Cherchez la femme. Nello psicodramma in corso tra Atene e Bruxelles ci sarebbe l’ombra di una donna. "Se non faccio il referendum, mia moglie chiede il divorzio", avrebbe detto Alexis Tsipras a François Hollande nella notte in cui ha convocato il voto sull’accordo con l’Ue, cogliendo di sorpresa tutti i leader europei.
Secondo il Canard Enchainé, il premier ellenico ha ammesso di essere stato condizionato nella sua scelta dalla moglie Betty Batziana, militante comunista dura e pura, che non vuole cedere ai diktat dei creditori.
Ovviamente è soltanto una suggestione. Tsipras potrebbe aver fatto una semplice battuta con il leader francese, per togliersi di impiccio, oppure ha voluto scaricare tutte le colpe delle sue contraddizioni su qualcuno altro, ovvero la sua compagna.
Il dettaglio comunque rivela che in questa storia sono tante i ruoli femminili che non sono più in cerca d’autore ma sono anzi predominanti. C’è lei, Angela Merkel, la Cancelliera che è di fatto la presidente dell’Europa, lasciando che molti facciano da cavalier serventi. Merkel deve difendere le regole, l’ortodossia dei conti in ordine, scendere a compromessi con un’opinione pubblica sempre più favorevole al Grexit, eppure non può permettersi di portare da sola la responsabilità storica di cacciare un paese dall’Europa dopo oltre mezzo secolo di cammino sull’integrazione.
C’è Christine Lagarde capofila dei creditori e che ha guidato la linea più inflessibile con Tsipras, salvo poi, negli ultimi giorni, rompere il tabù della ristrutturazione del debito. Lagarde si è comportata da madre di famiglia, richiamando i greci a «comportarsi come degli adulti». E infine c’è, forse, Betty che - al di là della sua vera o presunta importanza - rappresenta in questa storia l’anima di una sinistra radicale che vuole voltare pagina con l’austerity ma senza sapere come fare.
Twitter: @anaisginori
Secondo il Canard Enchainé, il premier ellenico ha ammesso di essere stato condizionato nella sua scelta dalla moglie Betty Batziana, militante comunista dura e pura, che non vuole cedere ai diktat dei creditori.
Ovviamente è soltanto una suggestione. Tsipras potrebbe aver fatto una semplice battuta con il leader francese, per togliersi di impiccio, oppure ha voluto scaricare tutte le colpe delle sue contraddizioni su qualcuno altro, ovvero la sua compagna.
Il dettaglio comunque rivela che in questa storia sono tante i ruoli femminili che non sono più in cerca d’autore ma sono anzi predominanti. C’è lei, Angela Merkel, la Cancelliera che è di fatto la presidente dell’Europa, lasciando che molti facciano da cavalier serventi. Merkel deve difendere le regole, l’ortodossia dei conti in ordine, scendere a compromessi con un’opinione pubblica sempre più favorevole al Grexit, eppure non può permettersi di portare da sola la responsabilità storica di cacciare un paese dall’Europa dopo oltre mezzo secolo di cammino sull’integrazione.
C’è Christine Lagarde capofila dei creditori e che ha guidato la linea più inflessibile con Tsipras, salvo poi, negli ultimi giorni, rompere il tabù della ristrutturazione del debito. Lagarde si è comportata da madre di famiglia, richiamando i greci a «comportarsi come degli adulti». E infine c’è, forse, Betty che - al di là della sua vera o presunta importanza - rappresenta in questa storia l’anima di una sinistra radicale che vuole voltare pagina con l’austerity ma senza sapere come fare.
Twitter: @anaisginori