Parla con lei

Meglio torturatori che adulteri

di GUIA SONCINI

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Idea per una serie televisiva: la buona borghesia hollywoodiana, spaventata dalla diversità di costumi e di credo religioso, chiede che vengano messi dei limiti all'invadenza degli immigrati. Non si può accettare vengano qui a Los Angeles a rubare il lavoro a chi fa il brunch al Four Seasons da generazioni. È giusto che abbiano dei diritti, ma devono adeguarsi alle nostre usanze anche nei santuari che abbiamo costruito per loro.

I Golden Globe, per esempio. Abbiamo lasciato che prendessero in gestione qualcosa che in California è sacro, una premiazione cinematografica e televisiva, ci siamo fidati, nonostante non ci fosse neanche un indigeno tra di loro: tutti della stampa estera, tutti forestieri, tutti venuti qui a fare i lavori che gli americani non vogliono più fare (le interviste alle celebrità). E loro come ripagano la nostra fiducia? Dissacrando quel valore fondativo dell'identità americana che è la fedeltà coniugale.

Domenica, la Hollywood Foreign Press Association ha assegnato i Golden Globe, i secondi premi più importanti dell'industria dello spettacolo americana (i primi essendo gli Oscar per il cinema e gli Emmy per la tv). Forse è la prima volta che ci prendono: The Affair, premiata come miglior serie drammatica, è davvero perfetta (va in onda su Showtime, e sarebbe cosa buona e giusta venisse trasmessa anche in Italia).
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La misura dell'esattezza sta nel disagio che suscita negli spettatori maschi, simile a quello che provocò Closer, il film di Mike Nichols che svelava con la stessa spietatezza come sono fatte le relazioni di coppia: piene di sgradevolezze, crudeltà, disperazioni, incastri di nevrosi, e quasi mai equipaggiate di lieto fine.

La critica americana l'aveva accolta con disgusto: The Affair parla di un doppio tradimento coniugale, e le reazioni hanno reso chiaro che per le analisi culturali statunitensi l'adulterio è un crimine ben più grave delle torture della Cia. Jack Bauer (l'agente della Cia che in 24 rese nazionalpopolare la pornografia della tortura) veniva recensito con molta più indulgenza. Poi sono arrivati gli immigrati, e come massimo sfregio alla religione locale hanno premiato quegli adulteri neppure pentiti. La serie televisiva che vogliamo, quella su questo conflitto culturale, potrebbe cominciare dall'uscita di un editoriale infuocato sul New Yorker: "Quelli della stampa estera, aiutiamoli a casa loro".
Twitter: @lasoncini