Come è cambiata la nostra vita affettiva al tempo dei Social Network? Quali nuove forme di espressione e condivisione si stanno facendo strada grazie alla connettività tecnologica e sociale della Rete? Una trasformazione epocale ha cambiato il nostro modo d'intendere l'intimità e un rovesciamento radicale è in atto: invece che vivere in privato decidendo quali parti di noi rendere pubbliche come accadeva prima di Internet, oggi viviamo in pubblico scegliendo quali parti della nostra vita mantenere private. Ed è Pubbliche intimità, appena arrivato in libreria, a rispondere alle domande su quanto sta accadendo e ad analizzare la rivoluzione tecnologica che ha ormai investito ogni tipo di comunicazione e dunque anche ogni aspetto delle umane relazioni. Il saggio (Franco Angeli editore), a cura di Giovannella Greco, professoressa in Sociologia dei processi culturali e comunicativi all'Università della Calabria, scritto con il contributo di una rosa di autori, ricercatori di sociologia, filosofia ed esperti nella formazione, disegna con precisione la nuova intimità al tempo del Web e spiega tutti i passaggi che ne determinano il processo di ridefinizione.
"La vita interiore della persona, come dimensione dell'esperienza umana, va assumendo grazie alla connettività tecnologica e sociale della Rete, nuove forme di espressione e condivisione", spiega Giovannella Greco, mentre ogni aspetto del "vivere eternamente connessi" è scandagliato nei vari capitoli del libro dagli altri autori. Tra i temi trattati: le conseguenze etiche al tempo di Facebook, quel che ruota intorno alle "emozioni e all'intimità", "l'intimità connessa" e l'uso dei social network da parte degli adolescenti" tra flirt, passioni ed esperienze identitarie.
Un collage di competenze che fanno di "Pubbliche intimità" un compendio analitico completo del rovesciamento in atto, generato dalla connettività della Rete. Tra vita online e vita offline.
Professoressa Greco, che cosa è oggi l'intimità?
"E' la percezione di uno stato di connessione permanente (always on), generata dalla connettività tecnologica e sociale della Rete, interviene a ridefinire la relazione tra sfera pubblica e sfera privata con implicazioni rilevanti sul versante dell'intimità. Le pratiche condivise di "messa in pubblico del privato" che si attivano nei siti di Social Network ne costituiscono un esempio emblematico. Nello "spazio pubblico interconnesso" del web sociale, l'intimità tende ad assumere una configurazione che, pur rimanendo ancorata alla dimensione della vita interiore e privata della persona, mostra una sfera di vita dai confini sempre più mobili e interconnessi la cui delimitazione richiede una costante attività riflessiva di apertura e chiusura del sé, tesa a ridefinire continuamente cos'è pubblico e cos'è privato, e dunque il senso della propria intimità tra vita online e offline".
Essere connessi (o non connessi) ha cambiato il significato di pubblico e di privato?
"Se fino a ieri abbiamo vissuto in privato scegliendo quali parti della nostra vita rendere pubbliche, oggi viviamo in pubblico scegliendo quali parti della nostra vita mantenere private. A questa nuova condizione esistenziale allude il neologismo publicy, forma contratta dei termini inglesi "public" e "privacy", che descrive con grande efficacia le pratiche di self presentation e social connection su Facebook, i due assi presi in esame nella ricerca realizzata su un campione rappresentativo dell'utenza italiana. L'indagine empirica si è basata principalmente sull'analisi qualitativa svolta sulla scorta delle 120 interviste collezionate, che hanno esplorato la dimensione della percezione di cosa è considerato pubblico e cosa privato dai soggetti coinvolti nell'indagine, e messo in evidenza le tattiche di gestione della privacy e della (sovra)esposizione online utilizzate dagli intervistati. I primi risultati della ricerca segnalano che gli utenti italiani di Facebook, pienamente consapevoli dei rischi che minacciano la privacy, tendono a percepirli come minacce astratte e distanti dai loro vissuti quotidiani, mentre si dimostrano più interessati a gestire strategicamente la propria identità privata in pubblico mediante un sapiente gioco di chiusura e apertura del sé, che varia in relazione alla cerchia di "amici" cui, di volta in volta, ci si rivolge".
