Mentre i rivali repubblicani si accapigliano e si moltiplicano di settimana in settimana, negli Stati Uniti il campo democratico in vista della prossima corsa alla Casa Bianca è dominato da un'unica candidata ideale, Hillary Clinton. Se la candidatura della ex First lady ed ex Segretario di Stato appare inevitabile, sulla sua immagine si staglia un'ombra che rischia di diventare un problema serio: appartiene a Elizabeth Warren, senatrice democratica del Massachusetts e punto di riferimento della sinistra del partito e dei movimenti stile Occupy Wall Street.
La candidatura di Warren, a lungo ipotizzata, pare ormai una questione archiviata: la senatrice ha ribadito ormai centinaia di volte che non correrà. Ma questo non significa che rinuncerà ad avere un ruolo. Un lungo articolo sul New Yorker questa settimana ripercorre la sfida della ex professoressa di Harvard: consapevole di quanto sarebbe stata dura e sanguinosa la lotta diretta contro Hillary, Warren ha scelto di far pesare la sua presenza dai margini del ring. E lo sta facendo in maniera pesante.
?L'indice di Parla con lei su RSera?
Gli incontri dei suoi collaboratori con quelli di Hillary si sono moltiplicati nei giorni che hanno preceduto l'annuncio ufficiale della candidatura dell'ex First lady. Il video su Youtube con cui la Clinton annunciava la sua corsa e i primi appuntamenti riprendono molti dei temi cari all'alleata-rivale: l'ineguaglianza sociale, la differenza salariale fra i manager e i loro dipendenti, il prezzo della crisi sui più deboli.
Gli uomini della campagna Clinton negano ogni "ispirazione" e insistono sul fatto che la loro candidata è sempre stata dalla parte dei più deboli. Quelli vicini alla Warren mandano in giro vignette satiriche in cui Hillary parla rubando le parole all'altra. La corsa è ancora lunga e forse il tempo chiarirà qual è il vero rapporto fra le due signore: di certo oggi c'è solo che la candidata fantasma promette di avere nella campagna elettorale un ruolo di primo piano, non necessariamente gradito a quella ufficiale.
Twitter: @francescacaferr
La candidatura di Warren, a lungo ipotizzata, pare ormai una questione archiviata: la senatrice ha ribadito ormai centinaia di volte che non correrà. Ma questo non significa che rinuncerà ad avere un ruolo. Un lungo articolo sul New Yorker questa settimana ripercorre la sfida della ex professoressa di Harvard: consapevole di quanto sarebbe stata dura e sanguinosa la lotta diretta contro Hillary, Warren ha scelto di far pesare la sua presenza dai margini del ring. E lo sta facendo in maniera pesante.
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Gli incontri dei suoi collaboratori con quelli di Hillary si sono moltiplicati nei giorni che hanno preceduto l'annuncio ufficiale della candidatura dell'ex First lady. Il video su Youtube con cui la Clinton annunciava la sua corsa e i primi appuntamenti riprendono molti dei temi cari all'alleata-rivale: l'ineguaglianza sociale, la differenza salariale fra i manager e i loro dipendenti, il prezzo della crisi sui più deboli.
Gli uomini della campagna Clinton negano ogni "ispirazione" e insistono sul fatto che la loro candidata è sempre stata dalla parte dei più deboli. Quelli vicini alla Warren mandano in giro vignette satiriche in cui Hillary parla rubando le parole all'altra. La corsa è ancora lunga e forse il tempo chiarirà qual è il vero rapporto fra le due signore: di certo oggi c'è solo che la candidata fantasma promette di avere nella campagna elettorale un ruolo di primo piano, non necessariamente gradito a quella ufficiale.
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