'Senza neanche un errore': come evitare strafalcioni e parlare sempre un italiano corretto
Silvana MazzocchiIndicazioni semplici e precise, testi ed esempi confezionati ad hoc: è il nuovo manuale firmato da due esperti in materia, Valeria Della Valle e Giuseppe Patota. "Al tempo del web qualcuno pensa che ogni trasgressione linguistica sia lecita ma si viene ancora giudicati in base alla lingua che si usa. E' il primo biglietto da visita di una persona"
COME ci esprimiamo? L'uso della lingua italiana, scritta o parlata, è il nostro biglietto da visita ogni volta che entriamo in contatto con qualcuno e in ogni occasione, pubblica o privata. Saper usare il tono giusto, scrivere con correttezza, rispettare la grammatica e saper collegare le frasi; è questo il minimo indispensabile per comunicare nella lingua reale e non in quella "di plastica", che non rispetta né regole né buon senso.
Ma si può migliorare? E' possibile evitare gli strafalcioni, le inesattezze diventate luoghi comuni, e risolvere "definitivamente" i dubbi che ciascuno si trova ad affrontare ogni giorno? E' quanto promette Senza neanche un errore, il nuovo manuale firmato da due esperti in materia, Valeria Della Valle e Giuseppe Patota che, al buon uso della lingua italiana, hanno dedicato finora dodici libri, tutti di successo.
Obiettivo è insegnare il linguaggio corretto per ogni si…
Ma si può migliorare? E' possibile evitare gli strafalcioni, le inesattezze diventate luoghi comuni, e risolvere "definitivamente" i dubbi che ciascuno si trova ad affrontare ogni giorno? E' quanto promette Senza neanche un errore, il nuovo manuale firmato da due esperti in materia, Valeria Della Valle e Giuseppe Patota che, al buon uso della lingua italiana, hanno dedicato finora dodici libri, tutti di successo.
Obiettivo è insegnare il linguaggio corretto per ogni si…
COME ci esprimiamo? L'uso della lingua italiana, scritta o parlata, è il nostro biglietto da visita ogni volta che entriamo in contatto con qualcuno e in ogni occasione, pubblica o privata. Saper usare il tono giusto, scrivere con correttezza, rispettare la grammatica e saper collegare le frasi; è questo il minimo indispensabile per comunicare nella lingua reale e non in quella "di plastica", che non rispetta né regole né buon senso.
Ma si può migliorare? E' possibile evitare gli strafalcioni, le inesattezze diventate luoghi comuni, e risolvere "definitivamente" i dubbi che ciascuno si trova ad affrontare ogni giorno? E' quanto promette Senza neanche un errore, il nuovo manuale firmato da due esperti in materia, Valeria Della Valle e Giuseppe Patota che, al buon uso della lingua italiana, hanno dedicato finora dodici libri, tutti di successo.
Obiettivo è insegnare il linguaggio corretto per ogni situazione. E anche questa volta gli autori affrontano la sfida con il consueto pragmatismo, servendosi di indicazioni semplici e precise arricchite da esempi e testi confezionati ad hoc: quando e come usare congiuntivo e condizionali, come accentare le parole di uso comune che non si sa mai come pronunciare, come usare le congiunzioni, come schivare le trappole dell'ortografia, o come evitare i modi di esprimersi diffusi da cattivi modelli.
Per usare al meglio l'italiano sono indispensabili una buona dose d'intraprendenza e molto rispetto per le regole, avvertono i due autori. In sintesi: la prima necessità esorta all'uso corretto di nuove parole imposte dall'evoluzione dei tempi e della logica, come ministra o avvocata; la seconda serve a evitare le frasi fatte o i modi dire alla moda che suggeriscono di usare "team", invece che gruppo di lavoro o "spending review" al posto di tagli alle spese, ma anche a usare correttamente la punteggiatura o le virgolette, certe forme verbali irregolari o le parole composte di maggiore diffusione.
A Valeria Della Valle e Giuseppe Patota va riconosciuto il grande merito di avere, negli anni, insegnato e diffuso l'uso della grammatica italiana in modo efficace e divertente. Senza neanche un errore conferma la loro abilità di linguisti divulgatori e si rivela una guida essenziale per esprimersi in una lingua "viva, ricca e aperta", e "senza neanche un errore".
L'importanza di esprimersi in italiano corretto, al tempo del web.
