"Volevo raccontare la sofferenza di alcune donne marocchine". Il regista Nabil Ayouch ha raccontato così l'obiettivo del suo film Much Loved, presentato a Cannes nella Quinzaine des Réalisateurs, ora bollato dalla censura del governo di Rabat e al centro di una rivolta sui social network con tanto di minacce di morte. Much Loved narra la storia di quattro prostitute di Marrakech, con immagini crude, a tratti violente.
Una realtà che tutti conoscono nel paese ma che è diventata insopportabile dal momento che è stata proiettata su grande schermo, con estremo realismo. Ayouch ha intervistato oltre 200 prostitute per scrivere la sceneggiatura del film. Il risultato è una pellicola che riproduce molto bene la vita quotidiana di donne costrette a vendere il proprio corpo.
Una realtà che neanche il governo marocchino ignora. Anzi, il ministero della Salute aveva pubblicato qualche tempo fa uno studio, stimando a 50mila le prostitute nel paese, con l'attività più elevata a Marrakech, seguita da Casablanca. Le ragazze hanno tra i 18 e i 20 anni, costano dai 500 ai 700 dirham, più o meno dai 50 ai 70 euro, a prestazione. Per una notte intera, le più belle, molto spesso selezionate dai locali notturni, si offrono per 300 euro, cena inclusa a carico del cliente. Nell'antico quartiere ebraico, il Mellah, le donne che si vendono non sono più belle come una volta e le tariffe scendono fino a 20 Dirham: 2 euro per un rapporto sessuale consumato a due passi dal souk. Nel 98% dei casi il rapporto a pagamento si consuma dove le porta il cliente, in appartamenti affittati apposta o in riad presi in esclusiva. Impossibile affittare camere in hotel, perché proprio per evitare il diffondersi della prostituzione una legge del regno vieta ai marocchini di soggiornare con altri che non siano i legittimi consorti.
Chi non esibisce il certificato di matrimonio è passibile di arresto e mette nei guai anche l'albergatore che rischia di chiudere l'attività. Tutte queste misure non impediscono il mercato del sesso, uno scandalo sempre più insostenibile in terra di Islam.
È bastato il trailer di Much Loved per scatenare la censura del governo e una valanga di critiche online. Il film non sarà proiettato in Marocco. Il regista è ormai sotto scorta e l'attrice protagonista Loubnar Abidar è stata portata in una località segreta dopo che il suo indirizzo è stato postato su Facebook che lancia un appello alla "esecuzione" di Abidar e Ayouch. La colpa del film è aver raccontato quello che molti sanno, levando un velo di ipocrisia.
Twitter: @anaisginori
Una realtà che tutti conoscono nel paese ma che è diventata insopportabile dal momento che è stata proiettata su grande schermo, con estremo realismo. Ayouch ha intervistato oltre 200 prostitute per scrivere la sceneggiatura del film. Il risultato è una pellicola che riproduce molto bene la vita quotidiana di donne costrette a vendere il proprio corpo.
Una realtà che neanche il governo marocchino ignora. Anzi, il ministero della Salute aveva pubblicato qualche tempo fa uno studio, stimando a 50mila le prostitute nel paese, con l'attività più elevata a Marrakech, seguita da Casablanca. Le ragazze hanno tra i 18 e i 20 anni, costano dai 500 ai 700 dirham, più o meno dai 50 ai 70 euro, a prestazione. Per una notte intera, le più belle, molto spesso selezionate dai locali notturni, si offrono per 300 euro, cena inclusa a carico del cliente. Nell'antico quartiere ebraico, il Mellah, le donne che si vendono non sono più belle come una volta e le tariffe scendono fino a 20 Dirham: 2 euro per un rapporto sessuale consumato a due passi dal souk. Nel 98% dei casi il rapporto a pagamento si consuma dove le porta il cliente, in appartamenti affittati apposta o in riad presi in esclusiva. Impossibile affittare camere in hotel, perché proprio per evitare il diffondersi della prostituzione una legge del regno vieta ai marocchini di soggiornare con altri che non siano i legittimi consorti.
Chi non esibisce il certificato di matrimonio è passibile di arresto e mette nei guai anche l'albergatore che rischia di chiudere l'attività. Tutte queste misure non impediscono il mercato del sesso, uno scandalo sempre più insostenibile in terra di Islam.
È bastato il trailer di Much Loved per scatenare la censura del governo e una valanga di critiche online. Il film non sarà proiettato in Marocco. Il regista è ormai sotto scorta e l'attrice protagonista Loubnar Abidar è stata portata in una località segreta dopo che il suo indirizzo è stato postato su Facebook che lancia un appello alla "esecuzione" di Abidar e Ayouch. La colpa del film è aver raccontato quello che molti sanno, levando un velo di ipocrisia.
Twitter: @anaisginori