NON sono una novità, tra i gialli di successo, i detective cuochi raffinati dal palato infallibile e sempre vincenti. Di antica data, Nero Wolfe ideato da Rex Stout, o Pepe Carvahlo, creatura dalle mille risorse per la penna di Vàsquez-Montalbàn ma quando Brigitte Glaser, scrittrice tedesca di grande successo, nel 2001 ha inventato Katharina Schweitzer, la cuoca della Foresta nera era la prima donna ad entrare a far parte dell’olimpo letterario degli chef investigatori. Da allora le gesta di Katharina sono diventate una serie e, dopo Delitto al pepe rosa, sbarca ora in Italia l’ultimo episodio, Morte sotto spirito (Emons), appuntamento che cade in piena stagione modaiola che vede proliferare show e reality dedicati a cibo e gastronomia, tutti all’insegna dell’eccellenza, per la verità non sempre reale.
Nel caso di Katharina non è lei a cercare il mistero; è quasi sempre il delitto a capitare sulla sua strada. Accade per caso e il suo amore per la cucina e il suo carattere temerario s’intrecciano fra ricette, indagini e intuizioni, fino a dipanare l’enigma di turno. Questa volta Katharina, lasciata Colonia, torna nella sua Foresta nera per gestire la modesta locanda dei suoi genitori, accanto alla madre, una donna dispotica con cui lei ha ben poco da spartire. Ma non fa in tempo ad ambientarsi che ecco il suo destino incrociarsi di nuovo con un delitto da risolvere, quello di Konrad Hils, leader di un Comitato nato contro la costruzione di una nuova pista da sci indoor. Katharina è alle prese con torte e manicaretti, la sua attività non le impedisce però di gettarsi a capofitto nelle indagini. Anzi… Ironia e tasso alcolico accompagnano la chef e la sua amica Adela mentre indagano passando per rocambolesche avventure, tra piatti a base di ciliegie e di grappa locale. E per la gioia dei buongustai in vena di esperienze, a coronare una trama da intrattenimento-doc, in appendice al romanzo Katharina offre ai lettori le sue ricette della Foresta nera, una terra che, come racconta l’autrice nell’intervista che segue, riserva specialità gastronomiche di alta qualità. Buon divertimento e buon appetito!
Da cuoca a detective, chi è KatharinaSchweitzer?
Katharina è una donna nel fiore dei suoi quarant‘anni, non più tanto giovane, ma nemmeno anziana. Nel pieno della sua vita, insomma. Molto alta, procace, capelli ricci e rossi che contrastano con la pelle chiarissima e le lentiggini. Una donna che non si può non notare e che, a Carnevale, non potrebbe mai vestirsi da topolino. Cresciuta nella Foresta nera, dove i suoi genitori gestiscono una locanda, a diciassette anni decide di diventare cuoca come sua madre, anche se non vuole essere per niente come sua madre: dispotica ed egoista. Katharina non ha intenzione di gestire l’osteria di famiglia; desidera andarsene, viaggiare e vedere il mondo. Così fa un tirocinio a Strasburgo, poi si sposta a Firenze, Vienna e Bruxelles. Colonia è la città che la accoglie e lì apre un ristorante, come viene descritto nel terzo libro Mordstafel. A Colonia vive con Adela, un’ostetrica andata in pensione molto presto, e le due diventeranno buonissime amiche. Katharina è una cuoca molto esigente e ambiziosa che sogna una stella Michelin. Purtroppo però, il suo sogno non si è ancora realizzato perché il suo cammino è tempestato di omicidi. Non fidandosi della polizia, deve sempre cercare di risolvere questi casi da sola. Ma non ne è felice, non è affatto una Miss Marple, è più un personaggio alla Hitchcock, un‘investigatrice controvoglia, potremmo dire. Certo è che il suo fine fiuto da cuoca la aiuta tantissimo nel suo lavoro di detective.
Katharina è la protagonista di una serie fortunata. Quanto ha a che fare la scelta di una chef come protagonista di romanzi gialli con la moda oggi molto diffusa del cibo e della cucina?
