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Quando il diritto va a rovescio

Un volume  di riflessioni semiserie sull'involontaria comicità delle leggi scritto da due avvocati, Antonello e Marco Martinez, per Sperling &Kupfer
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Assurde, paradossali, surreali. In gran parte del mondo le leggi sono spesso inapplicabili, inutili, a volte perfino funzionali a chi vuole e sa aggirarle. In questo panorama generale, un indiscusso primato va all'Italia, con le sue duecentomila leggi a regolare il Belpaese, un ginepraio di norme dove orientarsi appare quasi una sfida impossibile. Un numero esagerato che si distingue nella hit parade europea, a fronte delle settemila leggi francesi, alle cinquemila cinquecento in vigore in Germania e alle appena tremila della Gran Bretagna. A fotografare la giungla delle norme e dei tribunali italiani e a commentarne gli effetti, sono due serissimi avvocati, i fratelli Antonello e Marco Martinez. Fondatore dello studio legale Martinez& Novebaci, Consigliere giuridico parlamentare e Presidente dell'Associazione italiana degli avvocati d'Impresa il primo e noto avvocato a Oristano il secondo. Nel loro divertente "Quando il diritto va a rovescio", riflessioni semiserie sull…
Assurde, paradossali, surreali. In gran parte del mondo le leggi sono spesso inapplicabili, inutili, a volte perfino funzionali a chi vuole e sa aggirarle. In questo panorama generale, un indiscusso primato va all'Italia, con le sue duecentomila leggi a regolare il Belpaese, un ginepraio di norme dove orientarsi appare quasi una sfida impossibile. Un numero esagerato che si distingue nella hit parade europea, a fronte delle settemila leggi francesi, alle cinquemila cinquecento in vigore in Germania e alle appena tremila della Gran Bretagna. A fotografare la giungla delle norme e dei tribunali italiani e a commentarne gli effetti, sono due serissimi avvocati, i fratelli Antonello e Marco Martinez. Fondatore dello studio legale Martinez& Novebaci, Consigliere giuridico parlamentare e Presidente dell'Associazione italiana degli avvocati d'Impresa il primo e noto avvocato a Oristano il secondo. Nel loro divertente "Quando il diritto va a rovescio", riflessioni semiserie sull'involontaria comicità della legge, in libreria da un paio di mesi per Sperling &Kupfer, i due  figli d'arte (Il padre Giannino era un valentissimo avvocato oltre che un raffinato umorista e al loro fratello, Filippo, è affidata la prefazione del libro) descrivono, con un sorriso ma con grande precisione, gli imprevedibili risvolti del diritto attraverso gli strafalcioni dei tribunali, l'assurdità delle norme e gli esiti nefasti della burocrazia.

Una miriade di trappole rese pericolose dal complicato linguaggio in legalese e dalle interpretazioni più arbitrarie e fantasiose che spesso rendono le sentenze contraddittorie tra loro, in quanto radicalmente soggettive. Reati facili da compiere, le cui conseguenze si possono evitare con disinvoltura grazie a codici e codicilli; norme inutili e a volte perfino ridicole, leggi serie , ma ridicolizzate nella loro applicazione. Ce n'è per tutti i gusti: Si racconta come possa succedere che un giudice consideri una pacca sul sedere a una dipendente come una "mera esortazione a una maggiore operatività". O di quel sindaco che ha potuto ordinare ai suoi cittadini , norme alla mano, di non morire in mancanza di un apposito cimitero. Ma, avvertono gli autori, nel panorama delle leggi surreali, non siamo certo soli. E, anzi, siamo finalmente ampiamente surclassati  da gran parte del mondo. Un assaggio internazionale? In Florida è vietato fare sesso con i porcospini e, a Singapore, è all'indice "orinare in ascensore", mentre in Thailandia "Non puoi uscire di casa se non indossi le mutande".


1) A parte il primato sul numero delle leggi, duecentomila, il nostro Paese come si piazza nella scala di comicità?
Stilare una classifica esatta, anche se personale, non è proprio possibile perché sotto questo profilo non abbiamo  a disposizione rigorosi dati numerici, come nel caso della classifica sulla quantità delle leggi. Di sicuro nel nostro Paese vi sono delle norme che suscitano ilarità, basta saperle leggere dal giusto punto di vista. Certo è difficile competere con il panorama mondiale che ci propone rare perle umoristiche delle quali è davvero stimolante immaginare la motivazione che ha condotto alla loro creazione: in Australia, per esempio, é illegale indossare gli short rosa di domenica dopo mezzogiorno e, in tal senso, ci chiediamo in primis perché tale editto riguardi solo la domenica, perché si possano indossare gli short verdi o gialli, ma non quelli rosa ed è ancora più inspiegabile per quale motivo questo "coprifuoco" scatti esclusivamente dopo mezzogiorno.

