"Sono qui, in Svezia: ad aspettare dal 2011. Aspettando di tornare a casa, in via Al Diari a Sana'a, di camminare ancora una volta sulle mie mattonelle preferite. A cercare di evitare gli uomini che sussurrano cose ogni volta che passa una ragazza. Adesso capisco i siriani, so cosa vuol dire essere uno che ha perso tutto e non può tornare a casa".
L'INDICE DELLA RUBRICA
Nel 2011 Afrah Nasser è emersa come una delle voci più forti della Primavera araba: il suo blog è diventato un punto di riferimento per chi voleva capire cosa passasse nelle menti dei giovani che affollavano le piazze del Medio Oriente, e ancora di più le strade del lontano Yemen. Citata da Cnn, New York Times, Bbc, Afrah è diventata una voce così forte nel mondo di Internet da essere costretta a lasciare il Paese natale per salvarsi dalle minacce di morte che quotidianamente l'assediavano: lei che aveva poco più di vent'anni.
Da quei giorni sono passati quattro anni; Afrah vive in Svezia, a casa non è mai potuta tornare, ma non ha smesso di essere una voce potente per capire quello che accade in Medio Oriente. La ragazza che aveva iniziato a scrivere in Rete per tenere una sorta di diario personale sembra un ricordo lontano. Nelle ultime settimane, da quando l'attacco sferrato dalla coalizione araba guidata dall'Arabia saudita ha trasformato la crisi yemenita in una guerra aperta, i suoi post sono sempre più drammatici. "La morte non è più qualcosa che aleggia nel mio Paese: è una certezza. In ogni casa c'è stata una vittima. Parli con gli amici e gli dici tutto quello che vorresti che sapessero, perché sai che forse non ci sarà domani".
Seguono le storie delle vittime e dei protagonisti di queste violente giornate: bambini, donne, anziani. Afrah Nasser scrive con dolore: non importa che sia lontana da casa migliaia di chilometri. Alla guerra che devasta il suo Paese sta dando un volto e un'anima: anche se la sua pare spezzata a metà.
Twitter @francescacaferr
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Nel 2011 Afrah Nasser è emersa come una delle voci più forti della Primavera araba: il suo blog è diventato un punto di riferimento per chi voleva capire cosa passasse nelle menti dei giovani che affollavano le piazze del Medio Oriente, e ancora di più le strade del lontano Yemen. Citata da Cnn, New York Times, Bbc, Afrah è diventata una voce così forte nel mondo di Internet da essere costretta a lasciare il Paese natale per salvarsi dalle minacce di morte che quotidianamente l'assediavano: lei che aveva poco più di vent'anni.
Da quei giorni sono passati quattro anni; Afrah vive in Svezia, a casa non è mai potuta tornare, ma non ha smesso di essere una voce potente per capire quello che accade in Medio Oriente. La ragazza che aveva iniziato a scrivere in Rete per tenere una sorta di diario personale sembra un ricordo lontano. Nelle ultime settimane, da quando l'attacco sferrato dalla coalizione araba guidata dall'Arabia saudita ha trasformato la crisi yemenita in una guerra aperta, i suoi post sono sempre più drammatici. "La morte non è più qualcosa che aleggia nel mio Paese: è una certezza. In ogni casa c'è stata una vittima. Parli con gli amici e gli dici tutto quello che vorresti che sapessero, perché sai che forse non ci sarà domani".
Seguono le storie delle vittime e dei protagonisti di queste violente giornate: bambini, donne, anziani. Afrah Nasser scrive con dolore: non importa che sia lontana da casa migliaia di chilometri. Alla guerra che devasta il suo Paese sta dando un volto e un'anima: anche se la sua pare spezzata a metà.
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