Parla con lei

Gli zigomi di Garko e la nostra ipocrisia

1 minuti di lettura
Avevamo appena finito di giocare agli evoluti, felicitandoci per la sensibilità dell’intervista di Diane Sawyer a Bruce Jenner (il patrigno delle Kardashian che sta diventando una donna), quando è arrivato Gabriel Garko a ricordarci che il rispetto delle altrui scelte vale solo nei settori che decidiamo noi.

Tutti quelli che non violerebbero mai un mancato coming out, svelando le preferenze sessuali di qualcuno prima che sia quel qualcuno a decidere di farlo, tutti noi così civili da applicare questa regola minima in tema di genere e di sessualità, consideriamo però nostro diritto svelare, sbeffeggiandoli, gli altrui altarini estetici (chi ha deciso che rifarsi la faccia sia meno delicato che rifarsi l’apparato genitale?).
Non solo. Anche dopo l’intervista data da Garko a Repubblica, anche dopo che lui ha smentito d’essersi fatto alcunché e ha detto d’essere gonfio per un problema di salute, era tutto un "A me non la si fa", "Figurarsi", e altre sprezzanti saccenze che mai avremmo applicato a qualcuno che poco credibilmente dicesse d’essere eterosessuale. Lotterò fino alla morte per il tuo diritto a non dire se preferisci andare a letto con gli uomini o le donne, purché possa nel frattempo irridere i tuoi zigomi. (Tra l’altro: Renée Zellweger, Uma Thurman - ormai creiamo un caso al mese di "Metti la rifatta in prima pagina", e poi ci toccano regolari smentite. Abbiamo una curva d’apprendimento così piatta che sarà il caso di metterle una protesi.)

È un peccato. Non per la reputazione degli zigomi di Garko, che sono fiduciosa possa sopravvivere alle nostre sagaci battute. È un peccato perché il caso della plastica presunta ha oscurato il momento in cui ho capito che il problema non è Fedez, e i suoi venticinque gucciniani anni (nel senso di quella canzone che spiegava che "A vent’anni si è stupidi davvero: quante balle si ha in testa a quell’età").
Il problema siamo noi, e la nostra smania di trasformare in editorialisti e pensatori quelli che dovrebbero potersi permettere di non avere un’opinione sul fatto del giorno: cantanti, attori, e altre categorie una volta sepolte in terra sconsacrata. Domenica, Giletti ha chiesto a Garko la sua spiegazione dei vandalismi milanesi. Lo sventurato ha risposto che il problema è che i black bloc sono di una generazione che non ha fatto il militare, e voi badate agli zigomi.

Twitter: @lasoncini