Donne al bivio
Silvana Mazzocchi, di SILVANA MAZZOCCHIÈ l’età di mezzo quella ideale per cambiare rotta. Ivana Castoldi è convinta che cambiare rotta, quando non si hanno più vent’anni, è possibile. Un libro che indica come ci si rimette in gioco
È l'età di mezzo quella ideale per cambiare rotta. Certo non obbligatoriamente; può darsi che al bilancio dell’esistenza, le scelte fatte appaiano soddisfacenti. E allora procedete pure sullo stesso sentiero. Ma se così non fosse, accettate la sfida, pianificate il futuro e ricominciate da capo. Ivana Castoldi, psicologa e psicoterapeuta , autrice di numerosi saggi dedicati al benessere delle donne non ha dubbi.
A ogni donna capita di rivolgere a se stessa domande cruciali: è questa la vita che volevo? Sono delusa, ho rimpianti? Come sono i miei rapporti coniugali, famigliari, amicali? Posso ancora sperare di cambiare? E spesso le risposte rimangono congelate, mentre gli anni passano, fino a quando si ha l’impressione che, sfumata l’occasione di affrontare la realtà, non restino che rimpianti e frustrazione.
È la premessa di Donne al bivio, un libro dedicato a chi desidera essere protagonista de…
A ogni donna capita di rivolgere a se stessa domande cruciali: è questa la vita che volevo? Sono delusa, ho rimpianti? Come sono i miei rapporti coniugali, famigliari, amicali? Posso ancora sperare di cambiare? E spesso le risposte rimangono congelate, mentre gli anni passano, fino a quando si ha l’impressione che, sfumata l’occasione di affrontare la realtà, non restino che rimpianti e frustrazione.
È la premessa di Donne al bivio, un libro dedicato a chi desidera essere protagonista de…
È l'età di mezzo quella ideale per cambiare rotta. Certo non obbligatoriamente; può darsi che al bilancio dell’esistenza, le scelte fatte appaiano soddisfacenti. E allora procedete pure sullo stesso sentiero. Ma se così non fosse, accettate la sfida, pianificate il futuro e ricominciate da capo. Ivana Castoldi, psicologa e psicoterapeuta , autrice di numerosi saggi dedicati al benessere delle donne non ha dubbi.
A ogni donna capita di rivolgere a se stessa domande cruciali: è questa la vita che volevo? Sono delusa, ho rimpianti? Come sono i miei rapporti coniugali, famigliari, amicali? Posso ancora sperare di cambiare? E spesso le risposte rimangono congelate, mentre gli anni passano, fino a quando si ha l’impressione che, sfumata l’occasione di affrontare la realtà, non restino che rimpianti e frustrazione.
È la premessa di Donne al bivio, un libro dedicato a chi desidera essere protagonista della propria vita e a chi si trova a dover fare i conti con un’esistenza non soddisfacente. Ed è una guida per chi voglia analizzare il percorso compiuto per affrontare al meglio il futuro.
Ma attenzione, il tempo ideale per i bilanci e per le scelte è quello della piena maturità, quando ogni donna vive 'un desiderio di riscatto che anima la sua ricerca di senso della vita'. Perché, se l’età garantisce maggiore consapevolezza e una certa esperienza, è anche vero che, con il passare degli anni, sarà sempre più difficile accettare di rimettersi in gioco e allora è più probabile che ci si lasci andare fino a farsi sfuggire l’occasione che scivola 'come fosse sabbia fra le dita'.
Donne al bivio affronta le tematiche femminili relative ai vari passaggi dell’esistenza e ci aiuta a rivalutare quel senso di precarietà che tutti sentiamo e a coglierne l’effetto benefico. Precarietà dell’esistenza che, mentre trasmette ansie e timori, diventa anche un volano, una spinta per cercare una sempre maggiore serenità. Coraggio dunque: rimettersi in gioco quando non si hanno più i vent’anni, si può. E se di anni ne abbiamo il doppio o anche il triplo, è anche meglio.
Donne al bivio, a quale età?
Nella storia di ogni donna possono presentarsi, a scadenze più o meno regolari, diverse occasioni di ripensamento e di svolta riguardo al corso della propria esistenza. Quindi non è raro trovarsi di fronte a un bivio che obbliga a una resa dei conti e alla formulazione di nuovi progetti. Tuttavia, con l’ingresso nell’età matura, si arriva in genere al bivio decisivo: o confermare le scelte fatte in precedenza in diversi ambiti (amore, famiglia, lavoro…) o rivedere la pianificazione del proprio futuro e cambiare direzione.
