Parla con lei

L'inviato speciale per i diritti Lgbt

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di FRANCESCA CAFERRI
La prima a incamminarsi su questa strada era stata Hillary Clinton: nei suoi anni da segretario di Stato Usa aveva detto chiaramente che la politica dei Paesi nei confronti di omosessuali, bisessuali e transessuali sarebbe stata un criterio di giudizio importante per gli Stati Uniti nelle relazioni contro le altre nazioni. Le sue parole non erano rimaste sulla carta: le dure critiche seguite alle decisioni di Uganda, Nigeria e Russia di criminalizzare chiunque avesse orientamenti sessuali ritenuti non conformi alla morale lo dimostrano.

Ma ora John Kerry ha fatto un importante passo avanti, annunciando la nomina del primo inviato speciale per i diritti Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali): per l'incarico è stato scelto un diplomatico apertamente gay, Randy Berry, attuale console generale ad Amsterdam. Nel dare la notizia, il segretario di Stato ha spiegato che la mossa "è al centro del nostro impegno a portare avanti i diritti umani su scala globale, il cuore e la coscienza della nostra diplomazia".
Berry - che ha lavorato per la diplomazia americana in Bangladesh, Egitto, Uganda, Nepal, Nuova Zelanda e Sudafrica e che parla spagnolo e arabo - è stato definito da Kerry "un leader, un motivatore", che "ha visione" e ha "la voce della chiarezza e della convinzione" quando si tratta di diritti umani. "Troppo spesso, in troppi Paesi, le persone Lgbt sono minacciate, incarcerate e perseguite per quello che sono o per chi amano", ha continuato Kerry. "Troppi governi hanno proposto o promulgato leggi che puntano a frenare la libertà di espressione e di associazione, quella religiosa e di protestare pacificamente. Oltre 75 nazioni ancora criminalizzano l'attività sessuale consensuale tra persone dello stesso sesso", ha concluso.

La nomina di Berry è un passo avanti contro queste discriminazioni.


Twitter: @francescacaferr