studentessa morta nei giorni scorsi in seguito alle percosse ricevute dopo aver tentato di difendere due adolescenti da un'aggressione in un ristorante.

Si è scritto molto e molto si è discusso di questi caso: della violenza inaudita che ha portato alla morte della giovane (filmata in un video diventato virale in rete), della sua bellezza e dei suoi sogni spezzati, del lungo silenzio che hanno mantenuto le adolescenti che erano state per prime aggredite.

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Ma forse non si è detto abbastanza di quello che Tugce rappresenta nella Germania di oggi: in un paese in cui la componente femminile e quella di origine straniera si fanno avanti sempre con maggiore forza nel mondo della politica così come in quello del lavoro, la giovane morta è diventata il simbolo di una nazione diversa, più aperta, più cosmopolita.

Di una nazione che di certo a fatica, ma con determinazione, sta cercando di cambiare il suo ritratto quotidiano. Tugce era nata in una Germania dove da qualche mese ai ragazzi come lei, di origine straniera ma nati nel paese o arrivati da piccoli, è più semplice riconoscersi, grazie a una legge che ammette la possibilità di detenere la doppia cittadinanza. In una Germania dove avere un cognome che suona esotico e dei tratti somatici non propriamente nord europei non è necessariamente un ostacolo per affermarmarsi nella società, nel lavoro o nella politica. Tugce era tedesca, nonostante le sue origini turche, e come una tedesca di religione musulmana è stata sepolta e in queste ore onorata.

Tugce Albayrak con la sua morte violenta è diventata il simbolo della Germania migliore, quella che guarda al futuro, senza distinzione di religione, colore, origine.