È bene non fallire l’appuntamento perché, superati gli anni centrali della vita, spesso i giochi sono fatti e diventa sempre più difficile cambiare il proprio destino, anche se, volendolo con tenacia, non è impossibile. Con l'avanzare degli anni, infatti, si assottiglia inevitabilmente il ventaglio delle opportunità e aumenta il carico di vincoli e responsabilità.
Molte aspettative e diversi progetti della prima giovinezza potrebbero essere sfumati; la lista dei desideri rimasti inappagati potrebbe essersi allungata. Ecco, dunque, che potrebbe aprirsi una stagione delicata all’insegna del cambiamento, per ripartire con rinnovate energie lungo un'altra direzione.
Quali sono le domande chiave che una donna dovrebbe farsi per decidere se cambiare vita o se accettare quella che ha?
La possibilità di cambiare la nostra vita è molto spesso, almeno in buona parte, indipendente dalla volontà. Pertanto, il primo passo consiste nel domandarsi se esistono i presupposti concreti per farlo, valutando realisticamente i vincoli che limitano la libertà personale e le risorse che la favoriscono.
Il grado di autonomia raggiunto da ogni donna (come minimo: un’indipendenza economica che garantisca la sussistenza e la capacità di affrontare un’eventuale solitudine) è un fattore essenziale. Le donne, quando decidono di cambiare vita (separazioni, ricerca di nuovi interessi e una diversa organizzazione del loro tempo...), non avranno tanti alleati: non incontreranno facilmente favore e comprensione. Bisogna quindi domandarsi quanto sia salda la propria motivazione.
Una disamina realistica della propria condizione deve comunque implicare anche la valutazione degli aspetti positivi, come le conquiste fatte, alcune mete raggiunte e, soprattutto, eventuali buone relazioni affettive supportanti. Forse, in diversi casi, vale la pena di conservare e valorizzare qualche elemento di un quadro che, con qualche pennellata in più, potrebbe tornare ad apparire allettante.
Come individuare nuove possibilità? Ecome ridefinire al meglio i propri rapporti famigliari e relazioni?
Non esiste ovviamente una ricetta valida per tutte. Molte donne si lamentano di non avere preferenze o inclinazioni, né la fantasia per prospettarsi nuovi scenari più appaganti. In realtà, probabilmente non si conoscono abbastanza e non sanno ascoltarsi. Ci sono sempre dei segnali che possono fornire indicazioni preziose circa i propri bisogni. È difficile non avere 'sensazioni': un'ombra di nostalgia, un flash che balena nella mente, una curiosità che si risveglia, il ricordo di un proposito che abbiamo tralasciato, un interesse prematuramente spento… Bisogna avere voglia di recuperare ogni stimolo per lasciarsi guidare lungo nuovi percorsi di vita.
Ridefinire le proprie relazioni affettive (sentimentali e famigliari) è forse il punto più dolente. Le donne, soprattutto quelle più mature, sono al centro di una fitta rete di rapporti che chiede di essere salvaguardata. Può andare bene farlo a patto di non annullarsi e di non sottrarre troppo tempo ed energie alla legittima ricerca di risposte per soddisfare anche le proprie esigenze, fisiche ed emotive. Perciò è indispensabile imparare a fronteggiare i sensi di colpa che la responsabilità nei confronti di coloro che amiamo facilmente alimenta
Ivana Castoldi
Donne al bivio
Feltrinelli
Pagg. 174, euro 14
A ogni donna capita di rivolgere a se stessa domande cruciali: è questa la vita che volevo? Sono delusa, ho rimpianti? Come sono i miei rapporti coniugali, famigliari, amicali? Posso ancora sperare di cambiare? E spesso le risposte rimangono congelate, mentre gli anni passano, fino a quando si ha l’impressione che, sfumata l’occasione di affrontare la realtà, non restino che rimpianti e frustrazione.
È la premessa di Donne al bivio, un libro dedicato a chi desidera essere protagonista della propria vita e a chi si trova a dover fare i conti con un’esistenza non soddisfacente. Ed è una guida per chi voglia analizzare il percorso compiuto per affrontare al meglio il futuro.
Ma attenzione, il tempo ideale per i bilanci e per le scelte è quello della piena maturità, quando ogni donna vive 'un desiderio di riscatto che anima la sua ricerca di senso della vita'. Perché, se l’età garantisce maggiore consapevolezza e una certa esperienza, è anche vero che, con il passare degli anni, sarà sempre più difficile accettare di rimettersi in gioco e allora è più probabile che ci si lasci andare fino a farsi sfuggire l’occasione che scivola 'come fosse sabbia fra le dita'.