Sempre di più l'intimità va in scena nella piazza mediatica; come ne viene influenzata l'affettività quotidiana?
"La conoscenza ancora scarna e frammentata sull'attualità non consente di avanzare ipotesi scientificamente fondate su come va ridefinendosi la dimensione emotivo-affettiva della vita sociale né, tanto meno, di azzardare previsioni sul futuro. Allo stato attuale delle conoscenze, si possono proporre tuttavia alcune riflessioni: 1) la complessità del fenomeno osservato non consente di indulgere in facili quanto sterili allarmismi che, rincorrendo i luoghi comuni più diffusi, riducono Facebook a una vetrina narcisistica o a un luogo anonimo sganciato dalla realtà quotidiana, e la varietà delle condotte sociali degli utenti in tale contesto a manifestazioni di esibizionismo o simulazione di identità fittizie; 2) l'idea di Facebook che emerge dal racconto degli utenti italiani intervistati è, piuttosto, quella di uno spazio in cui è possibile tenersi in contatto, alimentare la rete più stretta dei propri legami sociali e, al tempo stesso, osservarsi e confrontarsi reciprocamente; 3) gli strumenti offerti dalla piattaforma consentono, infatti, di adottare sia strategie di inclusione sociale (la costruzione di uno spazio privato nel quale valorizzare il senso dell'appartenenza e del riconoscimento reciproco, attraverso l'uso di post, tag, like, commenti), sia strategie di esclusione sociale (la limitazione dell'accesso altrui alla propria sfera privata, attraverso la scelta dei confini della propria esposizione in pubblico e l'uso di una varietà di segnali rivolti solo a chi è in grado di decodificarli, e dunque inaccessibili al più vasto pubblico dei propri contatti); 4) tali strategie sono frutto di un'attività riflessiva sul proprio "stare in Rete con gli altri" e sullo "stare in Rete degli altri", agita per lo più in continuità con la propria vita offline; 5) su Facebook, luogo emblematico della vita quotidiana odierna, si coltivano nuove forme di "vicinanza" che non necessitano di una profondità relazionale e un senso inedito di intimità che trae alimento dalla connettività tecnologica e sociale della Rete".
Pubbliche intimità
A cura di Giovannella Greco
Autori vari
Franco Angeli
Pag 282, 31 euro
"La vita interiore della persona, come dimensione dell'esperienza umana, va assumendo grazie alla connettività tecnologica e sociale della Rete, nuove forme di espressione e condivisione", spiega Giovannella Greco, mentre ogni aspetto del "vivere eternamente connessi" è scandagliato nei vari capitoli del libro dagli altri autori. Tra i temi trattati: le conseguenze etiche al tempo di Facebook, quel che ruota intorno alle "emozioni e all'intimità", "l'intimità connessa" e l'uso dei social network da parte degli adolescenti" tra flirt, passioni ed esperienze identitarie.
Un collage di competenze che fanno di "Pubbliche intimità" un compendio analitico completo del rovesciamento in atto, generato dalla connettività della Rete. Tra vita online e vita offline.
Professoressa Greco, che cosa è oggi l'intimità?
"E' la percezione di uno stato di connessione permanente (always on), generata dalla connettività tecnologica e sociale della Rete, interviene a ridefinire la relazione tra sfera pubblica e sfera privata con implicazioni rilevanti sul versante dell'intimità. Le pratiche condivise di "messa in pubblico del privato" che si attivano nei siti di Social Network ne costituiscono un esempio emblematico. Nello "spazio pubblico interconnesso" del web sociale, l'intimità tende ad assumere una configurazione che, pur rimanendo ancorata alla dimensione della vita interiore e privata della persona, mostra una sfera di vita dai confini sempre più mobili e interconnessi la cui delimitazione richiede una costante attività riflessiva di apertura e chiusura del sé, tesa a ridefinire continuamente cos'è pubblico e cos'è privato, e dunque il senso della propria intimità tra vita online e offline".