Ho "trovato" Katharina nel 2001, quando ancora in tv non c’erano gli show di cucina. Esistevano già però alcuni gialli di argomento culinario dove la tavola veniva messa in pagina con piacere e in cui i detective o i commissari cucinavano o mangiavano di gusto, come Nero Wolfe di Rex Stout, Pepe Carvahlo di Vàsquez-Montalbàn o il commissario Montalbano di Andrea Camilleri. Ma una cuoca detective non esisteva ancora e così non ho dato vita a una detective che cucinava, ma a una cuoca che fa il detective. D’altronde era nelle mie corde perché amo stare ai fornelli e me la cavo anche piuttosto bene. Ma per tratteggiare il personaggio di Katharina mi dovevo occupare della cucina a livelli professionali, che non c’entra niente col cucinare a casa. Una brigata di cucina è strutturata militarmente. Il primo chef deve gestire severamente una sorta di "reggimento" i cui compiti sono divisi in modo rigoroso; i singoli lavoranti (il cuoco speciallizzato in salse, quello di pesce, il pasticciere) "stanno agli ordini", sempre sotto pressione, devono preparare i piatti a comando vocale e finire il lavoro tempestivamente. Cucinare è un lavoro molto stressante, dove si fatica molto ed è richiesta la massima concentrazione. Ha poco a che fare con quello che si vede in tv: quelli sono show, le vere cucine sono un’altra cosa. Ma è assolutamente possibile che le persone che si appassionano agli show di cucina si interessino anche ai gialli culinari, e questa sorta di moda contemporanea ha sicuramente influito sul successo di Katharina.
La ricetta migliore della Foresta nera eseguita da Katharina.
La Foresta nera è una montagna di media altezza con un terreno povero e inverni durissimi. A parte la segale, le patate, le mele e le pere cresce poco altro. Allevatori, mucche e maiali invece non mancano affatto. Il prosciutto della Foresta Nnra è molto famoso, ad esempio, e viene affumicato all’abete, vengono prodotte anche salsiccie molto buone. Tra le prelibatezze della zona inoltre, c’è un formaggio molto particolare, il Rahmkäse, che è simile alla vostra mozzarella. Ma con questo abbiamo detto tutto, le "golose" risorse della Foresta nera si esauriscono qui. Sotto la Foresta nera, però, c’è la pianura del Reno, la parte più calda e soleggiata della Germania, un giardino dell’Eden. Qui si coltivano la vite e tutti i tipi di frutta, asparagi e fragole, si producono le grappe migliori, in particolare la famosa Kirchwasser, la grappa di ciliege che in Morte sotto spirito ha un ruolo fondamentale. Sull’altro lato del Reno si trova l’Alsazia e la vicinanza con la Francia si riflette nella cucina squisita del Baden. Da nessun altra parte in Germania si cucina così bene e in nessun altra zona del Paese ci sono tanti ristoranti da tre stelle Michelin. In Morte sotto spirito ho messo solo ricette a base di grappa di ciliegie. E dal momento che Katharina è una pasticciera, ecco un dolce: il "Parfait al Kirsch": lo trovate a pagina 321.
Brigitte Glaser
Morte sotto spirito
Emons gialli tedeschi
Pagg.328, euro 12,50
Nel caso di Katharina non è lei a cercare il mistero; è quasi sempre il delitto a capitare sulla sua strada. Accade per caso e il suo amore per la cucina e il suo carattere temerario s’intrecciano fra ricette, indagini e intuizioni, fino a dipanare l’enigma di turno. Questa volta Katharina, lasciata Colonia, torna nella sua Foresta nera per gestire la modesta locanda dei suoi genitori, accanto alla madre, una donna dispotica con cui lei ha ben poco da spartire. Ma non fa in tempo ad ambientarsi che ecco il suo destino incrociarsi di nuovo con un delitto da risolvere, quello di Konrad Hils, leader di un Comitato nato contro la costruzione di una nuova pista da sci indoor. Katharina è alle prese con torte e manicaretti, la sua attività non le impedisce però di gettarsi a capofitto nelle indagini. Anzi… Ironia e tasso alcolico accompagnano la chef e la sua amica Adela mentre indagano passando per rocambolesche avventure, tra piatti a base di ciliegie e di grappa locale. E per la gioia dei buongustai in vena di esperienze, a coronare una trama da intrattenimento-doc, in appendice al romanzo Katharina offre ai lettori le sue ricette della Foresta nera, una terra che, come racconta l’autrice nell’intervista che segue, riserva specialità gastronomiche di alta qualità. Buon divertimento e buon appetito!
Da cuoca a detective, chi è KatharinaSchweitzer?
