
Massimo Birattari, autore di numerosi libri per ragazzi, tutti di successo, si rivolge ad alunni e studenti fra gli 8 e i 13 anni, dalla terza elementare alla seconda media e, stando alle sue parole, data "quella specie di conflitto sindacale che spesso s'accende tra insegnanti da una parte e genitori (in veste di sindacalisti dei figli) dall'altra "il libro vorrebbe aiutare la pace sociale mettendo d'accordo tutti, a cominciare proprio dai ragazzi."E, se la scuola, oltre alle nozioni, deve far crescere il desiderio della scoperta e dell'esperienza, e soprattutto quella di fare, Divertirsi invece che fare i compiti risponde proprio a questa esigenza.
Tante le idee che coinvolgono genitori, educatori e figli: cucinare con i nonni, per imparare, insieme una ricetta, con le storie familiari legate a quelle tradizioni e a quel modo di cucinare. Oppure organizzare Olimpiadi in cortile o nel parco comunale, con tanto di giudici, classifiche e medaglie incise nel lamierino. Tra le mie attività preferite dal manuale, "ci sono quelle che riguardano la storia: immergersi nella vita quotidiana del passato visitando un castello, un museo archeologico o uno delle tradizioni popolari, oppure collezionare mostri medievali cercandoli nelle cripte o sulle facciate delle cattedrali"
Buone vacanze e buon divertimento tutto l'anno.
Divertirsi, invece di fare i compiti? Una ricetta per le vacanze, o per sempre?
"A dire il vero, metto le mani avanti fin dalle prime righe: 'D'accordo, i compiti sono necessari, nessuno lo mette in dubbio. Però ogni tanto - solo ogni tanto - invece di fare i compiti sarebbe bello dedicarsi a qualche attività un po' più appassionante o più insolita'. E questo vale ancora di più per le vacanze, visto che il libro è uscito proprio alla fine della scuola, e che le vacanze portano con sé molto tempo libero e molte opportunità. Però le idee che propongo funzioneranno anche durante l'anno scolastico, e spero che generino attività interessanti sia a casa sia a scuola. Per quanto riguarda l'annosa questione dei compiti a casa: non sono un insegnante, e mi affido all'esperienza e al buon senso degli insegnanti. Credo che sia necessario studiare ed esercitarsi a casa, così come deve esercitarsi chi vuole imparare a suonare il piano o la chitarra. Lo studio implica una certa dose di fatica; ma è indispensabile che l'obbligo e la fatica non uccidano il piacere di imparare. Le attività che propongo io puntano su quel piacere. Quindi i ragazzi le svolgeranno da soli, non ci penseranno proprio a chiedere l'aiuto dei genitori. Certo, in alcune è richiesto il coinvolgimento di genitori e nonni, ma per vivere esperienze insieme: a osservare, a realizzare le cose, a disegnare, a scrivere, a inventare sono chiamati sempre e solo i ragazzi".
A chi si rivolge il libro?
"I destinatari naturali sono i ragazzi fra gli 8 e i 13 anni, cioè fra la terza elementare e la seconda media. Ogni tanto ho l'impressione che proprio sui compiti ci sia una specie di conflitto sindacale in corso, tra insegnanti da una parte e genitori (in veste di sindacalisti dei figli) dall'altra. Ecco, il mio libro vorrebbe invece aiutare la pace sociale mettendo d'accordo tutti, a cominciare proprio dai ragazzi. Sono convinto che la scuola debba alimentare il desiderio di imparare, suscitare l'entusiasmo della scoperta e la voglia di fare. Lo scopo del mio libro, dunque, è proprio fornire a tutti (ragazzi, genitori, insegnanti) una serie di stimoli per appagare bisogni che, per fortuna, sono naturali. Sempre nella prima pagina ho scritto che questo è 'un libro da aprire quando vi prudono le mani dalla voglia di fare cose'; e magari a qualcuno la voglia verrà grazie alla lettura".
Giocare, disegnare, viaggiare, inventare, 27 idee. Ne racconti qualcuna.
"La prima idea è cucinare con i nonni, per imparare, insieme a una ricetta, anche le storie familiari legate a quella ricetta (io faccio l'esempio dello strudel che mia madre, di origini lombardo-piemontesi, ha imparato dalla famiglia istriana di mio padre: i cibi raccontano storie e luoghi, aprono orizzonti, ci portano ad apprezzare sia le tradizioni locali sia i sapori del mondo). Un'altra è organizzare le Olimpiadi in cortile o nel parco comunale, con tanto di giudici, classifiche e medaglie incise nel lamierino. Tutte in fondo possono essere considerate una forma di gioco, e suggerisco di giocare con le regole, inventando un iper-gioco dell'oca o il regolamento di gare di mini-birilli da corridoio (e sono giochi in cui ha un ruolo fondamentale l'aritmetica). Tra le mie attività preferite ci sono quelle che riguardano la storia: immergersi nella vita quotidiana del passato visitando un castello, un museo archeologico o uno delle tradizioni popolari, oppure collezionare mostri medievali cercandoli nelle cripte o sulle facciate delle cattedrali (e per queste attività l'illustratrice del libro, Ilaria Faccioli, ha creato disegni stupendi). Uno dei principi fondamentali, comunque, è che non è necessario arrivare in capo al mondo per trovare cose interessanti da fare: basta andare al mercato, o ambientare avventure fantastiche in cameretta o nel giardino di casa".
MASSIMO BIRATTARI
Invece di fare i compiti
Illustrazioni di Ilaria Faccioli
Rizzoli 2017, pp. 192, € 15,00