Essere connessi (o non connessi) ha cambiato il significato di pubblico e di privato?
"Se fino a ieri abbiamo vissuto in privato scegliendo quali parti della nostra vita rendere pubbliche, oggi viviamo in pubblico scegliendo quali parti della nostra vita mantenere private. A questa nuova condizione esistenziale allude il neologismo publicy, forma contratta dei termini inglesi "public" e "privacy", che descrive con grande efficacia le pratiche di self presentation e social connection su Facebook, i due assi presi in esame nella ricerca realizzata su un campione rappresentativo dell'utenza italiana. L'indagine empirica si è basata principalmente sull'analisi qualitativa svolta sulla scorta delle 120 interviste collezionate, che hanno esplorato la dimensione della percezione di cosa è considerato pubblico e cosa privato dai soggetti coinvolti nell'indagine, e messo in evidenza le tattiche di gestione della privacy e della (sovra)esposizione online utilizzate dagli intervistati. I primi risultati della ricerca segnalano che gli utenti italiani di Facebook, pienamente consapevoli dei rischi che minacciano la privacy, tendono a percepirli come minacce astratte e distanti dai loro vissuti quotidiani, mentre si dimostrano più interessati a gestire strategicamente la propria identità privata in pubblico mediante un sapiente gioco di chiusura e apertura del sé, che varia in relazione alla cerchia di "amici" cui, di volta in volta, ci si rivolge".
Sempre di più l'intimità va in scena nella piazza mediatica; come ne viene influenzata l'affettività quotidiana?
"La conoscenza ancora scarna e frammentata sull'attualità non consente di avanzare ipotesi scientificamente fondate su come va ridefinendosi la dimensione emotivo-affettiva della vita sociale né, tanto meno, di azzardare previsioni sul futuro. Allo stato attuale delle conoscenze, si possono proporre tuttavia alcune riflessioni: 1) la complessità del fenomeno osservato non consente di indulgere in facili quanto sterili allarmismi che, rincorrendo i luoghi comuni più diffusi, riducono Facebook a una vetrina narcisistica o a un luogo anonimo sganciato dalla realtà quotidiana, e la varietà delle condotte sociali degli utenti in tale contesto a manifestazioni di esibizionismo o simulazione di identità fittizie; 2) l'idea di Facebook che emerge dal racconto degli utenti italiani intervistati è, piuttosto, quella di uno spazio in cui è possibile tenersi in contatto, alimentare la rete più stretta dei propri legami sociali e, al tempo stesso, osservarsi e confrontarsi reciprocamente; 3) gli strumenti offerti dalla piattaforma consentono, infatti, di adottare sia strategie di inclusione sociale (la costruzione di uno spazio privato nel quale valorizzare il senso dell'appartenenza e del riconoscimento reciproco, attraverso l'uso di post, tag, like, commenti), sia strategie di esclusione sociale (la limitazione dell'accesso altrui alla propria sfera privata, attraverso la scelta dei confini della propria esposizione in pubblico e l'uso di una varietà di segnali rivolti solo a chi è in grado di decodificarli, e dunque inaccessibili al più vasto pubblico dei propri contatti); 4) tali strategie sono frutto di un'attività riflessiva sul proprio "stare in Rete con gli altri" e sullo "stare in Rete degli altri", agita per lo più in continuità con la propria vita offline; 5) su Facebook, luogo emblematico della vita quotidiana odierna, si coltivano nuove forme di "vicinanza" che non necessitano di una profondità relazionale e un senso inedito di intimità che trae alimento dalla connettività tecnologica e sociale della Rete".
Pubbliche intimità
A cura di Giovannella Greco
Autori vari
Franco Angeli
Pag 282, 31 euro