COME ci esprimiamo? L'uso della lingua italiana, scritta o parlata, è il nostro biglietto da visita ogni volta che entriamo in contatto con qualcuno e in ogni occasione, pubblica o privata. Saper usare il tono giusto, scrivere con correttezza, rispettare la grammatica e saper collegare le frasi; è questo il minimo indispensabile per comunicare nella lingua reale e non in quella "di plastica", che non rispetta né regole né buon senso.
Ma si può migliorare? E' possibile evitare gli strafalcioni, le inesattezze diventate luoghi comuni, e risolvere "definitivamente" i dubbi che ciascuno si trova ad affrontare ogni giorno? E' quanto promette Senza neanche un errore, il nuovo manuale firmato da due esperti in materia, Valeria Della Valle e Giuseppe Patota che, al buon uso della lingua italiana, hanno dedicato finora dodici libri, tutti di successo.
Obiettivo è insegnare il linguaggio corretto per ogni situazione. E anche questa volta gli autori affrontano la sfida con il consueto pragmatismo, servendosi di indicazioni semplici e precise arricchite da esempi e testi confezionati ad hoc: quando e come usare congiuntivo e condizionali, come accentare le parole di uso comune che non si sa mai come pronunciare, come usare le congiunzioni, come schivare le trappole dell'ortografia, o come evitare i modi di esprimersi diffusi da cattivi modelli.
Per usare al meglio l'italiano sono indispensabili una buona dose d'intraprendenza e molto rispetto per le regole, avvertono i due autori. In sintesi: la prima necessità esorta all'uso corretto di nuove parole imposte dall'evoluzione dei tempi e della logica, come ministra o avvocata; la seconda serve a evitare le frasi fatte o i modi dire alla moda che suggeriscono di usare "team", invece che gruppo di lavoro o "spending review" al posto di tagli alle spese, ma anche a usare correttamente la punteggiatura o le virgolette, certe forme verbali irregolari o le parole composte di maggiore diffusione.
A Valeria Della Valle e Giuseppe Patota va riconosciuto il grande merito di avere, negli anni, insegnato e diffuso l'uso della grammatica italiana in modo efficace e divertente. Senza neanche un errore conferma la loro abilità di linguisti divulgatori e si rivela una guida essenziale per esprimersi in una lingua "viva, ricca e aperta", e "senza neanche un errore".
L'importanza di esprimersi in italiano corretto, al tempo del web.
"Oggi è più che mai importante esprimersi in un italiano corretto. Al tempo del web qualcuno pensa che ogni trasgressione linguistica sia lecita, in nome della libertà individuale a mettere in rete le proprie opinioni e i propri sfoghi. Ma nelle situazioni diverse dagli incontri nei social network si viene ancora giudicati in base alla lingua che si usa. L'italiano è il primo biglietto da visita di una persona: nelle interviste, nei colloqui di lavoro, nei contatti con chi non conosciamo, appena apriamo bocca o scriviamo una lettera o un curriculum, diamo di noi la rappresentazione più reale. Lo strafalcione, la costruzione sintattica zoppicante, la parola usata a sproposito rivelano immediatamente la mancanza di cultura, l'approssimazione, e perfino il poco rispetto nei confronti dell'interlocutore. Che cosa vuol dire, oggi, esprimersi in buon italiano? Significa, a nostro avviso, saper fare quattro cose: nel parlato, adattare il tono della lingua alla situazione; nello scritto, non trascurare gli aspetti formali; in entrambi, dominare le regole essenziali della grammatica e combinare le parole e le frasi in modo corretto".
Gli errori più frequenti da correggere subito
"Quando si scrive, alcuni errori fanno fare una pessima figura. Attenzione, dunque, a rileggere sempre quello che spediamo troppo frettolosamente, e attenzione a non fidarci del correttore automatico! Ecco qualche esempio di errori oggi molto comuni : "po'" scritto con l'accento invece che la forma corretta "po'" con l'apostrofo; "qual'è" scritto con l'apostrofo mentre deve essere scritto senza; "davanti la casa" invece del corretto "davanti alla casa"; "fuori la porta" invece del corretto "fuori dalla porta"; le frasi introdotte da "malgrado che", "a condizione che" prive di congiuntivo; le forme "sò" e "sà" del verbo "sapere" scritte con l'accento, mentre devono essere scritte senza. L'elenco è lungo e potrebbe continuare, ma preferiamo rimandare a quello che abbiamo scritto".
La vostra è una guida preziosa. Come utilizzarla al meglio?
"Il nostro libro, come i dodici che abbiamo scritto prima di questo, vuole aiutare i lettori a fare un controllo del proprio modo di parlare e di scrivere. Li vogliamo aiutare senza atteggiamenti da professori pedanti, ma in modo amichevole, senza mettere soggezione. "Senza neanche un errore" non è un libro da leggere tutto di seguito, ma scegliendo qua e là gli argomenti che interessano, o quelli nei quali ci si sente più "a rischio d'errore". Nell'ultima parte abbiamo aggiunto un capitolo intitolato "Italiano da evitare", dedicato a cinque modelli di italiano da cui tenersi alla larga, se ci si vuole esprimere bene: il burocratese, l'aziendalese, lo scolastichese, l'itanglese, il digitalese. Più che per la morte del congiuntivo siamo preoccupati per il diffondersi, non solo nel web, di una lingua di plastica fatta di luoghi comuni, volgarità, frasi fatte e inglese usato a sproposito. Con i nostri suggerimenti vogliamo incoraggiare l'uso di una buona lingua italiana: una lingua viva, ricca, aperta, ma non succube delle mode per snobismo provinciale o per imitazione di modelli considerati, a torto, più prestigiosi".
