L'avventuriera, la pirata, la fidanzatina dell'Atlantico, la solitaria. Sono tanti i soprannomi usati per Florence Arthaud, che gli amici chiamavano semplicemente Flo. È stata una pioniera, un esempio, un modello per tante. Prima donna a guidare un trimarano, il Pierre 1er di oltre 18 metri, nella traversata in solitaria tra Saint-Malo e Pointe-à-Pitre. Nel 1990 la vittoria della Route du Rhum in 14 giorni 10 ore e 10 minuti l'aveva trasformata in leggenda.
Personalità forte, lingua tagliente, Flo apparteneva a una generazione di velisti appassionati e di talento, era affamata di libertà e ha ispirato molte altre veliste francesi. All'apice della sua popolarità, Pierre Bachelet le aveva dedicato il brano Flo, che avevano registrato insieme in un riuscito duetto. È stata una delle più grandi veliste del mondo, un'apripista per le donne in una specialità ritenuta quasi un'esclusiva degli uomini. "Non è un mestiere per donne", aveva comunque confessato nell'ottobre 2014. "È un universo rude, duro, dove si sta tutto il tempo in mare".
Nata il 28 ottobre 1957 a Boulogne-Billancourt, era figlia di Jacques Arthaud, direttore dell'omonima casa editrice, che aveva pubblicato tanti racconti di mare. Aveva rischiato due volte di morire. La prima a diciassette anni, in un incidente stradale, con una convalescenza durata due anni, e la seconda nel 2011, quando era caduta dalla barca, al largo della Corsica. Poco prima di partire per l'Argentina - per partecipare al reality Dropped e rimanere uccisa nel tragico scontro tra elicotteri nella regione de La Rioja - Florence aveva finito di scrivere la sua autobiografia - che uscirà postuma tra qualche giorno - in cui ricordava quel momento in cui stava morendo di ipotermia in mezzo al mare. "La morte è la mia più grande paura", confessava Florence che pure non si è mai messa limiti, neppure dopo la nascita della figlia Marie, nel 1993.
"Prendere meno rischi perché sono madre? Mai. Le mie assenze non hanno pesato nell'infanzia di mia figlia", scriveva Arthaud, sempre sola con il suo gatto. "Sono innamorata della vita. Nessun uomo è mai riuscito a portarmi via dall'oceano, la vita di coppia non fa per me". Voleva organizzare quest'estate una nuova gara di vela "con le donne e per le donne", partendo da Marsiglia, la città dove abitava, per fare il giro del Mediterraneo. Sarebbe bello che la gara ci fosse lo stesso. Buon vento Flo.
Twitter: @anaisginori
Personalità forte, lingua tagliente, Flo apparteneva a una generazione di velisti appassionati e di talento, era affamata di libertà e ha ispirato molte altre veliste francesi. All'apice della sua popolarità, Pierre Bachelet le aveva dedicato il brano Flo, che avevano registrato insieme in un riuscito duetto. È stata una delle più grandi veliste del mondo, un'apripista per le donne in una specialità ritenuta quasi un'esclusiva degli uomini. "Non è un mestiere per donne", aveva comunque confessato nell'ottobre 2014. "È un universo rude, duro, dove si sta tutto il tempo in mare".
Nata il 28 ottobre 1957 a Boulogne-Billancourt, era figlia di Jacques Arthaud, direttore dell'omonima casa editrice, che aveva pubblicato tanti racconti di mare. Aveva rischiato due volte di morire. La prima a diciassette anni, in un incidente stradale, con una convalescenza durata due anni, e la seconda nel 2011, quando era caduta dalla barca, al largo della Corsica. Poco prima di partire per l'Argentina - per partecipare al reality Dropped e rimanere uccisa nel tragico scontro tra elicotteri nella regione de La Rioja - Florence aveva finito di scrivere la sua autobiografia - che uscirà postuma tra qualche giorno - in cui ricordava quel momento in cui stava morendo di ipotermia in mezzo al mare. "La morte è la mia più grande paura", confessava Florence che pure non si è mai messa limiti, neppure dopo la nascita della figlia Marie, nel 1993.
"Prendere meno rischi perché sono madre? Mai. Le mie assenze non hanno pesato nell'infanzia di mia figlia", scriveva Arthaud, sempre sola con il suo gatto. "Sono innamorata della vita. Nessun uomo è mai riuscito a portarmi via dall'oceano, la vita di coppia non fa per me". Voleva organizzare quest'estate una nuova gara di vela "con le donne e per le donne", partendo da Marsiglia, la città dove abitava, per fare il giro del Mediterraneo. Sarebbe bello che la gara ci fosse lo stesso. Buon vento Flo.
Twitter: @anaisginori