Un tempo erano stati soprattutto la luce elettrica, il riscaldamento o l'acqua corrente a cambiare la vita degli Italiani. Poi vennero la penicillina, l'aereo, la Fiat Seicento, il frigorifero e la lavatrice. Adesso, nell'era degli eternamente connessi, quando anche il cordless è sorpassato, sono i computer, i tablet e i cellulari tuttofare esaltati dalla fibra più potente, a riempirci la vita. La rivoluzione è compiuta: il tempo libero dipende ormai dagli oggetti, e le relazioni e perfino gli amori si nutrono soprattutto di sms, mail e foto spedite tramite Whatsapp. E, se fino a oggi cose e invenzioni erano servite a giovare alla salute, sollevare dalla fatica fisica e moltiplicare i contatti, speriamo che il futuro favorisca finalmente l'intelligenza, la ricerca e l'osservazione. Insomma l'individuo. E' l'auspicio di Marta Boneschi, giornalista e storica abituata a indagare gli usi e costumi del nostro passato che, con il suo ultimo bel libro edito da Il Mulino 'I migliori oggetti della nostra vita', ricostruisce il gran numero di novità che, nel tempo, ha cambiato (in meglio) la nostra esistenza.
Dall'Ottocento, dall'epoca inventiva del trionfo della meccanica fino alla rivoluzione tecnologica e, in parallelo, i grandi mutamenti della società, del costume e della mentalità, generazione dopo generazione. Di decennio in decennio, gli oggetti raccontano e la loro storia sfata miti, convinzioni e false credenze. Boneschi li passa al setaccio in ordine alfabetico: dalla voce Abito da sposa, fino alla Vasca da bagno e alla Vespa, attraverso Libro e Macchina da cucire, Cinema e Pillola. Storia degli italiani e soprattutto delle donne; analisi che fa riflettere e che dimostra come gli oggetti, senza la vita, possono tutto e niente, perché siamo noi, sempre, ad animarli e a renderli importanti. E che, dunque, siamo sempre soltanto noi i protagonisti di quel museo vivente che è fatto di tutto ciò che, fino a oggi, ha cambiato il mondo.
Gli oggetti cambiano stili di vita e comportamenti. Quale rivoluzione negli ultimi decenni?
A me sembra ieri, ma lo racconto ai più giovani: c'era una volta un telefono per famiglia, nero, attaccato al muro, con il disco per comporre il numero. O la cabina del telefono a gettone. Dunque la comunicazione globale, rapida e onnipresente credo che abbia cambiato profondamente le relazioni umane, negli affetti e negli affari. Allo stesso modo, scrivere una mail sul computer è ben diverso che prendere la penna, scarabocchiare una brutta copia, gettare la carta, riscrivere, firmare, imbustare, attaccare il francobollo, spedire e aspettare per giorni una risposta. Credo che questa sia la rivoluzione più evidente della nostra epoca, e non è un caso che della comunicazione si sono impadroniti i politici, troppo spesso per diffondere stupidaggini, bugie e manipolazioni. Ma anche i farmaci sono onnipresenti e efficienti: i nonni e bisnonni morivano, talvolta giovani, di cancrena, setticemia o polmonite, noi sopravviviamo - qualche volta in forma - oltre gli ottant'anni. Per il mal di testa prendevano l'oppio, quando potevano permetterselo. Un'altra categoria di "oggetti" meravigliosi della modernità sono le auto, i treni, gli aerei, le motociclette e le biciclette. Ci permettono di conoscere il mondo più e meglio, a prezzi accessibili. E il cinema, quante emozioni ha dato agli spettatori in poco più di cento anni.
Catalogo ragionato delle cose che più hanno contato nelle nostre vite.
