Passaparola

L'omofobia vista da un adolescente: "Siate liberi delle vostre scelte"

In "Omofollia" il 19enne Mattia Cesari racconta la propria esperienza, dal coming out sereno con i genitori al bullismo e agli episodi di intolleranza. Finché non è diventato una star dei social

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Che cosa succede quando un ragazzino comincia a riconoscere la sua identità sessuale? Come potrà, crescendo, misurarsi con l'omofobia che ancora esiste e resiste? E, se è giusto pretendere di fare coming out e dichiararsi al mondo intero, come e quando farlo per essere più forti di fronte alle inevitabili reazioni  degli "altri"? Mattia Cesari ha solo 19 anni ed è  già diventato un punto di riferimento per i suoi coetanei. Ha iniziato da adolescente a confrontarsi con l'ottusità diffusa che combatte e deride i gay, quella che lui definisce "Omofollia", lo stesso titolo del suo libro appena uscito per Rizzoli, con il racconto autobiografico , brillante e ironico, del suo percorso cominciato molti anni fa , attraverso scoperte, incontri e scontri; un viaggio attraverso il quale è riuscito ad aprire prima  piccole brecce nel muro dell'omofobia tuttora presente nella società, e poi dichiarandosi e lottando contro ogni oscurantismo.

Racconta Mattia Cesari, di quando ancora bambino, le sue coetanee definivano i suoi biondi capelli "da femmina" e le amicizie difficili, il bullismo inevitabile, le speranze e le delusioni degli anni della scuola. Mattia reagisce  presto e si trasforma in un personaggio nel web, posta video e messaggi sui social  e diventa immensamente popolare. Non è facile, le reazioni non sono tutte positive, ma lui ha voglia di crescere. E insiste, anche grazie a quanti trovano in lui una voce amica, di sostegno.

Omofollia è il racconto sincero della sua vita fino a oggi, quella di un adolescente normale che deve fare i conti con pregiudizi e chiusure, quella di un ragazzino che deve lottare per affermare la sua identità sessuale ma che, nel suo caso, ha almeno dalla sua parte genitori che lo amano e che lo comprendono. "Purtroppo non tutti hanno questa fortuna", dice e rilancia "trovare la forza di reagire è difficile, ma non impossibile..... Come poter pretendere di essere felici quando ci si ostina a non cercare la felicità?"
 
"Ho 19 anni e vi racconto come l'omofobia ha cambiato la mia vita", recita il sottotitolo del suo libro. ... già .., come l'ha cambiata?
"Ho cominciato a vedere tutto secondo altri punti di vista. Prima mi soffermavo solo su ciò che vedevo, senza approfondire né interessarmi di cosa si potesse celare dietro ogni singola persona o cosa. L'omofobia ti cambia, è inevitabile. Ti fa aprire gli occhi sul mondo in cui vivi, ti fa scoprire realtà che non hai mai nemmeno lontanamente immaginato potessero ancora esistere. L'omofobia cambia anche la vita dell'omofobo stesso. Quando un ragazzo omofobo manifesta il suo odio nei confronti della comunità gay, si sta automaticamente interessando a ciò che più lo terrorizza: la diversità. Per un omofobo ciò che non è uguale a lui è diverso, è sbagliato ed è ingiusto. L'omofobia mi ha aiutato ad accettare un qualcosa che tendevo a rinnegare. Può sembrare ridicolo, ma a volte sono stati proprio gli insulti a darmi la forza di reagire, di non stare in silenzio. Tutti almeno una volta ci sentiamo vittime. Il vero problema inizia quando cominciamo a sentirci tali. Sempre". 
 
 Effetti negativi e, se ce ne sono stati, positivi del suo aver fatto coming out. A che età l'ha fatto?
"Quando mi dichiarai, non fu una totale tragedia. I miei genitori sono persone molto tranquille, hanno una mentalità più che aperta e amano ascoltarmi. Non ci sono voluti troppi giri di parole, dopotutto lo avevano intuito. La cosa che più mi sorprende è stata che mio padre si interessava particolarmente a questa situazione, che riteneva delicata. Per lo più era semplicemente preoccupato che qualcuno potesse usare il mio orientamento sessuale contro di me un giorno, o peggio che qualcuno potesse farmi del male. Il problema venne quando dovetti dichiararmi al mondo intero. Fu una scelta azzardata quella di rivelarlo a tutti, mentirei se dicessi che non me ne pento affatto. Potessi tornare dietro affronterei il tutto con più attenzione. Quando feci coming out credevo sul serio di non arrivare ad avere problemi con le persone. Credevo che la società fosse pronta per questo, ma evidentemente mi sbagliavo. Ancora non lo è del tutto".
 
 Che consigli può dare ai più giovani per riconoscere e accettare la propria identità sessuale?
 "Di continuare a fare ciò che sempre hanno fatto, di sentirsi liberi di poter agire come si ritenga più opportuno. Potrebbero sembrare consigli banali, ma tutto dipende da noi. Trovare la serenità non è mai semplice e non servo certo io per dirlo. Ma a volte cercarla nelle piccole azioni non è mai sbagliato. E' difficile non ascoltare le persone che hanno sempre da dire qualcosa e capisco anche che non è mai facile non curarsi del pensiero altrui. Io sono stato un ragazzo fortunato a crescere in una famiglia di sani principi, che mi ha aiutato, sostenuto e amato. Purtroppo non tutti hanno questa fortuna, e spesso tanti ragazzi non riescono ad accettarsi per paura di una brusca reazione  da parte dei propri genitori. Trovare la forza di reagire è difficile, ma non impossibile. Basta semplicemente iniziare e vedere il mondo con altri occhi per capirne la vera essenza. Come poter pretendere di essere felici quando ci si ostina a non cercare la felicità?".
 
 
Mattia Cesari
Omofollia

Rizzoli
Pagg.195, euro 17