Valeria Della Valle
Giuseppe Patota
Senza neanche un errore
Sperling&Kupfer
Pagg.210, euro 17
Ma si può migliorare? E' possibile evitare gli strafalcioni, le inesattezze diventate luoghi comuni, e risolvere "definitivamente" i dubbi che ciascuno si trova ad affrontare ogni giorno? E' quanto promette Senza neanche un errore, il nuovo manuale firmato da due esperti in materia, Valeria Della Valle e Giuseppe Patota che, al buon uso della lingua italiana, hanno dedicato finora dodici libri, tutti di successo.
Obiettivo è insegnare il linguaggio corretto per ogni situazione. E anche questa volta gli autori affrontano la sfida con il consueto pragmatismo, servendosi di indicazioni semplici e precise arricchite da esempi e testi confezionati ad hoc: quando e come usare congiuntivo e condizionali, come accentare le parole di uso comune che non si sa mai come pronunciare, come usare le congiunzioni, come schivare le trappole dell'ortografia, o come evitare i modi di esprimersi diffusi da cattivi modelli.
Per usare al meglio l'italiano sono indispensabili una buona dose d'intraprendenza e molto rispetto per le regole, avvertono i due autori. In sintesi: la prima necessità esorta all'uso corretto di nuove parole imposte dall'evoluzione dei tempi e della logica, come ministra o avvocata; la seconda serve a evitare le frasi fatte o i modi dire alla moda che suggeriscono di usare "team", invece che gruppo di lavoro o "spending review" al posto di tagli alle spese, ma anche a usare correttamente la punteggiatura o le virgolette, certe forme verbali irregolari o le parole composte di maggiore diffusione.
A Valeria Della Valle e Giuseppe Patota va riconosciuto il grande merito di avere, negli anni, insegnato e diffuso l'uso della grammatica italiana in modo efficace e divertente. Senza neanche un errore conferma la loro abilità di linguisti divulgatori e si rivela una guida essenziale per esprimersi in una lingua "viva, ricca e aperta", e "senza neanche un errore".
L'importanza di esprimersi in italiano corretto, al tempo del web.
"Oggi è più che mai importante esprimersi in un italiano corretto. Al tempo del web qualcuno pensa che ogni trasgressione linguistica sia lecita, in nome della libertà individuale a mettere in rete le proprie opinioni e i propri sfoghi. Ma nelle situazioni diverse dagli incontri nei social network si viene ancora giudicati in base alla lingua che si usa. L'italiano è il primo biglietto da visita di una persona: nelle interviste, nei colloqui di lavoro, nei contatti con chi non conosciamo, appena apriamo bocca o scriviamo una lettera o un curriculum, diamo di noi la rappresentazione più reale. Lo strafalcione, la costruzione sintattica zoppicante, la parola usata a sproposito rivelano immediatamente la mancanza di cultura, l'approssimazione, e perfino il poco rispetto nei confronti dell'interlocutore. Che cosa vuol dire, oggi, esprimersi in buon italiano? Significa, a nostro avviso, saper fare quattro cose: nel parlato, adattare il tono della lingua alla situazione; nello scritto, non trascurare gli aspetti formali; in entrambi, dominare le regole essenziali della grammatica e combinare le parole e le frasi in modo corretto".
Gli errori più frequenti da correggere subito
"Quando si scrive, alcuni errori fanno fare una pessima figura. Attenzione, dunque, a rileggere sempre quello che spediamo troppo frettolosamente, e attenzione a non fidarci del correttore automatico! Ecco qualche esempio di errori oggi molto comuni : "po'" scritto con l'accento invece che la forma corretta "po'" con l'apostrofo; "qual'è" scritto con l'apostrofo mentre deve essere scritto senza; "davanti la casa" invece del corretto "davanti alla casa"; "fuori la porta" invece del corretto "fuori dalla porta"; le frasi introdotte da "malgrado che", "a condizione che" prive di congiuntivo; le forme "sò" e "sà" del verbo "sapere" scritte con l'accento, mentre devono essere scritte senza. L'elenco è lungo e potrebbe continuare, ma preferiamo rimandare a quello che abbiamo scritto".
La vostra è una guida preziosa. Come utilizzarla al meglio?
"Il nostro libro, come i dodici che abbiamo scritto prima di questo, vuole aiutare i lettori a fare un controllo del proprio modo di parlare e di scrivere. Li vogliamo aiutare senza atteggiamenti da professori pedanti, ma in modo amichevole, senza mettere soggezione. "Senza neanche un errore" non è un libro da leggere tutto di seguito, ma scegliendo qua e là gli argomenti che interessano, o quelli nei quali ci si sente più "a rischio d'errore". Nell'ultima parte abbiamo aggiunto un capitolo intitolato "Italiano da evitare", dedicato a cinque modelli di italiano da cui tenersi alla larga, se ci si vuole esprimere bene: il burocratese, l'aziendalese, lo scolastichese, l'itanglese, il digitalese. Più che per la morte del congiuntivo siamo preoccupati per il diffondersi, non solo nel web, di una lingua di plastica fatta di luoghi comuni, volgarità, frasi fatte e inglese usato a sproposito. Con i nostri suggerimenti vogliamo incoraggiare l'uso di una buona lingua italiana: una lingua viva, ricca, aperta, ma non succube delle mode per snobismo provinciale o per imitazione di modelli considerati, a torto, più prestigiosi".
Valeria Della Valle
Giuseppe Patota
Senza neanche un errore
Sperling&Kupfer
Pagg.210, euro 17