Passaparola

Il potere di Miao

Aneddoti, racconti, un omaggio ai gatti che popolano le nostre vite. Con l'"andamento leggero e pensoso" di questi animali da sempre protagonisti anche del processo creativo di tanti artisti

3 minuti di lettura
Aneddoti, ricordi e racconti quotidiani, con al centro i gatti. E' una sorta di Suite felina il libro di Marina Mander, raffinata scrittrice di sensibilità e grazia. "Tanti brani" compongono il suo Il potere del miao, brani "per strumento solista", assemblaggio perfetto per "l'andamento leggero e pensoso dei gatti" e per descrivere il rapporto che lega gli umani a questi felini, che offrono e ricevono un insieme ideale d'amore, amicizia, indipendenza e rispetto. Un affresco originale, ondivago e completo che parte da lontano, da quando bambina si legò a Shatzi e Spritz, mici diversi tra loro, ambedue, preziosi compagni di un'infanzia controcorrente.

Ha un andamento leggero e fluttuante la scrittura di Marina Mander, ritmo armonioso per un libro che vaga tra ricordi personali e immagini di vita felina che ognuno di noi può cogliere ogni volta che vuole. Basta saper osservare, relazionarsi con il modo di vivere del gatto, con la sua tranquillità, indipendenza, affetto mai incondizionato o servile, e sempre autentico. Seguiamo allora il gatto nelle sue movenze, giochi, finti agguati e ribellioni reali. Ma anche nelle sue lentezze, e complicità, come quando ci guarda, sornione e paziente, si struscia, si stira, si acciambella, quasi sempre in alto, su un tavolo, una scrivania. Non è un caso se tanti scrittori e letterati hanno osannato i gatti: da Chandler a Colette, da Silvia Plath a Doris Lessing a tanti altri, e se è vero che tranquillizzano e rilassano, ma anche stimolano e ispirano.  Insomma i gatti restano gatti e non si mettono al servizio delle donne o degli uomini con cui vivono, ma amano senza invadere e senza lasciarsi condizionare. Forse è questa la ragione che fa dire a Marina Mander (e non solo) che i gatti hanno in qualche modo scandito la sua educazione agli effetti, "gattizzando me, più di quanto io abbia antropomorfizzato loro"

Perché un altro libro sui gatti che "cambiano la vita"?
"Si potrebbe dire: perché un'altra storia d'amore? E rispondere, parafrasando Tolstoj, perché "ogni famiglia con un gatto è aggraziata a modo suo". E di conseguenza il libro che la racconta. In bilico tra saggio e romanzo, tra autobiografia e cronaca, "Il potere del miao" è una suite felina (era questo il titolo originario), un insieme di brani per strumento solista, ho cercato di dare loro l'andamento leggero e pensoso dei gatti, e di accordare la scrittura a un movimento a volte sinuoso, a volte imprevedibile, agguati e carezze. Nei miei ultimi due romanzi "Nessundorma" e "La prima vera bugia" ho affrontato temi molto dolorosi, l'attesa di un trapianto, l'abbandono di un bambino, ora mi sono concessa il lusso di raccontare un amore felice e incondizionato. Nel farlo, ho riconsiderato anche la mia vita e le tappe di un'educazione agli affetti scandita a gatti, a cui i piccoli felini hanno contribuito molto, gattizzando me più di quanto io abbia antropomorfizzato loro. Forse anche il lettore non gattofilo può imparare qualcosa da ciò che io ho imparato dai miei a-mici".

Il gatto in letteratura, ma anche nella vita comune...
"James Joyce, William Burroughs, T. S. Elliot, Doris Lessing e moltissimi altri scrittori hanno scritto di gatti e viene da chiedersi il perché di tutta questa fascinazione. Io credo che la risposta consista nella capacità dei gatti di custodire il segreto di un reale più vero del reale, "pepite di essenziale" le chiamava il poeta Rilke, un quid che gli artisti vorrebbero catturare graffiando la superficie, oltre l'ovvietà dell'immagine. I gatti sono un quadro astratto che comunica attraverso codici potenti ma non mimetici. Nella vita comune è lo stesso: per quanto i gatti manifestino alcuni comportamenti simili, riescono a inventare sempre qualcosa di sorprendente, con loro non è mai lo stesso film, sono creature molto creative. E poi scrivere è un lavoro solitario che solo i gatti sanno accompagnare con attenzione e discrezione, interrompendoti quando serve, assecondandoti quando viene bene: io cerco una parola, alzo lo sguardo e spesso la trovo negli occhi dei miei gatti che vivono perennemente sulla scrivania, funziona meglio di un dizionario".

Che cosa ci lega , in tanti, a questi felini?
"In Italia ci sono circa 6 milioni di persone che vivono con gatti, potrebbero esserci milioni di risposte diverse, io ho elaborato una mia teoria, un po' bizzarra. Gli antichi distinguevano tre forme d'amore: eros, un amore che si nutre di mancanza, agàpe, l'amore per il divino e filia, l'amicizia, una relazione che si basa su un rapporto paritario, libero, senza smanie di possesso. Io direi eros, agàpe e gattofilia, perché i gatti sono gli esseri viventi che più incarnano questo tipo d'amore, molto intenso ma molto rispettoso. E poi, inutile negarlo, i piccoli felini rappresentano una fonte quotidiana di bellezza, come un'opera d'arte riuscita, il mare d'inverno o i leoni che ho amato e studiato durante lunghi viaggi nei parchi africani, il vantaggio è che i gatti sono a portata di mano, non serve nemmeno uscire di casa. E il mondo ha grande bisogno di bellezza".

Marina Mander
Il potere del miao
Libellule Mondadori
Pagg 144, euro 14