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La parità di diritti può sempre aspettare

di MICHELA MARZANO
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Quando la settimana scorsa è apparsa la notizia di quel cuoco di 40 anni che a Rimini è stato costretto dal proprio datore di lavoro ad andare con una prostituta per "dimostrare" la propria eterosessualità, nei giornali se ne è parlato molto poco. L'ennesimo caso di omofobia, hanno forse pensato in molti, passando alle notizie successive. Cose che capitano. Cose cui, forse, si è ormai fin troppo abituati. Cose, però, che non dovrebbero più accadere in un Paese che si pensa civile. E di cui, quindi, non ci si dovrebbe stancare di parlare. Almeno se si vuole che le cose cambino veramente. Ma lo si vuole davvero? Che cosa si sta facendo in concreto affinché storie come questa non si riproducano?

In Parlamento, come al solito, tutto tace. La legge contro l'omofobia e la transfobia giace nei cassetti della Commissione Giustizia del Senato. E nessuno sembra più farci grande attenzione. Dando così automaticamente …
Quando la settimana scorsa è apparsa la notizia di quel cuoco di 40 anni che a Rimini è stato costretto dal proprio datore di lavoro ad andare con una prostituta per "dimostrare" la propria eterosessualità, nei giornali se ne è parlato molto poco. L'ennesimo caso di omofobia, hanno forse pensato in molti, passando alle notizie successive. Cose che capitano. Cose cui, forse, si è ormai fin troppo abituati. Cose, però, che non dovrebbero più accadere in un Paese che si pensa civile. E di cui, quindi, non ci si dovrebbe stancare di parlare. Almeno se si vuole che le cose cambino veramente. Ma lo si vuole davvero? Che cosa si sta facendo in concreto affinché storie come questa non si riproducano?

In Parlamento, come al solito, tutto tace. La legge contro l'omofobia e la transfobia giace nei cassetti della Commissione Giustizia del Senato. E nessuno sembra più farci grande attenzione. Dando così automaticamente ragione a tutti coloro che, quando la legge era ancora in discussione alla Camera, avevano sollevato dubbi e perplessità. "Se l'orientamento sessuale può essere causa di discriminazione o di violenza", aveva dichiarato in aula nell'agosto del 2013 Gian Luigi Gigli, Scelta civica, "è tuttavia lecito chiedersi se in Italia, Paese in cui l'omosessualità è stata depenalizzata un secolo prima di Paesi come il Regno Unito, gli omosessuali e transessuali siano davvero una minoranza discriminata e vi fosse dunque urgenza di questa legge". "L'obiettivo non dichiarato", aveva aggiunto Alessandro Pagano, popolare "è quello di intimidire la libertà delle istituzioni religiose di potere continuare a insegnare che Dio li creò maschio e femmina e che la famiglia e il matrimonio possono realizzarsi solo nell'unione tra un uomo e una donna".

"Posso sbagliarmi, ma tutto questo tam tam sui diritti negati degli omosessuali, sostenuto dai riflettori dei media su questa o quella battaglia, è una minoranza della minoranza che li percepisce come indispensabili", aveva ribadito Mario Sberna, Scelta civica. E così via. Allora perché stupirsi se poi un datore di lavoro umilia un omosessuale davanti a tutti gli altri dipendenti, costringendolo ad abbordare una prostituta prima di ricoprirlo di insulti e licenziarlo?

L'uguaglianza dei diritti e l'eliminazione delle discriminazioni dovrebbe essere la stella polare della sinistra. Ma come accade ormai da troppo tempo, pare che ci sia sempre qualcos'altro da fare, qualcosa di più urgente, qualcosa di più importante. Peccato che siano sempre gli stessi a dover aspettare e a dover avere pazienza. Peccato che, prima o poi, anche la pazienza più grade finisca con l'esaurirsi.


Twitter: @MichelaMarzano