Considera il Simone. A maggio va al Roland Garros per le qualificazioni e non ce la fa a superarle. Poi, approfittando di una rinuncia, entra in tabellone - è un lucky loser, un perdente fortunato - e arriva al secondo turno, dove però incappa in Andy Murray. Corsa finita. Intanto, comunque, risale alla casella116 del ranking ATP, lui che nel febbraio di due anni fa aveva occupato la 36. Passa un mese, qualificazioni a Wimbledon. Anche qui, perde all'ultimo tuffo contro un francese di terza fascia, Kenny De Schepper, 234 al mondo. A valigie già fatte, la fortuna dei perdenti lo rimette anche stavolta in tabellone. Supera il primo turno in scioltezza contro l'austriaco Martin Fischer ma, per i quotisti di Lottomatica, le sue possibilità di superare Stanislas Wawrinka (14) al secondo turno erano talmente scarse da pagare la sua eventuale vittoria 5,5 volte la posta. Invece Simone Bolelli, bolognese classe 1985, ritrova il talento che a suo tempo aveva fatto dire a Roger Federer: "Questo ragazzo farà tanta strada". Il suo 7-6 6-3 7-6 ha annichilito Wawrinka e deliziato chi, puntando su di lui, ha fatto un vero affare.
Considera la Flavia. Mentre quasi tutti sono già al secondo turno, a metà pomeriggio del mercoledì lei - per colpa della pioggia e del martedì delle 95 partite - è lì che aspetta di scendere in campo per il primo turno. E piove ancora. Alla fine il cielo londinese concede una tregua: si comincia. La sua avversaria è una rumena, Irina-Camelia Begu, vent'anni, lunga lunga, 78 del ranking WTA. Mai incontrata prima né sul sintetico, né su terra, né su erba. Un'incognita che lo stress dell'attesa riesce solo a ingigantire. Infatti Flavia Pennetta, testa di serie 21 del torneo, è tesa e solo con la forza di volontà riesce a salvare il primo set. Il secondo lo butta via malamente. Nel terzo dilaga. Finisce 7-6 4-6 6-2. Al secondo turno troverà la russa Evgeniya Rodina (82), sicuramente alla sua portata.
Considera la Roberta. A 28 anni è nel momento migliore della carriera. La scorsa settimana ha vinto il torneo pre-Wimbledon sull'erba olandese. Al primo turno dei Championships, lunedì, mette sotto in due set la russa Vera Dushevina. Al secondo trova un osso duro, la canadese dal nome italiano Rebecca Marino (44), reduce da un buon terzo turno nello Slam parigino. La partita comincia male: è subito break, la ventenne di Toronto si issa sul 3-0. Ma la Vinci ha grinta e tanta voglia di andare avanti in questo Slam, recupera e raggiunge l'avversaria al tie break. E passa: 7-6. Il secondo set è senza storia: 6-2. Roberta è ormai una certezza.
Considera la Francesca e la Sara. In programma per il loro secondo turno contro, rispettivamente, la ceca Barbora Zahlavova Strycova (55) e l'ucraina Kateryna Bondarenko (126), sono costrette a rinviare di 24 ore a causa dell'affollamento causa maltempo che è la norma dei primi giorni londinesi. Peccato, perché le due giocatrici dell'est sono tra quelle che non dovrebbero mettere in difficoltà la Schiavone e la Errani. Che, avessero giocato e vinto oggi, avrebbero contribuito a una giornata storica per il tennis italiano a Wimbledon, con un en plein che non ha molti precedenti.
Considera il tennis azzurro. Da sempre sentivamo ripetere che l'abitudine a giocare sulla terra rossa penalizzava i nostri tennisti quando dovevano cimentarsi sul veloce e sull'erba. Lo stesso doveva valere per spagnoli e francesi e così però non era, così come sembra non essere più nemmeno per noi. Un buon segnale.
Considera, alla fine, David Foster Wallace, la cui rilettura in questi giorni wimbledoniani è puro godimento, soprattutto quando scrive anche di tennis come in "Considera l'aragosta" (Einaudi Stile Libero). Appunto.
Considera la Flavia. Mentre quasi tutti sono già al secondo turno, a metà pomeriggio del mercoledì lei - per colpa della pioggia e del martedì delle 95 partite - è lì che aspetta di scendere in campo per il primo turno. E piove ancora. Alla fine il cielo londinese concede una tregua: si comincia. La sua avversaria è una rumena, Irina-Camelia Begu, vent'anni, lunga lunga, 78 del ranking WTA. Mai incontrata prima né sul sintetico, né su terra, né su erba. Un'incognita che lo stress dell'attesa riesce solo a ingigantire. Infatti Flavia Pennetta, testa di serie 21 del torneo, è tesa e solo con la forza di volontà riesce a salvare il primo set. Il secondo lo butta via malamente. Nel terzo dilaga. Finisce 7-6 4-6 6-2. Al secondo turno troverà la russa Evgeniya Rodina (82), sicuramente alla sua portata.
Considera la Roberta. A 28 anni è nel momento migliore della carriera. La scorsa settimana ha vinto il torneo pre-Wimbledon sull'erba olandese. Al primo turno dei Championships, lunedì, mette sotto in due set la russa Vera Dushevina. Al secondo trova un osso duro, la canadese dal nome italiano Rebecca Marino (44), reduce da un buon terzo turno nello Slam parigino. La partita comincia male: è subito break, la ventenne di Toronto si issa sul 3-0. Ma la Vinci ha grinta e tanta voglia di andare avanti in questo Slam, recupera e raggiunge l'avversaria al tie break. E passa: 7-6. Il secondo set è senza storia: 6-2. Roberta è ormai una certezza.
Considera la Francesca e la Sara. In programma per il loro secondo turno contro, rispettivamente, la ceca Barbora Zahlavova Strycova (55) e l'ucraina Kateryna Bondarenko (126), sono costrette a rinviare di 24 ore a causa dell'affollamento causa maltempo che è la norma dei primi giorni londinesi. Peccato, perché le due giocatrici dell'est sono tra quelle che non dovrebbero mettere in difficoltà la Schiavone e la Errani. Che, avessero giocato e vinto oggi, avrebbero contribuito a una giornata storica per il tennis italiano a Wimbledon, con un en plein che non ha molti precedenti.
Considera il tennis azzurro. Da sempre sentivamo ripetere che l'abitudine a giocare sulla terra rossa penalizzava i nostri tennisti quando dovevano cimentarsi sul veloce e sull'erba. Lo stesso doveva valere per spagnoli e francesi e così però non era, così come sembra non essere più nemmeno per noi. Un buon segnale.
Considera, alla fine, David Foster Wallace, la cui rilettura in questi giorni wimbledoniani è puro godimento, soprattutto quando scrive anche di tennis come in "Considera l'aragosta" (Einaudi Stile Libero). Appunto.