Katharina è una donna nel fiore dei suoi quarant‘anni, non più tanto giovane, ma nemmeno anziana. Nel pieno della sua vita, insomma. Molto alta, procace, capelli ricci e rossi che contrastano con la pelle chiarissima e le lentiggini. Una donna che non si può non notare e che, a Carnevale, non potrebbe mai vestirsi da topolino. Cresciuta nella Foresta nera, dove i suoi genitori gestiscono una locanda, a diciassette anni decide di diventare cuoca come sua madre, anche se non vuole essere per niente come sua madre: dispotica ed egoista. Katharina non ha intenzione di gestire l’osteria di famiglia; desidera andarsene, viaggiare e vedere il mondo. Così fa un tirocinio a Strasburgo, poi si sposta a Firenze, Vienna e Bruxelles. Colonia è la città che la accoglie e lì apre un ristorante, come viene descritto nel terzo libro Mordstafel. A Colonia vive con Adela, un’ostetrica andata in pensione molto presto, e le due diventeranno buonissime amiche. Katharina è una cuoca molto esigente e ambiziosa che sogna una stella Michelin. Purtroppo però, il suo sogno non si è ancora realizzato perché il suo cammino è tempestato di omicidi. Non fidandosi della polizia, deve sempre cercare di risolvere questi casi da sola. Ma non ne è felice, non è affatto una Miss Marple, è più un personaggio alla Hitchcock, un‘investigatrice controvoglia, potremmo dire. Certo è che il suo fine fiuto da cuoca la aiuta tantissimo nel suo lavoro di detective.
Katharina è la protagonista di una serie fortunata. Quanto ha a che fare la scelta di una chef come protagonista di romanzi gialli con la moda oggi molto diffusa del cibo e della cucina?
Ho "trovato" Katharina nel 2001, quando ancora in tv non c’erano gli show di cucina. Esistevano già però alcuni gialli di argomento culinario dove la tavola veniva messa in pagina con piacere e in cui i detective o i commissari cucinavano o mangiavano di gusto, come Nero Wolfe di Rex Stout, Pepe Carvahlo di Vàsquez-Montalbàn o il commissario Montalbano di Andrea Camilleri. Ma una cuoca detective non esisteva ancora e così non ho dato vita a una detective che cucinava, ma a una cuoca che fa il detective. D’altronde era nelle mie corde perché amo stare ai fornelli e me la cavo anche piuttosto bene. Ma per tratteggiare il personaggio di Katharina mi dovevo occupare della cucina a livelli professionali, che non c’entra niente col cucinare a casa. Una brigata di cucina è strutturata militarmente. Il primo chef deve gestire severamente una sorta di "reggimento" i cui compiti sono divisi in modo rigoroso; i singoli lavoranti (il cuoco speciallizzato in salse, quello di pesce, il pasticciere) "stanno agli ordini", sempre sotto pressione, devono preparare i piatti a comando vocale e finire il lavoro tempestivamente. Cucinare è un lavoro molto stressante, dove si fatica molto ed è richiesta la massima concentrazione. Ha poco a che fare con quello che si vede in tv: quelli sono show, le vere cucine sono un’altra cosa. Ma è assolutamente possibile che le persone che si appassionano agli show di cucina si interessino anche ai gialli culinari, e questa sorta di moda contemporanea ha sicuramente influito sul successo di Katharina.
La ricetta migliore della Foresta nera eseguita da Katharina.
La Foresta nera è una montagna di media altezza con un terreno povero e inverni durissimi. A parte la segale, le patate, le mele e le pere cresce poco altro. Allevatori, mucche e maiali invece non mancano affatto. Il prosciutto della Foresta Nnra è molto famoso, ad esempio, e viene affumicato all’abete, vengono prodotte anche salsiccie molto buone. Tra le prelibatezze della zona inoltre, c’è un formaggio molto particolare, il Rahmkäse, che è simile alla vostra mozzarella. Ma con questo abbiamo detto tutto, le "golose" risorse della Foresta nera si esauriscono qui. Sotto la Foresta nera, però, c’è la pianura del Reno, la parte più calda e soleggiata della Germania, un giardino dell’Eden. Qui si coltivano la vite e tutti i tipi di frutta, asparagi e fragole, si producono le grappe migliori, in particolare la famosa Kirchwasser, la grappa di ciliege che in Morte sotto spirito ha un ruolo fondamentale. Sull’altro lato del Reno si trova l’Alsazia e la vicinanza con la Francia si riflette nella cucina squisita del Baden. Da nessun altra parte in Germania si cucina così bene e in nessun altra zona del Paese ci sono tanti ristoranti da tre stelle Michelin. In Morte sotto spirito ho messo solo ricette a base di grappa di ciliegie. E dal momento che Katharina è una pasticciera, ecco un dolce: il "Parfait al Kirsch": lo trovate a pagina 321.
Brigitte Glaser
Morte sotto spirito
Emons gialli tedeschi
Pagg.328, euro 12,50