Polis

La versione di Joshua
sul finto "mercato"

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L’anno nuovo, come al solito, comincia com’era finito quello vecchio. Alti lai, stessi guai. Tra spread e Borsa, l’economia di carta va. Tra recessione e credit crunch, anche l’economia reale va. Ma in malora. Nel frattempo, i nodi della politica, dell’economia e della finanza sono sempre lì, irrisolti. Viene in mente la sentenza memorabile di uno dei protagonisti di «Joshua, allora e oggi», l’ultimo capolavoro di Mordecai Richler (geniale e scapigliato “papà” canadese di Barney Panofsky e della sua leggendaria «Versione»): «Ho visto il futuro, e non funziona». **** Nelle segrete di Palazzo Salimbeni si sussurra che Profumo e Viola, convinti dalla moral suasion del Tesoro, avrebbero deciso per adesso di restare al vertice del Montepaschi. Al cda di domani si saprà se è vero. Intanto, la Fondazione ottiene il rinvio dell’aumento di capitale. Un rinvio costoso per la banca, dopo i disastri mussariani da Antonveneta in poi. Ma che importa? Basta non perdere il controllo del caveau, dal quale hanno prelevato tutti. In attesa della nazionalizzazione, Siena si conferma l’ultima casamatta del socialismo municipale. Non ha mai funzionato. **** Nelle segrete di Palazzo Vecchio si racconta che Renzi stia affilando la lama della ghigliottina. Ad aprile scadono i vertici delle ex PpSs. Eni, Enel, Terna, Fintecna, Consap, persino Consob (manca un commissario). Quante e quali teste rotoleranno? Il segretario del Pd dice: non ci interessano le poltrone in quanto tali, valuteremo i manager in base alle necessarie strategie di politica industriale. Nobile proposito. Dicevano così anche ai tempi di Andreotti e Craxi. Non funzionò. **** Nelle segrete di Palazzo Chigi si narra che Letta stia valutando il da farsi sulla rete Telecom. Il rapporto Caio è ormai in arrivo, ed è la fotografia di un discreto disastro. Nel frattempo, l’azienda orbita in un penoso limbo, tra i pasticci di Cesar Alierta in Sudamerica e gli impicci di Marco Patuano a Roma. Cosa resterà della vecchia Telecom, con una rete spacchettata e una Tim Brasil venduta? Non può funzionare. **** Nelle segrete di Palazzo delle Finanze si dice che Cassa Depositi e Prestiti stia stringendo i tempi per cedere il suo 49% di Cdp Reti, la società veicolo che contiene le quote di Snam e presto anche quelle di Terna. Tra i possibili acquirenti ci sarebbe State Grid of China, gigante delle infrastrutture di rete che da solo ha un fatturato pari a più di metà della capitalizzazione dell’intera Borsa italiana. Non è un fondo sovrano, ma una spa operativa. Dunque, presto le nostre reti di gas e di energia ad alta tensione potrebbero finire, sia pure con una ragguardevole quota di minoranza, in mani cinesi. Funzionerà? [email protected]