"Alle donne arabe dico: disobbedite"
di ANAIS GINORI
Nel 2011 era stata aggredita in piazza Tahir. La giornalista egiziana Mona Elthahawy, cresciuta tra il Regno Unito e l'Arabia Saudita, quattro anni fa era tornata al Cairo per seguire la rivoluzione nel suo Paese, di cui ha raccontato gli eventi sul suo popolare profilo Twitter.
Non ha censurato nulla, neppure la sua aggressione da parte di un gruppo di agenti egiziani che le hanno rotto un braccio e molestata sessualmente.
L'INDICE DELLA RUBRICA
Sulla rivoluzione mancata dell'Egitto e sulla sua delusione Elthahawy, 47 anni, ora pubblica un libro appena uscito in Francia, Foulards et Hymens, nel quale denuncia il maschilismo e la misoginia che ancora esiste nelle società arabe. Elthahawy ha portato il velo in gioventù, poi l'ha tolto, passando all'estremo opposto: si è colorata i capelli di rosso e si è fatta tatuare. Non usa la nudità, come fanno le Femen, milita per un femminismo del corpo. La sua idea che è il velo e l&…
Non ha censurato nulla, neppure la sua aggressione da parte di un gruppo di agenti egiziani che le hanno rotto un braccio e molestata sessualmente.
L'INDICE DELLA RUBRICA
Sulla rivoluzione mancata dell'Egitto e sulla sua delusione Elthahawy, 47 anni, ora pubblica un libro appena uscito in Francia, Foulards et Hymens, nel quale denuncia il maschilismo e la misoginia che ancora esiste nelle società arabe. Elthahawy ha portato il velo in gioventù, poi l'ha tolto, passando all'estremo opposto: si è colorata i capelli di rosso e si è fatta tatuare. Non usa la nudità, come fanno le Femen, milita per un femminismo del corpo. La sua idea che è il velo e l&…
Nel 2011 era stata aggredita in piazza Tahir. La giornalista egiziana Mona Elthahawy, cresciuta tra il Regno Unito e l'Arabia Saudita, quattro anni fa era tornata al Cairo per seguire la rivoluzione nel suo Paese, di cui ha raccontato gli eventi sul suo popolare profilo Twitter.
Non ha censurato nulla, neppure la sua aggressione da parte di un gruppo di agenti egiziani che le hanno rotto un braccio e molestata sessualmente.
L'INDICE DELLA RUBRICA
Sulla rivoluzione mancata dell'Egitto e sulla sua delusione Elthahawy, 47 anni, ora pubblica un libro appena uscito in Francia, Foulards et Hymens, nel quale denuncia il maschilismo e la misoginia che ancora esiste nelle società arabe. Elthahawy ha portato il velo in gioventù, poi l'ha tolto, passando all'estremo opposto: si è colorata i capelli di rosso e si è fatta tatuare. Non usa la nudità, come fanno le Femen, milita per un femminismo del corpo. La sua idea che è il velo e l'imene sono i due simboli su cui vige il dominio patriarcale.
Il sottotitolo del libro è Perché il Medio Oriente deve fare la sua rivoluzione sessuale. La tesi di Elthahawy è infatti che per un cammino davvero democratico non serve solo spodestare un dittatore, com'è accaduto con Hosni Mubarak. "Bisogna cacciare i Mubarak nelle strade, i Mubarak nelle camere da letto, i Mubarak nelle teste". Secondo la femminista egiziana, che dal 2011 ha ottenuto anche la nazionalità americana, le società arabe soffrono di una "miscela tossica tra cultura e religione". Nel suo libro Elthahawy racconta la sua esperienza e lancia un appello: "Dico a tutte le ragazze del Medio Oriente e dell'Africa del Nord: siate ribelli, non abbiate pudore, disobbedite, e ricordatevi che meritate di essere libere".
Twitter: @anaisginori
Non ha censurato nulla, neppure la sua aggressione da parte di un gruppo di agenti egiziani che le hanno rotto un braccio e molestata sessualmente.
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Sulla rivoluzione mancata dell'Egitto e sulla sua delusione Elthahawy, 47 anni, ora pubblica un libro appena uscito in Francia, Foulards et Hymens, nel quale denuncia il maschilismo e la misoginia che ancora esiste nelle società arabe. Elthahawy ha portato il velo in gioventù, poi l'ha tolto, passando all'estremo opposto: si è colorata i capelli di rosso e si è fatta tatuare. Non usa la nudità, come fanno le Femen, milita per un femminismo del corpo. La sua idea che è il velo e l'imene sono i due simboli su cui vige il dominio patriarcale.
Il sottotitolo del libro è Perché il Medio Oriente deve fare la sua rivoluzione sessuale. La tesi di Elthahawy è infatti che per un cammino davvero democratico non serve solo spodestare un dittatore, com'è accaduto con Hosni Mubarak. "Bisogna cacciare i Mubarak nelle strade, i Mubarak nelle camere da letto, i Mubarak nelle teste". Secondo la femminista egiziana, che dal 2011 ha ottenuto anche la nazionalità americana, le società arabe soffrono di una "miscela tossica tra cultura e religione". Nel suo libro Elthahawy racconta la sua esperienza e lancia un appello: "Dico a tutte le ragazze del Medio Oriente e dell'Africa del Nord: siate ribelli, non abbiate pudore, disobbedite, e ricordatevi che meritate di essere libere".
Twitter: @anaisginori