Alena Smith è una trentaquattrenne senza precedenti esperienze televisive che ha avuto la fortuna di trovarsi nel gruppo di lavoro di Newsroom, il cui capoprogetto, Aaron Sorkin, è una leggenda della tv americana. Ma è anche un uomo bianco, che ormai nel pubblico dibattito su maschilismi perlopiù immaginari è praticamente un insulto. Domenica un personaggio di Newsroom, il producer di un tg, si è rifiutato di mandare in onda una ragazza che, senza prove, accusava di stupro due compagni d'università. Apriti cielo.
Alena ha raccontato (su Twitter, come un'adolescente senza discrezione) di essersi opposta a questa terribile storia (di fantasia, in una puntata di un telefilm: lo rimarco perché tra i molti sensi che abbiamo perso pare esserci quello utile a distinguere la realtà dall'immaginazione). E che, nientemeno, Sorkin abbia alzato la voce. L'orrido uomo bianco maschilista. Invece i capi femmina cui fai perdere tempo quando hanno un'intera produzione in attesa, ah beh, quelli son sempre amabilissimi: si sa che le donne sono materne, no?
Ieri, sono state candidate quattro (su cinque nomination) serie capeggiate da donne, nella categoria "best comedy" dei Golden Globe. D'altra parte è una donna la più potente del mondo dello spettacolo americano, Shonda Rhimes, che monopolizza la prima serata del giovedì con tre serie sue, roba che neanche Maria De Filippi.
E siccome è abbastanza sicura di sé da non fare la lagna, quando mercoledì le hanno dato un premio per la leadership, ha spiegato che lei non ha infranto alcun soffitto di cristallo, "e non lo dico per fare l'umile e la modesta, non lo sono: sono piuttosto favolosa". Ma non ha meriti in quanto donna e nera: "Ci sono nata". E la sua è una famiglia assai competitiva, "nella mia famiglia non ricevi trofei solo per esserti impegnata". Il fatto, ha rimarcato Shonda, è che quando è arrivata lei, il soffitto era già bello che infranto. Ha guardato la platea di donne potenti di Hollywood, produttrici che muovono miliardi, autrici di prime serate, donne che hanno uomini ai loro ordini, e ha fatto presente che "trent'anni fa, in questa stanza ci sarebbero state forse due donne potenti. E io sarei stata quella che serviva loro la colazione". Secondo me, in un gruppo di lavoro capeggiato non dall'uomo bianco Sorkin ma dalla donna nera Rhimes, Alena Smith non durerebbe una settimana.
Twitter: @lasoncini
Alena ha raccontato (su Twitter, come un'adolescente senza discrezione) di essersi opposta a questa terribile storia (di fantasia, in una puntata di un telefilm: lo rimarco perché tra i molti sensi che abbiamo perso pare esserci quello utile a distinguere la realtà dall'immaginazione). E che, nientemeno, Sorkin abbia alzato la voce. L'orrido uomo bianco maschilista. Invece i capi femmina cui fai perdere tempo quando hanno un'intera produzione in attesa, ah beh, quelli son sempre amabilissimi: si sa che le donne sono materne, no?
Ieri, sono state candidate quattro (su cinque nomination) serie capeggiate da donne, nella categoria "best comedy" dei Golden Globe. D'altra parte è una donna la più potente del mondo dello spettacolo americano, Shonda Rhimes, che monopolizza la prima serata del giovedì con tre serie sue, roba che neanche Maria De Filippi.
E siccome è abbastanza sicura di sé da non fare la lagna, quando mercoledì le hanno dato un premio per la leadership, ha spiegato che lei non ha infranto alcun soffitto di cristallo, "e non lo dico per fare l'umile e la modesta, non lo sono: sono piuttosto favolosa". Ma non ha meriti in quanto donna e nera: "Ci sono nata". E la sua è una famiglia assai competitiva, "nella mia famiglia non ricevi trofei solo per esserti impegnata". Il fatto, ha rimarcato Shonda, è che quando è arrivata lei, il soffitto era già bello che infranto. Ha guardato la platea di donne potenti di Hollywood, produttrici che muovono miliardi, autrici di prime serate, donne che hanno uomini ai loro ordini, e ha fatto presente che "trent'anni fa, in questa stanza ci sarebbero state forse due donne potenti. E io sarei stata quella che serviva loro la colazione". Secondo me, in un gruppo di lavoro capeggiato non dall'uomo bianco Sorkin ma dalla donna nera Rhimes, Alena Smith non durerebbe una settimana.
Twitter: @lasoncini