Parla con lei

Hostess maltrattate”: censurato il Qatar

1 minuti di lettura
Basta licenziamenti mirati alle lavoratrici incinte. Stop alle politiche di reclusione forzata negli alloggi del personale femminile di stanza a Doha. Eliminare la clausola che prevede che una lavoratrice debba chiedere il permesso del gruppo prima di sposarsi: le raccomandazioni che l'Organizzazione mondiale del Lavoro (Ilo) ha diretto nei giorni scorsi a Qatar Airways sembrano degne di una fabbrica dell'800 piuttosto che di una delle più importanti linee aeree mondiali.

L'Ilo ha detto senza mezzi termini che i contratti della compagnia aerea di Stato dell'emirato del Golfo violano la convenzione contro le discriminazioni sui lavoratori varata 57 anni fa e ad oggi firmata da 172 paesi: un'accusa diretta e sostanziata. Gli esperti di Ginevra, oltre ai casi citati, hanno indicato diversi punti critici: fra gli altri, il divieto per le dipendenti donne di essere accompagnate o prese dal posto di lavoro, da uomini diversi da mariti, fratelli o padri.

Già nel mirino per il trattamento riservato ai lavoratori stranieri che stanno costruendo gli stadi e le infrastrutture destinati ai Mondiali di calcio del 2022 e per le accuse di corruzione legate alla stessa manifestazione, Doha ha risposto alle accuse con rabbia. L'amministratore delegato Akbar Al Baker ha parlato di una "vendetta" contro il suo gruppo e il suo paese e aggiunto: "Me ne frego di quello che dice l'Ilo: sono qui per gestire una linea aerea di successo". Al Baker ha poi specificato che alcune norme del contratto Qatar Airways rispondono a "fattori culturali" e non vengono sempre applicate. Sarebbe bello sapere dove sta la verità, ma è difficile pensare che le gentili signorine che accolgono i viaggiatori Qatar Airways all'ingresso degli aerei risponderebbero alle domande dei giornalisti.

Twitter: @francescacaferr