Le ombre cinesi su Telecom Italia non fanno paura. Dopo tanti piani velleitari, parecchi giri di valzer e qualche ballon d'essai, la trattativa con H3G è l'affare più convincente che si profila all'orizzonte. Il cda di giovedì prossimo, per Franco Bernabè, può essere davvero la "telefonata che ti allunga la vita". Ma più che il destino del ceo, di fatto quasi sfiduciato dai suoi stessi azionisti, c'è in gioco il futuro del gigante italiano della telefonia. Stavolta non si scherza. Il primo a capirlo è stato Mario Greco, ad delle Generali, che ha suonato la campanella di fine-ricreazione. "Non esistono partecipazioni strategiche": lo ha detto, lo sta mettendo in pratica. E si parte proprio da Telco, dove il Leone di Trieste potrebbe sfilarsi. Mediobanca non può far finta di niente: Alberto Nagel, a prescindere dalla disavventura con i Ligresti, è a sua volta impegnato in un processo di rinnovamento e riposizionamento che parte da Bpm e quindi potrebbe coinvolgere anche la cassaforte in cui è custodita Telecom. Dal punto di vista finanziario ci sarà modo e tempo per giudicare l'impatto dell'operazione. Certo un concambio tarato ai valori di Borsa attuali non è realistico. Questo vale tanto per 3 Italia (valutata 2 miliardi) quanto a maggior ragione per Telecom (che ora ne vale poco più di 10). Si vedrà. Ma intanto è l'aspetto industriale dell'eventuale matrimonio che sembra avere una sua logica. Il partner cinese è uno dei più forti e dei più liquidi a livello mondiale. Non ha alcun interesse né per affari "mordi e fuggi" (sul modello Sawiris) né per alleanze "di blocco" (sul modello Telefonica). Naturalmente, per consentire l'ingresso di un socio estero, tanto più se "extra. comunitario", è necessario sbrigliare prima il groviglio della rete, che a quel punto andrebbe affidata a mani sicure rigorosamente italiane. Il dossier Cassa Depositi e Prestiti non è il massimo, ma gestito in questa ottica sarebbe accettabile. Naturalmente dovrebbe trattarsi di uno scorporo integrale, e funzionale all'utilizzo dell'infrastruttura da parte di tutti gli operatori, in un regime di tariffe finalmente concorrenziali. Scorporata la rete, una Telecom finalmente alleggerita dai debiti (che oggi superano i 28 miliardi) potrebbe convolare a nozze con H3G. E il nuovo socio "straniero" potrebbe fare tutto quello che Telefonica non ha mai voluto fare: cioè lanciare Telecom nella sfida del mercato globale delle tlc, uscendo dal perimetro di un mercato domestico ormai saturo e sempre più asfittico. È stato il paradosso di questi anni: gli spagnoli hanno allungato le mani su Telecom solo per impedirgli di crescere dov'era più forte, cioè in Sud America. Un paradosso che la creazione di Telco ha cristallizzato e reso strutturale. Per questo, oggi, tocca proprio ai soci della holding sciogliere l'"abbraccio mortale".
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