Come i 'nuovi tiranni' di John Berger, i propagandisti della destra berlusconiana sfoggiano il solito, magnifico 'guardaroba di ragionamenti pret-a-porter e su misura'. Dalla campagna elettorale del febbraio scorso in poi, nel Pdl si porta molto il taglio dell'Iva, abbinato alla cancellazione dell'Imu. Chi non sognerebbe tanta leggerezza, dopo anni e anni di pesantissimo 'saio fiscale'? Purtroppo la dura realtà si incarica sempre di uccidere i sogni. L'aumento di un punto dell'aliquota Iva, dal 21 al 22%, non si può evitare. Salvo clamorose sorprese, scatterà inesorabilmente dal primo luglio, come aveva previsto il governo Monti. La ragione, nuda e cruda, l'ha spiegata il ministro dell'Economia al Parlamento: l'aumento dell'Iva vale 4 miliardi di euro a regime, non possiamo permetterci ci rinunciare a quel gettito perché non ci sono risorse 'rinvenibili' altrove. Più chiaro di così Saccomanni non poteva essere. E le sue parole, per quanto aspre e dolenti, sono uno schiaffo ai potenti. Non deve essere un caso se Renato Brunetta, il Ghino di Tacco della falange forzista, ha fatto la faccia feroce: Saccomanni è un ministro tecnico, e quindi 'meno parla e meglio è”. Infatti: è meglio che parlino 'loro', i politici della maggioranza stranissima, e continuino a spacciare illusioni e a propiziare frustrazioni. Il ministro 'tecnico' ha una colpa imperdonabile agli occhi dell'establishment, ma ha un merito impareggiabile agli occhi dell'opinione pubblica: mette in mora la politica, la pone di fronte alle sue ambiguità e alle sue responsabilità. Saccomanni ci sta dicendo che l'unico modo per evitare un altro giro di vite sull'Iva è quello di tagliare per un importo corrispondente la spesa pubblica corrente. E' quello di ridurre gli sprechi rilanciando a tutti i livelli la spending review. Per farlo serve una scelta politica. Serve un governo che taglia dove deve tagliare, senza riserve indiane o sinecure italiane. E' esattamente quello che manca. Quando sottolinea che non ci sono risorse alternative per coprire il mancato aumento dell'Iva, Saccomanni ci sta rivelando che la politica non vuole tagliare. Per questo le parole del ministro suonano come un mesto de profundis per il governo delle Larghe Intese. Un governo 'eccezionale' si spiega solo se ha la 'volontà di potenza' per fare cose eccezionali. La Grande Coalizione in Germania nasce per fare quello che la Cdu da una parte o la Spd dall'altra non possono realizzare da soli. Al patto anomalo tra Pd e Pdl siamo arrivati esattamente per questo: nessuno dei due poli era autosufficiente, e dunque in grado di varare le riforme necessarie al Paese. La resa sull'Iva dimostra che la formula non tiene, soprattutto perché è inutile. Se le Larghe Intese in Italia non producono nuova forza politica, ma sono solo la somma aritmetica delle due vecchie debolezze bipolari, allora muoiono in culla.
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