Parlo da donna e spero che gli uomini capiscano: gli elettrodomestici hanno abbreviato da una generazione all'altra la cura della casa e delle persone. Il bucato e la preparazione del cibo, compiti eternamente femminili nella società italiana, non comportano più un enorme dispendio di tempo e di energia. I detersivi fanno una differenza enorme rispetto alla cenere del lavaggio ottocentesco. Posso leggere mezzo capitolo mentre il riso cuoce, e questo fa bene allo spirito. Anche se una rivista degli anni Cinquanta assicurava che ogni moglie e madre, grazie alla lavastoviglie, avrebbe trovato il tempo di dipingersi le unghie, mettere i bigodini (oggetto scomparso) e quindi piacere di più al marito. Da scrittrice ringrazio il "copia incolla" del computer, la fine dello spreco di carta, le immagini a portata di clic. Da italiana e europea ringrazio però l'euro, una moneta grande, la nostra moneta, che ci fa girare i Paesi, ben accetta anche fuori dall'area di competenza, e anzi accolta con un rispetto che si estende a chi la possiede. Ai detrattori dell'euro vorrei ricordare quanto era screditata e instabile la Lira, monetina di un paese interessante e vivace come l'Italia, ma non del tutto affidabile.
Alla luce dei mutamenti del passato, quali oggetti odierni influenzeranno il futuro?
Fare previsioni è come giocare alla roulette, non si sa se la pallina va sul nero o sul rosso, ma si può provare a ragionare. Nel passato a memoria umana molti oggetti hanno alleviato la fatica fisica, grazie alla meccanica e all'elettronica. Molti oggetti scomodi sono spariti, come il busto con le stecche delle donne eleganti, una vera tortura, o il juke box per ascoltare le canzonette al bar. Speriamo che il prossimo traguardo, tramontata la fatica muscolare, sia quello che vede al lavoro l'intelligenza: osservare, capire, approfondire, criticare, trovare le soluzioni. Qui non sono gli oggetti della vita quotidiana ad avere un compito importante, ma le istituzioni della società: la famiglia, la scuola, la giustizia, la cerchia amicale e l'ambiente professionale. Grazie alle prestazioni meravigliose degli aggeggi della modernità, proviamo a dare insomma valore non tanto a quegli stessi oggetti nella loro materialità, non tanto alla tecnica, che è comunque fonte di prodigi, ma alla nostra qualità umana. Di nuovo, non sarà per dipingersi le unghie che noi donne utilizzeremo il tempo libero, ma per dare vita e contenuto alle relazioni, per leggere e imparare, per capire i diversi da noi, per aiutare chi ha bisogno. Forse è un'utopia, forse è un desiderio, ma non costa niente auspicarlo. Sempre che nel frattempo non diventi di uso comune la clonazione umana o ci colpisca una guerra mondiale, ma chi può dirlo? E questo sconvolgerebbe ogni pronostico.
Marta Boneschi
I migliori oggetti della nostra vita
Il Mulino
Pagg. 354, euro 35
Dall'Ottocento, dall'epoca inventiva del trionfo della meccanica fino alla rivoluzione tecnologica e, in parallelo, i grandi mutamenti della società, del costume e della mentalità, generazione dopo generazione. Di decennio in decennio, gli oggetti raccontano e la loro storia sfata miti, convinzioni e false credenze. Boneschi li passa al setaccio in ordine alfabetico: dalla voce Abito da sposa, fino alla Vasca da bagno e alla Vespa, attraverso Libro e Macchina da cucire, Cinema e Pillola. Storia degli italiani e soprattutto delle donne; analisi che fa riflettere e che dimostra come gli oggetti, senza la vita, possono tutto e niente, perché siamo noi, sempre, ad animarli e a renderli importanti. E che, dunque, siamo sempre soltanto noi i protagonisti di quel museo vivente che è fatto di tutto ciò che, fino a oggi, ha cambiato il mondo.
Gli oggetti cambiano stili di vita e comportamenti. Quale rivoluzione negli ultimi decenni?