Donne al bivio affronta le tematiche femminili relative ai vari passaggi dell’esistenza e ci aiuta a rivalutare quel senso di precarietà che tutti sentiamo e a coglierne l’effetto benefico. Precarietà dell’esistenza che, mentre trasmette ansie e timori, diventa anche un volano, una spinta per cercare una sempre maggiore serenità. Coraggio dunque: rimettersi in gioco quando non si hanno più i vent’anni, si può. E se di anni ne abbiamo il doppio o anche il triplo, è anche meglio.
Donne al bivio, a quale età?
Nella storia di ogni donna possono presentarsi, a scadenze più o meno regolari, diverse occasioni di ripensamento e di svolta riguardo al corso della propria esistenza. Quindi non è raro trovarsi di fronte a un bivio che obbliga a una resa dei conti e alla formulazione di nuovi progetti. Tuttavia, con l’ingresso nell’età matura, si arriva in genere al bivio decisivo: o confermare le scelte fatte in precedenza in diversi ambiti (amore, famiglia, lavoro…) o rivedere la pianificazione del proprio futuro e cambiare direzione.
È bene non fallire l’appuntamento perché, superati gli anni centrali della vita, spesso i giochi sono fatti e diventa sempre più difficile cambiare il proprio destino, anche se, volendolo con tenacia, non è impossibile. Con l'avanzare degli anni, infatti, si assottiglia inevitabilmente il ventaglio delle opportunità e aumenta il carico di vincoli e responsabilità.
Molte aspettative e diversi progetti della prima giovinezza potrebbero essere sfumati; la lista dei desideri rimasti inappagati potrebbe essersi allungata. Ecco, dunque, che potrebbe aprirsi una stagione delicata all’insegna del cambiamento, per ripartire con rinnovate energie lungo un'altra direzione.
Quali sono le domande chiave che una donna dovrebbe farsi per decidere se cambiare vita o se accettare quella che ha?
La possibilità di cambiare la nostra vita è molto spesso, almeno in buona parte, indipendente dalla volontà. Pertanto, il primo passo consiste nel domandarsi se esistono i presupposti concreti per farlo, valutando realisticamente i vincoli che limitano la libertà personale e le risorse che la favoriscono.
Il grado di autonomia raggiunto da ogni donna (come minimo: un’indipendenza economica che garantisca la sussistenza e la capacità di affrontare un’eventuale solitudine) è un fattore essenziale. Le donne, quando decidono di cambiare vita (separazioni, ricerca di nuovi interessi e una diversa organizzazione del loro tempo...), non avranno tanti alleati: non incontreranno facilmente favore e comprensione. Bisogna quindi domandarsi quanto sia salda la propria motivazione.
Una disamina realistica della propria condizione deve comunque implicare anche la valutazione degli aspetti positivi, come le conquiste fatte, alcune mete raggiunte e, soprattutto, eventuali buone relazioni affettive supportanti. Forse, in diversi casi, vale la pena di conservare e valorizzare qualche elemento di un quadro che, con qualche pennellata in più, potrebbe tornare ad apparire allettante.
Come individuare nuove possibilità? Ecome ridefinire al meglio i propri rapporti famigliari e relazioni?
Non esiste ovviamente una ricetta valida per tutte. Molte donne si lamentano di non avere preferenze o inclinazioni, né la fantasia per prospettarsi nuovi scenari più appaganti. In realtà, probabilmente non si conoscono abbastanza e non sanno ascoltarsi. Ci sono sempre dei segnali che possono fornire indicazioni preziose circa i propri bisogni. È difficile non avere 'sensazioni': un'ombra di nostalgia, un flash che balena nella mente, una curiosità che si risveglia, il ricordo di un proposito che abbiamo tralasciato, un interesse prematuramente spento… Bisogna avere voglia di recuperare ogni stimolo per lasciarsi guidare lungo nuovi percorsi di vita.
Ridefinire le proprie relazioni affettive (sentimentali e famigliari) è forse il punto più dolente. Le donne, soprattutto quelle più mature, sono al centro di una fitta rete di rapporti che chiede di essere salvaguardata. Può andare bene farlo a patto di non annullarsi e di non sottrarre troppo tempo ed energie alla legittima ricerca di risposte per soddisfare anche le proprie esigenze, fisiche ed emotive. Perciò è indispensabile imparare a fronteggiare i sensi di colpa che la responsabilità nei confronti di coloro che amiamo facilmente alimenta
Ivana Castoldi
Donne al bivio
Feltrinelli
Pagg. 174, euro 14