Parla con lei

Teheran e la rivolta contro i nasi rifatti

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Che idea vi viene in mente quando ascoltate la parola Teheran? Gli amici a cui ho posto la domanda mi hanno risposto in maniera diversa: da nucleare, a veli, a guerra a terrorismo fino a - la più consapevole -  "inquinamento": nessuno però ha pensato di dirmi che Teheran è molto nota anche come la "capitale mondiale del naso rifatto". Lo sanno in pochi, eppure negli ultimi anni la capitale iraniana si è affermata a livello mondiale per la sua industria della chirurgia estetica, specializzata appunto in nasi: si vedono più ragazze con il cerotto sul naso qui che a New York e a Beirut, dove in certe classi sociali rifarsi il naso è comune più o meno come andare a fare una gita fuori porta.

Per reagire a questa tendenza, che pare in costante ascesa - le spiegazioni, a volerle elencare, prenderebbero un libro intero: basta citare la voglia di libertà delle donne costrette in veli non desiderati, che vedono in un naso perfetto l'unico modo per mostrare un viso dolce e armonioso nonostante la copertura - un gruppo di ragazze ha fondato qualche settimana fa una pagina Facebook chiamata "Iranian women up close" che ha lo scopo di mostrare la bellezza dei nasi persiani: spesso importanti o imponenti, è vero, ma non per questo da cancellare, sostengono le animatrici. Che hanno raccolto un notevole successo, assai superiore a quello che si aspettavano: 300 foto arrivate in pochi giorni e un fiume di messaggi di solidarietà, ha raccontato una delle amministratrici della pagina al sito specializzato Iranwire, ed anche l'attenzione di molti media internazionali, che hanno rilanciato la storia corredandola delle tante foto pubblicate su Facebook.
Nasi da cancellare o da tenere? A voi le foto, e la scelta.
Twitter: @francescacaferr