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Mafie sul web: la criminalità 2.0

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Siamo tutti a rischio cracker, parola nuova che definisce gli hacker che abbindolano, clonano, truffano, spacciano droga e rubano l’ identità perfino a chi neanche ha mai avuto accesso a un computer, allo scopo di invischiarlo in mille raggiri. E’ l’effetto “Enne”, quello che  ai nostri giorni fa prosperare la criminalità invisibile come l’azoto e che dà il titolo all’ultimo libro di Biagio Simonetta, già stimato autore di saggi dedicati alla grande criminalità tradizionale. Enne,  è  un’inchiesta, ma anche un racconto a più voci di quanti hanno sperimentato sulla propria pelle la  nuova  frontiera fuorilegge ed è infine un manuale per la prevenzione, unica arma per difendersi.

“Oggi la droga è Enne”, ammonisce Simonetta che analizza quel mercato fiorente che, via computer, arricchisce una manciata di megaspacciatori senza volto e si serve…
Siamo tutti a rischio cracker, parola nuova che definisce gli hacker che abbindolano, clonano, truffano, spacciano droga e rubano l’ identità perfino a chi neanche ha mai avuto accesso a un computer, allo scopo di invischiarlo in mille raggiri. E’ l’effetto “Enne”, quello che  ai nostri giorni fa prosperare la criminalità invisibile come l’azoto e che dà il titolo all’ultimo libro di Biagio Simonetta, già stimato autore di saggi dedicati alla grande criminalità tradizionale. Enne,  è  un’inchiesta, ma anche un racconto a più voci di quanti hanno sperimentato sulla propria pelle la  nuova  frontiera fuorilegge ed è infine un manuale per la prevenzione, unica arma per difendersi.

“Oggi la droga è Enne”, ammonisce Simonetta che analizza quel mercato fiorente che, via computer, arricchisce una manciata di megaspacciatori senza volto e si serve di pusher navigatori. E, droga a parte, la rosa dei reati che si consumano via etere,  è davvero ricca:  i nuovi criminali , quasi mai individuati , innanzi tutto rubano le identità,  fase indispensabile per dare il via alle loro truffe; entrano nei pc, scandagliano i dati sensibili che abbiamo la debolezza o distrazione di diffondere in rete, per poi  effettuare acquisti di ogni genere o addirittura prosciugare i conti  delle vittime, spostando il loro denaro verso destinazioni lontane da dove non torna più indietro.  Non un traffico da poco visto che, secondo una recente ricerca della Dynamic Markets sulla Prevenzione, commissionata da Fellowes (azienda che produce macchine distruggi documenti) nel 2012 ben il 14% degli italiani è stato vittima dei ladri d’identità. E poi c’è il furto degli indirizzi postali, attraverso i quali i più ingenui vengono convinti a fornire informazioni e dettagli personali  con il pretesto di una vincita, di una semplice comunicazione bancaria o di un’emergenza di cui sarebbe rimasto vittima un caro amico. E’ la frontiera, aggiornata via internet, di quel pescaggio che fino a qualche tempo fa si esercitava  soprattutto con l’attenta osservazione dei rifiuti cartacei che tutti noi prima o poi buttiamo in fretta nei cassonetti senza distruggerli. Un traffico non ancora estinto.

Come reagire e difendersi? Oggi più di ieri, il solo modo che abbiamo per contrastare la criminalità liquida è essere cauti e perfino sempre un po’ diffidenti. Mai rispondere a messaggi cyber senza controllare il mittente, mai lasciare nei cassonetti bollette, ricevute, fatture, mai fornire attraverso i social network  informazioni personali senza blindarle con i filtri della privacy, mai gettare carte di credito scadute, ricevute, documenti bancari, fiscali etc nella spazzatura. I nuovi ladri Enne sono sempre in agguato.

Dalla ‘ndrangheta tradizionale a quella liquida. Web,hacker etc.
E’ un viaggio sconfinato, a tratti snervante. Le mafie sul web diventano invisibili, come l’azoto (da qui il titolo del libro, Enne). Rincorrerle, studiarle, prevedere le loro mosse e difendersi è diventata una necessità. Proprio da qui è nato Enne. Da una necessità. Ne è venuto fuori un romanzo che somiglia a un’inchiesta, o forse viceversa. Enne è un’immersione soffocante in un universo sconosciuto, impalpabile. Nello stesso momento in cui le nostre vite hanno aperto le braccia a Internet, all’incredibile ascesa dei social network, alla tecnologia totalizzante, proprio in quel preciso momento le organizzazioni criminali hanno virato dalla stessa parte. Ed era inevitabile. La storia delle mafie ci racconta di organizzazioni estremamente camaleontiche, pronte al cambiamento. Anche con Internet è stato così. Era impensabile che nel processo di virtualizzazione delle nostre vite non ci portassimo dietro anche tutto il marcio della nostra società. Oggi ‘ndrangheta, camorra e Cosa Nostra si muovono con disinvoltura nei meandri del web sporco. E ne traggono profitti a molti zeri.

Computer, IPad, IPhone; come funziona la malarete?
La “mala Rete” nasce sul PC, ovviamente. Ma la progressiva diffusione di nuovi device come i tablet o gli smartphone non è certo un particolare che i criminali informatici ignorano. Oggi i crimini on line si concretizzano sul computer o sul telefonino con la stessa facilità. Anzi, l’utilizzo sempre più spasmodico degli smartphone ha fatto in modo che molti “cracker” (come vengono definiti gli hacker con un fine criminale) si concentrassero molto di più nella sperimentazione di modalità di attacco sulla rete mobile. E’ semplicissimo, oggi, accedere al proprio conto corrente bancario direttamente dall’iPhone. Non tutti sanno, però, che centinaia di criminali informatici studiano notte e giorno per trovare il sistema giusto che gli consenta di entrare nel nostro telefono (o pc o tablet) e prosciugarci il conto. E sempre più spesso ci riescono.

Dalla rete non si torna indietro. Come difendersi?
Ci si difende con la conoscenza. Nel libro racconto diverse esperienze di truffa. Storie di persone comuni, come ognuno di noi. C’è chi ha perso on line poche decine di euro, chi è stato truffato affittando una casa vacanza che in realtà non esiste, chi ha subito la clonazione della carta di credito, e chi (infine) ha subito il reato più terribile che possa capitarci: il furto di identità. Racconto la storia di Maria, sessantenne milanese alla quale hanno rubato l’identità (senza che lei abbia mai fatto un accesso a Internet, attenzione!) e a suo nome i criminali hanno fatto di tutto. Le hanno comprato un’automobile da 20 mila euro. Per questo ho raccontato anche le metodologie per difendersi. Piccoli accorgimenti, dai più banali a quelli più complessi, che servono a schermarci. A renderci inattaccabili. Ogni secondo, in tutto il mondo, si compiono 1,2 reati informatici. E le vittime sono persone come noi. Potrebbe toccare a chiunque di noi da un momento all’altro. La prevenzione è l’unica arma che abbiamo per difenderci.

Biagio Simonetta
Enne
La nuova criminalità invisibile 2.0
Rizzoli
Pag 196, euro 16