"Oggi è più che mai importante esprimersi in un italiano corretto. Al tempo del web qualcuno pensa che ogni trasgressione linguistica sia lecita, in nome della libertà individuale a mettere in rete le proprie opinioni e i propri sfoghi. Ma nelle situazioni diverse dagli incontri nei social network si viene ancora giudicati in base alla lingua che si usa. L'italiano è il primo biglietto da visita di una persona: nelle interviste, nei colloqui di lavoro, nei contatti con chi non conosciamo, appena apriamo bocca o scriviamo una lettera o un curriculum, diamo di noi la rappresentazione più reale. Lo strafalcione, la costruzione sintattica zoppicante, la parola usata a sproposito rivelano immediatamente la mancanza di cultura, l'approssimazione, e perfino il poco rispetto nei confronti dell'interlocutore. Che cosa vuol dire, oggi, esprimersi in buon italiano? Significa, a nostro avviso, saper fare quattro cose: nel parlato, adattare il tono della lingua alla situazione; nello scritto, non trascurare gli aspetti formali; in entrambi, dominare le regole essenziali della grammatica e combinare le parole e le frasi in modo corretto".
Gli errori più frequenti da correggere subito
"Quando si scrive, alcuni errori fanno fare una pessima figura. Attenzione, dunque, a rileggere sempre quello che spediamo troppo frettolosamente, e attenzione a non fidarci del correttore automatico! Ecco qualche esempio di errori oggi molto comuni : "po'" scritto con l'accento invece che la forma corretta "po'" con l'apostrofo; "qual'è" scritto con l'apostrofo mentre deve essere scritto senza; "davanti la casa" invece del corretto "davanti alla casa"; "fuori la porta" invece del corretto "fuori dalla porta"; le frasi introdotte da "malgrado che", "a condizione che" prive di congiuntivo; le forme "sò" e "sà" del verbo "sapere" scritte con l'accento, mentre devono essere scritte senza. L'elenco è lungo e potrebbe continuare, ma preferiamo rimandare a quello che abbiamo scritto".
La vostra è una guida preziosa. Come utilizzarla al meglio?
"Il nostro libro, come i dodici che abbiamo scritto prima di questo, vuole aiutare i lettori a fare un controllo del proprio modo di parlare e di scrivere. Li vogliamo aiutare senza atteggiamenti da professori pedanti, ma in modo amichevole, senza mettere soggezione. "Senza neanche un errore" non è un libro da leggere tutto di seguito, ma scegliendo qua e là gli argomenti che interessano, o quelli nei quali ci si sente più "a rischio d'errore". Nell'ultima parte abbiamo aggiunto un capitolo intitolato "Italiano da evitare", dedicato a cinque modelli di italiano da cui tenersi alla larga, se ci si vuole esprimere bene: il burocratese, l'aziendalese, lo scolastichese, l'itanglese, il digitalese. Più che per la morte del congiuntivo siamo preoccupati per il diffondersi, non solo nel web, di una lingua di plastica fatta di luoghi comuni, volgarità, frasi fatte e inglese usato a sproposito. Con i nostri suggerimenti vogliamo incoraggiare l'uso di una buona lingua italiana: una lingua viva, ricca, aperta, ma non succube delle mode per snobismo provinciale o per imitazione di modelli considerati, a torto, più prestigiosi".
Valeria Della Valle
Giuseppe Patota
Senza neanche un errore
Sperling&Kupfer
Pagg.210, euro 17
Ma si può migliorare? E' possibile evitare gli strafalcioni, le inesattezze diventate luoghi comuni, e risolvere "definitivamente" i dubbi che ciascuno si trova ad affrontare ogni giorno? E' quanto promette Senza neanche un errore, il nuovo manuale firmato da due esperti in materia, Valeria Della Valle e Giuseppe Patota che, al buon uso della lingua italiana, hanno dedicato finora dodici libri, tutti di successo.
Obiettivo è insegnare il linguaggio corretto per ogni situazione. E anche questa volta gli autori affrontano la sfida con il consueto pragmatismo, servendosi di indicazioni semplici e precise arricchite da esempi e testi confezionati ad hoc: quando e come usare congiuntivo e condizionali, come accentare le parole di uso comune che non si sa mai come pronunciare, come usare le congiunzioni, come schivare le trappole dell'ortografia, o come evitare i modi di esprimersi diffusi da cattivi modelli.
