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Sono strani questi inglesi
95 match sono troppi

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Stranezze londinesi. Il passato non ritorna: dall'incontro più lungo della storia del tennis a una pratica sbrigata in quattro e quattr'otto o poco più. Così è finito l'anomalo match clou della seconda giornata degli Championships, con una vittoria in tre set del gigante americano John Isner sull'artigiano francese del
la racchetta Nicolas Mahut (7-6 6-2 7-6). Nessuno s'è stupito più di tanto della mancata replica dei record del 2010, a cominciare dagli spettatori che non hanno affollato gli spalti del campo numero 3, deludendo gli organizzatori e i venditori di fish and chips.

Stranezze londinesi. L'avessero chiesto agli irriducibili che all'alba stavano in coda da otto ore per trovare un biglietto, avrebbero avuto la risposta giusta, o comunque l'unica ragionevole: mission impossible. Impossibile giocare 95 incontri in una sola giornata nonostante i 19 campi a disposizione a Wimbledon. Soprattutto quando: 1. gli uomini, come sempre negli Slam, se la vedono al meglio dei cinque set; 2. si sono ereditati molti match dal giorno precedente causa pioggia; 3. si comincia alle 13 e si chiude quando fa buio, a parte il campo centrale dotato di copertura e illuminazione adeguate. Ma gli inglesi sono i soliti: le tradizioni sono tradizioni, si è sempre fatto in questo modo e stop. Alla fine a pagarne le spese sono state le nostre  Flavia Pennetta e Romina Oprandi. La tarantina ha aspettato l'intera giornata che un numero di campo sostituisse sul programma il poco rassicurante TBA, "To Be Assigned". Speranza delusa, scontro rinviato con la rumena Irina-Camelia Begu. L'italo-svizzera è invece entrata alle 20 passate sul campo 19, con le ombre che ormai s'allungavano, per affrontare Lourdes Dominguez Lino. Reduce da un infortunio al polso, ha opposto poca resistenza alla spagnola: 0-6 1-6. Alle 21, ora del meridiano di Greenwich, erano ancora in corso sette incontri.

Stranezze londinesi. Una Serena Williams in lacrime davanti ai microfoni e alla telecamere dopo aver superato il primo turno a Wimbledon - lei che qui ha vinto quattro volte (le ultime lo scorso anno e nel 2009) - finisce per forza per essere un must su YouTube. La ragione delle lacrime è nota. La 16 volte finalista in uno Slam (ne ha vinti 13) ha subito pochi mesi fa due interventi chirurgici al piede, a seguito dei quali ha avuto in marzo un'embolia polmonare che ha rischiato di ucciderla. "Mi sono ripetuta continuamente, durante la malattia, che non dovevo mollare, che ce la potevo fare. Psicologicamente devo ancora lasciarmi alle spalle quanto mi è successo. Fisicamente però sto bene", e giù lacrime. Il pubblico dell'All England Lawn Tennis and Croquet Club farà tifo solo per lei d'ora in poi. Giurateci.

 

Le stranezze finiscono qui. I match con gli italiani vanno come previsto. Cominciamo da chi ha passato il turno: Andreas Seppi, reduce dalla vittoria a Eastbourne, si sbarazza di Albert Montanes, spagnolo terraiolo, con un netto 6-4 6-4 7-5. Conferma il suo grande momento Roberta Vinci, che mette sotto la russa Vera Dushevina senza colpo ferire (7-5 6-2). Fuori invece in tre set  Flavio Cipolla contro il sempre più convincente Juan Martin Del Potro. Un'esperienza in più per l'italo-argentina Camila (con una elle sola) Giorgi, 20 anni il prossimo San Silvestro, bionda e bella, esordiente in uno Slam, numero 169 nel ranking ATP, regolata sul 2-6 1-6 dalla bulgara Tsvetana Pironkova, numero 33. Per Alberta Brianti è stato un calvario contro la russa Maria Kirilenko, passata con un 6-2 6-1 più che autorevole. Della Oprandi s'è detto.

Due avanti, quattro fuori dunque. Lunedì erano già passati la Schiavone, la Errani e Bolelli, avevano fatto le valige Storace, Volandri e Fognini, quest'ultimo però senza giocare per i postumi dell'infortunio a Parigi. Al suo posto un lucky loser, quindi nelle statistiche non si può considerare il ligure.

I grandi passano tutti senza problemi, Federer, Djokovic, Soderling, Del Potro e Ferrer tra gli uomini, Li Na, Sharapova e e soprattutto Serena Williams tra le ragazze. Nessuna sorpresa clamorosa finora. Anche questa, alla fin fine, è una stranezza. [email protected]