A me sembra ieri, ma lo racconto ai più giovani: c'era una volta un telefono per famiglia, nero, attaccato al muro, con il disco per comporre il numero. O la cabina del telefono a gettone. Dunque la comunicazione globale, rapida e onnipresente credo che abbia cambiato profondamente le relazioni umane, negli affetti e negli affari. Allo stesso modo, scrivere una mail sul computer è ben diverso che prendere la penna, scarabocchiare una brutta copia, gettare la carta, riscrivere, firmare, imbustare, attaccare il francobollo, spedire e aspettare per giorni una risposta. Credo che questa sia la rivoluzione più evidente della nostra epoca, e non è un caso che della comunicazione si sono impadroniti i politici, troppo spesso per diffondere stupidaggini, bugie e manipolazioni. Ma anche i farmaci sono onnipresenti e efficienti: i nonni e bisnonni morivano, talvolta giovani, di cancrena, setticemia o polmonite, noi sopravviviamo - qualche volta in forma - oltre gli ottant'anni. Per il mal di testa prendevano l'oppio, quando potevano permetterselo. Un'altra categoria di "oggetti" meravigliosi della modernità sono le auto, i treni, gli aerei, le motociclette e le biciclette. Ci permettono di conoscere il mondo più e meglio, a prezzi accessibili. E il cinema, quante emozioni ha dato agli spettatori in poco più di cento anni.
Catalogo ragionato delle cose che più hanno contato nelle nostre vite.
Parlo da donna e spero che gli uomini capiscano: gli elettrodomestici hanno abbreviato da una generazione all'altra la cura della casa e delle persone. Il bucato e la preparazione del cibo, compiti eternamente femminili nella società italiana, non comportano più un enorme dispendio di tempo e di energia. I detersivi fanno una differenza enorme rispetto alla cenere del lavaggio ottocentesco. Posso leggere mezzo capitolo mentre il riso cuoce, e questo fa bene allo spirito. Anche se una rivista degli anni Cinquanta assicurava che ogni moglie e madre, grazie alla lavastoviglie, avrebbe trovato il tempo di dipingersi le unghie, mettere i bigodini (oggetto scomparso) e quindi piacere di più al marito. Da scrittrice ringrazio il "copia incolla" del computer, la fine dello spreco di carta, le immagini a portata di clic. Da italiana e europea ringrazio però l'euro, una moneta grande, la nostra moneta, che ci fa girare i Paesi, ben accetta anche fuori dall'area di competenza, e anzi accolta con un rispetto che si estende a chi la possiede. Ai detrattori dell'euro vorrei ricordare quanto era screditata e instabile la Lira, monetina di un paese interessante e vivace come l'Italia, ma non del tutto affidabile.
Alla luce dei mutamenti del passato, quali oggetti odierni influenzeranno il futuro?
Fare previsioni è come giocare alla roulette, non si sa se la pallina va sul nero o sul rosso, ma si può provare a ragionare. Nel passato a memoria umana molti oggetti hanno alleviato la fatica fisica, grazie alla meccanica e all'elettronica. Molti oggetti scomodi sono spariti, come il busto con le stecche delle donne eleganti, una vera tortura, o il juke box per ascoltare le canzonette al bar. Speriamo che il prossimo traguardo, tramontata la fatica muscolare, sia quello che vede al lavoro l'intelligenza: osservare, capire, approfondire, criticare, trovare le soluzioni. Qui non sono gli oggetti della vita quotidiana ad avere un compito importante, ma le istituzioni della società: la famiglia, la scuola, la giustizia, la cerchia amicale e l'ambiente professionale. Grazie alle prestazioni meravigliose degli aggeggi della modernità, proviamo a dare insomma valore non tanto a quegli stessi oggetti nella loro materialità, non tanto alla tecnica, che è comunque fonte di prodigi, ma alla nostra qualità umana. Di nuovo, non sarà per dipingersi le unghie che noi donne utilizzeremo il tempo libero, ma per dare vita e contenuto alle relazioni, per leggere e imparare, per capire i diversi da noi, per aiutare chi ha bisogno. Forse è un'utopia, forse è un desiderio, ma non costa niente auspicarlo. Sempre che nel frattempo non diventi di uso comune la clonazione umana o ci colpisca una guerra mondiale, ma chi può dirlo? E questo sconvolgerebbe ogni pronostico.
Marta Boneschi
I migliori oggetti della nostra vita
Il Mulino
Pagg. 354, euro 35