In Cina per andare all'Università devi essere intelligente... ci avrebbe fatto piacere sapere quale possa essere lo strumento atto a misurare in modo incontestabile l'intelligenza dei soggetti; in Thailandia non puoi uscire di casa se non indossi le mutande e, anche in questo caso, sorge spontanea la domanda, se la polizia Thailandese sia dotata di un corpo altamente specializzato nella verifica delle mutande. In Israele, in alcune zone del Paese, è vietato uscire di casa senza calze; in Messico è vietato ai ciclisti di sollevare i piedi dai pedali; nello stato di New York è tassativamente vietato tanto circolare con un cono gelato in tasca, quanto sparare ad una lepre da un tram; a San Francisco, in California, è vietato leccare rospi ma è consentito passeggiare con un elefante, purché al guinzaglio; in Alaska è vietato sia gettare un alce vivo da un aereo che svegliare un orso mentre dorme per fargli una foto. Nella Corea del Sud, infine, con una semplice leggina hanno risolto ogni problema di corruzione; infatti i vigili urbani sono tenuti a riferire ai loro superiori di tutte le bustarelle ricevute da automobilisti o motociclisti. Tra le nostre preferite c'è però una brevissima e lapidaria legge della Florida che sancisce senza ombra di dubbio che è reato avere rapporti sessuali con i porcospini;


2) Quali sono le  leggi più paradossali?
In Italia le norme di vario livello che possono essere così definite sono tantissime, troppe per poter esporre un panorama esauriente: spesso non ci facciamo più caso, perché assai di rado abbiamo il tempo di leggerle con lo spirito giusto per coglierne il lato umoristico. Ma alcune volte è proprio impossibile non rilevare il senso paradossale di alcune leggi del nostro Paese. Come giudicare la norma che, al re degli squattrinati che ha emesso uno o più assegni a vuoto, applica quale sanzione principale il pagamento di una somma di danaro? Paradossale è anche la norma, non certo di lontana ideazione, prevista dall'articolo 183 dell'attuale Codice di Procedura Civile, che impone agli avvocati tre termini serratissimi e tassativi che coprono un arco temporale di soli ottanta giorni, per indicare al giudice le prove che essi intendono utilizzare a favore della propria parte e quelle che si rendono necessarie dopo aver "visto le carte" dell'avversario. Purtroppo anche i più sprovveduti degli addetti ai lavori sanno benissimo che poi il giudice, per l'enorme carico di lavoro e l'altissimo numero di cause civili del quale è oberato un nostro medio tribunale, ne prenderà visione (ad andare bene) non prima di un anno dopo. E come non cogliere il lato paradossale del provvedimento dello scorso marzo 2012 adottato dal Sindaco di Falciano del Massico che, vista l'impossibilità di risolvere un'annosa questione che impediva al proprio paese di avere un proprio cimitero, ha stabilito che "E' fatto divieto, per quanto nelle possibilità di ciascuno, ai cittadini residenti o comunque di passaggio di oltrepassare il confine della vita terrena per andare nell'aldilà".

3) Consigli a avvocati e clienti...
È sempre difficile offrire dei giusti consigli ai propri  clienti ed è pressoché impossibile fornirne agli avvocati senza essere tacciati di presunzione o superbia. Per evitare rischi, è dunque  preferibile rispondere alla domanda delegando personaggi "al di sopra di ogni sospetto". A noi per primi e a tutti i colleghi, potremmo ricordare questo celebre consiglio che troviamo negli scritti di Pietro Calamandrei: "L'avvocato deve sapere in modo così discreto suggerire al giudice gli argomenti per dargli ragione, da lasciarlo nella convinzione di averli trovati da sé ".
Ai clienti, invece, riserviamo addirittura un aforisma del Dalai Lama: "Dobbiamo imparare bene le regole, in modo da infrangerle nel modo giusto".

Antonello e Marco Martinez
Quando il diritto va a rovescio
Sperling&Kupfer
Pag 194, euro 15