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Il Porcellum di Tronchetti
e Vegas lo sceriffo

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Formidabili questi anni. Nonostante la crisi, il povero capitalismo italiano se la cava sempre, dietro il salvacondotto delle 'operazioni di sistema'. L'affare Camfin-Pirelli è da manuale. Un brutale salvataggio, scaricato sulle spalle dei risparmiatori e spacciato per 'progetto industriale'. Qualche giorno fa, commentando l'esito del duello tra Tronchetti Provera e Malacalza, un grande giornale titolava, con malcelata soddisfazione: 'La pace tra i soci farà bene a Pirelli'. Verissimo. Ma sullo sfondo c'è da porsi un altro paio di domande. La prima: quella 'pace' farà bene anche al mercato? La seconda: quella 'pace' ha un prezzo, e quel prezzo chi lo paga? Di questo nessuno parla. Non i grandi soloni della misera finanza nazionale. Non i grandi signori della sciatta business community tricolore. E nemmeno i grandi tutori delle regole di trasparenza del mercato, cui la legge assegna un compito sistematicamente e colpevolmente inevaso. Alessandro Penati, su 'Repubblica' di mercoledì scorso, ha scritto parole definitive sulla natura di questa operazione. Un patto di sindacato occulto, del quale il mercato e stato tenuto scientemente all'oscuro. Scambi azionari tra Malacalza e Tronchetti da una parte, Pirelli e Allianz-Unipol dall'altra, tutti effettuati rigorosamente a valori inferiori ai prezzi correnti di Borsa. Malacalza che vende Camfin a monte e compra Pirelli a valle, evitando l'Opa a cascata. Unicredit e Intesa (le famose e sempre amiche 'banche di sistema') che strozzano le piccole imprese sane ma non lesinano 100 milioni di capitale al 'cliente eccellente'. Il campionario degli errori e degli orrori è infinito, in questa brutta pagina di finanza italiana. Compreso il fatto che, ancora una volta, mentre il Tronchetti-manager continua la sua brillante 'carriera', il Tronchetti-azionista continua la sua costante discesa. Dalla fusione Pirelli-Pirellina, fino all'ultimo aumento di capitale da 40 milioni di Gpi completato a fine anno, la sua partecipazione nella Bicocca si è progressivamente ridotta. Prima dell'ingresso dei Malacalza era al 5%, ora è al 2, dopo l'opa di Camfin scenderà ancora. Insomma, un capolavoro. Nessuno contesta a Tronchetti il merito di aver rimesso in carreggiata Pirelli dal 2008 in poi. Ma su quello che è accaduto prima, e sulle alchimie finanziarie che gli hanno consentito di mantenere il controllo del gruppo senza mai aprire il portafoglio, meglio non parlare. Ma il velo più pietoso, stavolta, bisogna stenderlo sulla Consob, che ancora una volta non ha visto, non ha sentito, non ha parlato. Il nuovo corso di Giuseppe Vegas sembrava promettente. Ma su questo 'porcellum' finanziario ci ha riportato indietro di qualche anno. Ai bei tempi di Lamberto Cardia che, mentre Ligresti e i suoi cari spolpavano Fonsai, dormiva il sonno dei giusti. Sveglia, sceriffo, o quando riaprirai gli occhi nel saloon di Piazza Affari staranno solo i cocci!
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