La dea bambina che veglia sul Nepal
di FRANCESCA CAFERRI
Nel mezzo della devastazione di Durbar Square, la piazza monumentale di Katmandu, un edificio è rimasto intatto, benchè pieno di crepe: è la residenza della Kumari, la dea bambina che, secondo la leggenda, difende la città.
Non è una statua la Kumari, ma una bimba in carne ed ossa che viene scelta fra decine di candidate ogni volta che la piccola dea in carica arriva alla pubertà. È un processo durissimo, quello per diventare Kumari, che tutti i libri paragonano a quello che porta alla scelta dei Lama tibetani: ci sono le indicazioni dei saggi prima, su dove andare a cercare la prescelta. E poi le prove di coraggio che le piccole che arrivano alla selezione devono sopportare: stanze buie e piene di topi e serpenti, enormi maschere votive e molto altro.
Solo colei che supera ogni prova dimostrando coraggio eccezionale diventa Kumari: per qualche anno la sua vita sarà come una favola. Alloggiata nel sontuoso palazzo con la sua fa…
Non è una statua la Kumari, ma una bimba in carne ed ossa che viene scelta fra decine di candidate ogni volta che la piccola dea in carica arriva alla pubertà. È un processo durissimo, quello per diventare Kumari, che tutti i libri paragonano a quello che porta alla scelta dei Lama tibetani: ci sono le indicazioni dei saggi prima, su dove andare a cercare la prescelta. E poi le prove di coraggio che le piccole che arrivano alla selezione devono sopportare: stanze buie e piene di topi e serpenti, enormi maschere votive e molto altro.
Solo colei che supera ogni prova dimostrando coraggio eccezionale diventa Kumari: per qualche anno la sua vita sarà come una favola. Alloggiata nel sontuoso palazzo con la sua fa…
Nel mezzo della devastazione di Durbar Square, la piazza monumentale di Katmandu, un edificio è rimasto intatto, benchè pieno di crepe: è la residenza della Kumari, la dea bambina che, secondo la leggenda, difende la città.
Non è una statua la Kumari, ma una bimba in carne ed ossa che viene scelta fra decine di candidate ogni volta che la piccola dea in carica arriva alla pubertà. È un processo durissimo, quello per diventare Kumari, che tutti i libri paragonano a quello che porta alla scelta dei Lama tibetani: ci sono le indicazioni dei saggi prima, su dove andare a cercare la prescelta. E poi le prove di coraggio che le piccole che arrivano alla selezione devono sopportare: stanze buie e piene di topi e serpenti, enormi maschere votive e molto altro.
Solo colei che supera ogni prova dimostrando coraggio eccezionale diventa Kumari: per qualche anno la sua vita sarà come una favola. Alloggiata nel sontuoso palazzo con la sua famiglia, riverita da cittadini e servitori, ammirata da turisti e dignitari. Tutto termina quando raggiunge la pubertà: le Kumari “in pensione”, dodicenni che hanno ancora la vita davanti, vengono alloggiate in appartamenti governativi e godono di una pensione, ma sono destinate a un futuro di solitudine perché sposarle significherebbe attirare su di sé le ire degli dei.
Non c’è da stupirsi dunque se la Kumari di Katmandu (come quella di Patan, altra magnifica perla nepalese devastata dal terremoto) sia rimasta impassibile di fronte alle scosse e abbia calmato chi era con lei: per questa bambina il terremoto è una condizione esistenziale. Il suo si avvicina ogni giorno che passa: e al risveglio sarà sola come non mai.
Twitter: @francescacaferr
Non è una statua la Kumari, ma una bimba in carne ed ossa che viene scelta fra decine di candidate ogni volta che la piccola dea in carica arriva alla pubertà. È un processo durissimo, quello per diventare Kumari, che tutti i libri paragonano a quello che porta alla scelta dei Lama tibetani: ci sono le indicazioni dei saggi prima, su dove andare a cercare la prescelta. E poi le prove di coraggio che le piccole che arrivano alla selezione devono sopportare: stanze buie e piene di topi e serpenti, enormi maschere votive e molto altro.
Solo colei che supera ogni prova dimostrando coraggio eccezionale diventa Kumari: per qualche anno la sua vita sarà come una favola. Alloggiata nel sontuoso palazzo con la sua famiglia, riverita da cittadini e servitori, ammirata da turisti e dignitari. Tutto termina quando raggiunge la pubertà: le Kumari “in pensione”, dodicenni che hanno ancora la vita davanti, vengono alloggiate in appartamenti governativi e godono di una pensione, ma sono destinate a un futuro di solitudine perché sposarle significherebbe attirare su di sé le ire degli dei.
Non c’è da stupirsi dunque se la Kumari di Katmandu (come quella di Patan, altra magnifica perla nepalese devastata dal terremoto) sia rimasta impassibile di fronte alle scosse e abbia calmato chi era con lei: per questa bambina il terremoto è una condizione esistenziale. Il suo si avvicina ogni giorno che passa: e al risveglio sarà sola come non mai.
Twitter: @francescacaferr