Antonis Deligiorgis salva Wegasi Nebiat. È arrivata anche la didascalia. La foto l'avevamo vista sui giornali: è quella dell'uomo muscoloso, a torso nudo, che solleva dall'acqua una donna dal bellissimo volto terrorizzato. La donna è eritrea, l'uomo è un militare greco che stava facendo colazione al bar quando ha visto affondare la nave carica di profughi contro gli scogli dell'isola di Rodi.
E si è buttato."Avevo le scarpe", ha raccontato alla giornalista del Guardian, "ma le ho dovuto togliere: il mare era pieno d'olio, le rocce scivolose e appuntite. Mi sono tagliato, ma in quel momento pensavo solo a salvare più persone possibile. Mi ricordo bene di un uomo, avrà avuto circa 40 anni. Stava morendo, non riusciva a respirare ma nessuno di noi è riuscito a raggiungerlo per aiutarlo".
Antonis ha 34 anni e ha tirato fuori dal mare molte altre persone quella mattina. Tra queste una donna incinta, che ha partorito pochi giorni dopo e ha chiamato il figlio col nome del suo salvatore: Antonis. Qualche giorno fa, a Ballarò, ho visto un servizio sul 25 aprile. Il giornalista chiedeva alla gente per strada se qualcuno sapesse che festa era. Boh, la festa della mamma? No, della liberazione. Ma liberazione da chi? Boh. E 25 aprile di che anno? Boh... 1969 forse? C'era in studio Umberto Lorenzoni, il partigiano Eros, che in risposta ha citato le parole di Antonio Gramsci:
Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza.
Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo.
Organizzatevi perché avremo bisogno ancora di tutta la nostra forza.
Noi non sappiamo niente. Non sappiamo niente del 25 aprile, figuriamoci se abbiamo idea di cosa stia succedendo in Africa, del come e del perché queste migliaia di persone arrivino da noi. La nostra ignoranza produce la nostra stupidità. Ogni storia, ogni immagine, ogni uomo e ogni donna a cui possiamo dare un nome, ci aiutano a capire. Poi li dimenticheremo, e qualcuno dovrà raccontarceli di nuovo. Poi possiamo anche decidere che i giornali e i libri non servono a niente. Ma non mi pare una grande idea.
Twitter: @elenastanka
E si è buttato."Avevo le scarpe", ha raccontato alla giornalista del Guardian, "ma le ho dovuto togliere: il mare era pieno d'olio, le rocce scivolose e appuntite. Mi sono tagliato, ma in quel momento pensavo solo a salvare più persone possibile. Mi ricordo bene di un uomo, avrà avuto circa 40 anni. Stava morendo, non riusciva a respirare ma nessuno di noi è riuscito a raggiungerlo per aiutarlo".
Antonis ha 34 anni e ha tirato fuori dal mare molte altre persone quella mattina. Tra queste una donna incinta, che ha partorito pochi giorni dopo e ha chiamato il figlio col nome del suo salvatore: Antonis. Qualche giorno fa, a Ballarò, ho visto un servizio sul 25 aprile. Il giornalista chiedeva alla gente per strada se qualcuno sapesse che festa era. Boh, la festa della mamma? No, della liberazione. Ma liberazione da chi? Boh. E 25 aprile di che anno? Boh... 1969 forse? C'era in studio Umberto Lorenzoni, il partigiano Eros, che in risposta ha citato le parole di Antonio Gramsci:
Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza.
Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo.
Organizzatevi perché avremo bisogno ancora di tutta la nostra forza.
Noi non sappiamo niente. Non sappiamo niente del 25 aprile, figuriamoci se abbiamo idea di cosa stia succedendo in Africa, del come e del perché queste migliaia di persone arrivino da noi. La nostra ignoranza produce la nostra stupidità. Ogni storia, ogni immagine, ogni uomo e ogni donna a cui possiamo dare un nome, ci aiutano a capire. Poi li dimenticheremo, e qualcuno dovrà raccontarceli di nuovo. Poi possiamo anche decidere che i giornali e i libri non servono a niente. Ma non mi pare una grande idea.
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