Per usare al meglio l'italiano sono indispensabili una buona dose d'intraprendenza e molto rispetto per le regole, avvertono i due autori. In sintesi: la prima necessità esorta all'uso corretto di nuove parole imposte dall'evoluzione dei tempi e della logica, come ministra o avvocata; la seconda serve a evitare le frasi fatte o i modi dire alla moda che suggeriscono di usare "team", invece che gruppo di lavoro o "spending review" al posto di tagli alle spese, ma anche a usare correttamente la punteggiatura o le virgolette, certe forme verbali irregolari o le parole composte di maggiore diffusione.
A Valeria Della Valle e Giuseppe Patota va riconosciuto il grande merito di avere, negli anni, insegnato e diffuso l'uso della grammatica italiana in modo efficace e divertente. Senza neanche un errore conferma la loro abilità di linguisti divulgatori e si rivela una guida essenziale per esprimersi in una lingua "viva, ricca e aperta", e "senza neanche un errore".
L'importanza di esprimersi in italiano corretto, al tempo del web.
"Oggi è più che mai importante esprimersi in un italiano corretto. Al tempo del web qualcuno pensa che ogni trasgressione linguistica sia lecita, in nome della libertà individuale a mettere in rete le proprie opinioni e i propri sfoghi. Ma nelle situazioni diverse dagli incontri nei social network si viene ancora giudicati in base alla lingua che si usa. L'italiano è il primo biglietto da visita di una persona: nelle interviste, nei colloqui di lavoro, nei contatti con chi non conosciamo, appena apriamo bocca o scriviamo una lettera o un curriculum, diamo di noi la rappresentazione più reale. Lo strafalcione, la costruzione sintattica zoppicante, la parola usata a sproposito rivelano immediatamente la mancanza di cultura, l'approssimazione, e perfino il poco rispetto nei confronti dell'interlocutore. Che cosa vuol dire, oggi, esprimersi in buon italiano? Significa, a nostro avviso, saper fare quattro cose: nel parlato, adattare il tono della lingua alla situazione; nello scritto, non trascurare gli aspetti formali; in entrambi, dominare le regole essenziali della grammatica e combinare le parole e le frasi in modo corretto".
Gli errori più frequenti da correggere subito
"Quando si scrive, alcuni errori fanno fare una pessima figura. Attenzione, dunque, a rileggere sempre quello che spediamo troppo frettolosamente, e attenzione a non fidarci del correttore automatico! Ecco qualche esempio di errori oggi molto comuni : "po'" scritto con l'accento invece che la forma corretta "po'" con l'apostrofo; "qual'è" scritto con l'apostrofo mentre deve essere scritto senza; "davanti la casa" invece del corretto "davanti alla casa"; "fuori la porta" invece del corretto "fuori dalla porta"; le frasi introdotte da "malgrado che", "a condizione che" prive di congiuntivo; le forme "sò" e "sà" del verbo "sapere" scritte con l'accento, mentre devono essere scritte senza. L'elenco è lungo e potrebbe continuare, ma preferiamo rimandare a quello che abbiamo scritto".
La vostra è una guida preziosa. Come utilizzarla al meglio?
"Il nostro libro, come i dodici che abbiamo scritto prima di questo, vuole aiutare i lettori a fare un controllo del proprio modo di parlare e di scrivere. Li vogliamo aiutare senza atteggiamenti da professori pedanti, ma in modo amichevole, senza mettere soggezione. "Senza neanche un errore" non è un libro da leggere tutto di seguito, ma scegliendo qua e là gli argomenti che interessano, o quelli nei quali ci si sente più "a rischio d'errore". Nell'ultima parte abbiamo aggiunto un capitolo intitolato "Italiano da evitare", dedicato a cinque modelli di italiano da cui tenersi alla larga, se ci si vuole esprimere bene: il burocratese, l'aziendalese, lo scolastichese, l'itanglese, il digitalese. Più che per la morte del congiuntivo siamo preoccupati per il diffondersi, non solo nel web, di una lingua di plastica fatta di luoghi comuni, volgarità, frasi fatte e inglese usato a sproposito. Con i nostri suggerimenti vogliamo incoraggiare l'uso di una buona lingua italiana: una lingua viva, ricca, aperta, ma non succube delle mode per snobismo provinciale o per imitazione di modelli considerati, a torto, più prestigiosi".
Valeria Della Valle
Giuseppe Patota
Senza neanche un errore
Sperling&Kupfer
Pagg.210, euro 17