Le sculacciate sono davvero un abuso?
Michela Marzano, di MICHELA MARZANO
Il Consiglio d'Europa ha recentemente condannato la Francia perché, nel proprio ordinamento, non avrebbe alcun divieto chiaro e preciso delle "punizioni corporali" e non rispetterebbe quindi l'articolo 17 della Carta sociale europea. Una condanna che, secondo l'Ong Approch (Associazione per la protezione di tutti i bambini), potrebbe colpire presto anche l'Italia esattamente per gli stessi motivi evocati nel caso della Francia.
Ma di cosa stiamo parlando esattamente? Da cosa devono essere veramente protetti i bambini? Ovviamente, come spiega il Consiglio d'Europa, si tratta di combattere ogni forma di maltrattamento, compreso "l'abuso di correzione". Meno chiaro, però, è dove comincia e dove finisce questo benedetto abuso. Che dire delle sculacciate? E di quegli schiaffi che talvolta scappano, ma che talvolta sembrano anche l'unico modo per far cessare i capricci?
?L'indice di Parla con lei su RSera?
"Rim…
Ma di cosa stiamo parlando esattamente? Da cosa devono essere veramente protetti i bambini? Ovviamente, come spiega il Consiglio d'Europa, si tratta di combattere ogni forma di maltrattamento, compreso "l'abuso di correzione". Meno chiaro, però, è dove comincia e dove finisce questo benedetto abuso. Che dire delle sculacciate? E di quegli schiaffi che talvolta scappano, ma che talvolta sembrano anche l'unico modo per far cessare i capricci?
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Il Consiglio d'Europa ha recentemente condannato la Francia perché, nel proprio ordinamento, non avrebbe alcun divieto chiaro e preciso delle "punizioni corporali" e non rispetterebbe quindi l'articolo 17 della Carta sociale europea. Una condanna che, secondo l'Ong Approch (Associazione per la protezione di tutti i bambini), potrebbe colpire presto anche l'Italia esattamente per gli stessi motivi evocati nel caso della Francia.
Ma di cosa stiamo parlando esattamente? Da cosa devono essere veramente protetti i bambini? Ovviamente, come spiega il Consiglio d'Europa, si tratta di combattere ogni forma di maltrattamento, compreso "l'abuso di correzione". Meno chiaro, però, è dove comincia e dove finisce questo benedetto abuso. Che dire delle sculacciate? E di quegli schiaffi che talvolta scappano, ma che talvolta sembrano anche l'unico modo per far cessare i capricci?
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"Rimproveri sì, umiliazioni mai", dice la psicologa Silvia Vegetti Finzi sottolineando la differenza che esiste, secondo lei, tra autoritarismo e autorità. Perché un conto è abusare del proprio potere - quello che ha chiunque occupi una posizione di responsabilità, che si tratti dei genitori o degli insegnanti - e utilizzarlo appunto per umiliare i più piccoli, trattandoli da incapaci, inetti, buoni a nulla, altro conto è insegnare ai figli o agli alunni il senso del limite. Anche semplicemente perché ci sono delle cose che non si fanno, delle cose che non si dicono, delle cose che non si dovrebbero nemmeno pensare. Ma se nessuno glielo insegna, come possono impararlo i più piccini? Come possono capire che esistono delle regole e che, senza rispetto reciproco, è lo stesso vivere-insieme che si sbriciola?
Non mettere alcun limite e lasciar sempre correre significa non dare punti di riferimento e creare disordine. Perché allora i bambini non riescono nemmeno a capire come fare per orientarsi nel mondo. Pensano che tutto sia loro dovuto. Si immaginano che anche da grandi potranno continuare a fare qualunque cosa senza conseguenze e senza problemi. Mentre i problemi e le conseguenze ci sono per tutti. Anche - se non soprattutto - per chi le avute sempre tutte vinte da bambino.
Twitter: @MichelaMarzano
Ma di cosa stiamo parlando esattamente? Da cosa devono essere veramente protetti i bambini? Ovviamente, come spiega il Consiglio d'Europa, si tratta di combattere ogni forma di maltrattamento, compreso "l'abuso di correzione". Meno chiaro, però, è dove comincia e dove finisce questo benedetto abuso. Che dire delle sculacciate? E di quegli schiaffi che talvolta scappano, ma che talvolta sembrano anche l'unico modo per far cessare i capricci?
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"Rimproveri sì, umiliazioni mai", dice la psicologa Silvia Vegetti Finzi sottolineando la differenza che esiste, secondo lei, tra autoritarismo e autorità. Perché un conto è abusare del proprio potere - quello che ha chiunque occupi una posizione di responsabilità, che si tratti dei genitori o degli insegnanti - e utilizzarlo appunto per umiliare i più piccoli, trattandoli da incapaci, inetti, buoni a nulla, altro conto è insegnare ai figli o agli alunni il senso del limite. Anche semplicemente perché ci sono delle cose che non si fanno, delle cose che non si dicono, delle cose che non si dovrebbero nemmeno pensare. Ma se nessuno glielo insegna, come possono impararlo i più piccini? Come possono capire che esistono delle regole e che, senza rispetto reciproco, è lo stesso vivere-insieme che si sbriciola?
Non mettere alcun limite e lasciar sempre correre significa non dare punti di riferimento e creare disordine. Perché allora i bambini non riescono nemmeno a capire come fare per orientarsi nel mondo. Pensano che tutto sia loro dovuto. Si immaginano che anche da grandi potranno continuare a fare qualunque cosa senza conseguenze e senza problemi. Mentre i problemi e le conseguenze ci sono per tutti. Anche - se non soprattutto - per chi le avute sempre tutte vinte da bambino.
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