Parla con lei

Se al pub inglese servono la misoginia

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Sul sito Jezebel si racconta la vicenda di una coppia di inglesi del Bedfordshire che una sera decidono di andare a mangiare in un pub. Tornati a casa, postano il loro commento su TripAdvisor. Il cibo era ottimo, scrivono, ma insopportabile e misogino l'atteggiamento tenuto verso la cameriera che ci ha servito. Prima un collega l'ha mordicchiata su una spalla (gesto al quale lei ha reagito con trattenuta indifferenza) poi il padrone l'ha sculacciata allegramente con un tovagliolo, provocando in lei lo stesso malcelato fastidio. Nel descrivere la situazione, Christina Fowler (l'avventrice) ha usato le parole "femminismo" e "misoginia". Senza sapere che la policy di TripAdvisor vieta l'uso di termini politici. Per questa ragione il commento della signora inglese è stato epurato e poi ripubblicato.

Alle accuse ha risposto una donna, manager del pub The Bell, accusando l'avventrice di infantilismo, bigottismo ed esagerazione, usando a sua volta la parola femminismo, intesa però come un'offesa. Non ha negato che l'episodio potesse essere accaduto, ma lo ha considerato poco grave e sovrainterpretato. Espunta anche da qui la parolaccia,  femminismo, la risposta è stata pubblicata.

Ma c'è altro: la manager del pub The Bell, nel suo piccato commento si è definita "manageress". In italiano sarebbe "manageressa", che detto così fa ridere ma è uguale a vigilessa o presidentessa o avvocatessa.
Tutto il resto è discutibile, spiega chi scrive l'articolo, ma per quale ragione una donna dovrebbe usare per definire il proprio lavoro un termine riduttivo rispetto all'equivalente maschile? Perché una dovrebbe dirsi vigilessa o presidentessa o avvocatessa quando esiste il termine giusto: vigile, presidente, avvocata? Già, perché?
Twitter: @elenastanka